Un ospedale senza strade

Alba

Passa di mano, almeno in parte, il cantiere dell’ospedale unico di Verduno: la notizia l’abbiamo data sette giorni fa, ripromettendoci di approfondire l’argomento. Lo facciamo con un’intervista all’architetto Ferruccio Bianco, direttore dei servizi tecnici dell’Azienda sanitaria di Alba e Bra e responsabile unico del procedimento del nuovo ospedale.
Perché la “Maire Engineering” ha ceduto la gestione di parte del cantiere?
«Al momento non abbiamo comunicazioni ufficiali in merito anche perché deve concludersi, tra le parti, la discussione sugli ambiti contrattuali. Si tratta però di una prassi. La “Maire” si è aggiudicata un appalto in concessione, dunque è autorizzata ad affidare in parte o in toto le opere ad altre aziende nel rispetto di certi parametri (come quello del limite di spesa). La “Maire” ha avviato dunque due gare pubbliche: una per la realizzazione delle strutture e degli impianti, l’altra per quella delle facciate e delle vetrate. La prima gara è stata aggiudicata dall’impresa “Matarrese” che lavora, in zona, con la “Olicar” di Bra. La seconda gara non è stata ancora conclusa anche perché è inerente alle vetrate e alla copertura della grossa galleria centrale. Si tratta di lavori meno urgenti».
Dunque non si prevedono lievitazioni di costi?
«No, salvo un incremento della spesa prevista per la messa in sicurezza del versante della collina, necessità emersa nel corso dei lavori e già prevista a bilancio. A influire sulla spesa totale potrebbero essere richieste che sopraggiungano durante i lavori. La Regione, per esempio, ha chiesto una riduzione da 578 a 540 posti letto, ma anche l’introduzione di specialità come la radioterapia e l’emodinamica. Per rispondere a quelle istanze non dovrebbero però esserci grandi variazioni nella spesa. E ancora: è allo studio una revisione in chiave ecosostenibile del progetto che prevede investimenti elevati (però finanziati in parte dalla Regione e in parte dal gestore degli impianti), ma ammortizzabili, in termini gestionali, nel tempo, rendendo l’edificio quasi autosufficiente dal punto di vista energetico».
Quali sono i costi previsti per l’intera opera?
«145 milioni di euro sono i costi generali (acquisto dei terreni, progettazione e realizzazione). A questa somma si aggiungono circa 50 milioni di euro per l’acquisto delle strutture, che però la Fondazione costituita nei mesi scorsi dovrebbe contribuire a trovare in buona parte ,e 40 milioni di euro per la revisione del progetto ecosostenibile, in parte finanziati dalla Regione e in parte dal gestore».
Parliamo di tempi. Quando avremo il nuovo ospedale?
«L’iniziale consegna dei lavori era prevista per metà 2010. Ci sono stati alcuni ritardi perché scavando si è disturbato l’equilibrio della collina e si è dovuto intervenire per porvi rimedio. I ritardi sono di circa sei mesi e peraltro potrebbero essere recuperati. Possiamo comunque ipotizzare che l’ospedale sarà concluso nel corso del 2011. Tra qualche giorno partiremo con le strutture in elevazione e, da quel momento, non dovrebbero più esserci imprevisti».

Alba

Il completamento dell’Asti-Cuneo riuscirà a non mancare l’appuntamento con l’ospedale di Verduno? A quel punto l’autostrada sarebbe indispensabile per il collegamento agevole con il nosocomio che scongiuri l’intasamento delle strade minori…
Lo chiediamo all’architetto Ferruccio Bianco.
«Non conosco con esattezza il cronoprogramma per l’autostrada (al momento la data ultima è ancora fissata al febbraio 2012, ndr), ma so che il tratto che collega Alba a Cherasco sarà realizzato per ultimo. Tecnicamente credo che, se riusciranno a farlo, arriveranno appena in tempo».
Non si sbaglia se non in un eccesso di ottimismo, Bianco. Se entrambe le tempistiche annunciate fossero rispettate, l’ospedale dovrà fare a meno dell’autostrada per un anno.
Ed è una previsione molto ottimistica, purtroppo.
In un recente incontro ad Alba, tra la concessionaria dell’Asti-Cuneo e i rappresentanti di Provincia, Comune ed enti locali coinvolti, si è confermato che i lavori per l’infrastruttura dovrebbero essere completati all’inizio del 2012 (i due tunnel per superare Alba compresi).
Ma con diversi “però”.
I tecnici della società “Asti-Cuneo” hanno rassicurato sulla volontà di realizzare i due trafori, quello sotto il Tanaro e quello tra Roddi e Verduno, ma per il primo bisognerà rivedere la progettazione della rampa d’accesso che sarebbe troppo vicina alle opere di fondazione dei cavalcavia della tangenziale. C’è inoltre da stilare il piano delle cave per il prelievo dei materiali che serviranno per i tunnel. Infine bisogna valutare attentamente il collegamento tra il casello dell’autostrada e le vie d’accesso all’ospedale. Questione non irrilevante è il fatto che i progetti dei lotti albesi siano ancora fermi al Ministero dell’ambiente in attesa (ormai da mesi) della dichiarazione di compatibilità ambientale.
Ma i più coltivano speranze, potenziate dalla recente approvazione da parte dell’Anas dei progetti esecutivi dei lotti che collegheranno Castelletto Stura con Cuneo.
Nonostante le copiose rassicurazioni, restano i dubbi di alcuni, poco espressi pubblicamente come se il dirli fosse un modo per incentivarne la trasformazione in realtà. Ci riferiamo al timore (per certi, la consapevolezza) che i tunnel per il superamento di Alba resteranno a lungo inghiottiti nel progetto. Sullo sfondo compare un incubo: l’essenziale diventerà concludere il collegamento autostradale, in qualsiasi modo, anche a costo di dirottarne il traffico sulla tangenziale della città delle torri.
Momentaneamente, s’intende, in attesa di valutare il modo migliore per superare il Tanaro passando sotto il letto del fiume. Peccato però che l’Asti-Cuneo ci abbia abituati a “momenti” che durano anni, anche decenni…

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