Un’avventura “Mondiale”, giorno per giorno

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Giovedì 6 novembre
I 14 componenti la spedizione azzurra (il d.t. Sergio Corino con i figli Roberto e Andrea, Oscar Giribaldi, Bruno Campagno, Enrico Rinaldi, Gianluca Busca, Lorenzo Bolla, Matteo Levratto, Giorgio Vacchetto, il segretario della Federazione Romano Sirotto, il medico sociale Roberto Campini, il massaggiatore Aldo Donnini e il consigliere federale Mauro Bellero) si ritrovano a Canale per il pranzo. Alle 15 la partenza per Malpensa da dove decollano alle 19 con destinazione Madrid.


Venerdì 7 novembre

All’una di notte si parte per Quito dove si arriva, dopo 11 ore di volo, alle 6 di mattina. Dalla capitale dell’Ecuador trasferimento a Ibarra, 120 km a nord, 2.850 metri slm e vicini al vulcano Imbabura. Dopo la sistemazione in albergo, il medico Campini ordina un’ora di corsa defaticante. Poi tutti svegli fino a cena per assorbire al più presto le sei ore in meno di differenza di fuso orario.

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Sabato 8 novembre
Ore 10. Inizia il mondiale per gli azzurri e inizia con il gioco ecuadoregno, la pelota a mano. Il nostro primo avversario è l’Argentina. L’Italia parte alla grande e si aggiudica il match per 6 a zero. Manco il tempo di tirare il fiato ed alle 12 incontriamo la Bolivia, nettamente più forte, che ci rifila un secco 6 a zero. Per il passaggio del turno sarà decisivo l’incontro Italia-Spagna delle 16, a Otavalo, a 20 minuti di pullman da Ibarra. Ma gli iberici (con ben 25 giocatori convocati) non si presentano in campo. Agli azzurri non resta che attendere il verdetto della commissione tecnica.

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Domenica 9 novembre
Si gioca Italia-Spagna. Il d.t. Sergio Corino, per risparmiare i giocatori che nel pomeriggio, dovranno giocare al “gioco internazionale”, schiera Rinaldi , Levratto , Campagno e Vacchetto. Rinaldi stupisce tutti sfoggiando battute lunghe e si adegua velocemente al gioco ecuadoregno. 1-0 Italia. Rimonta della Spagna 1-2 e pareggio azzurro 2-2. Nell’ultimo gioco del primo set si va 40 pari poi, al terzo vantaggio, la Spagna chiude per il 2-3. Nel secondo set Levratto al salto e Campagno-Vacchetto in chiusura mettono in difficoltà gli iberici. Tutti i giochi vanno al 40 pari, con poca fortuna per i nostri nei “quindici” decisivi. Le numerose contestazioni dei nostri avversari e alcuni “quindici” misteriosamente scomparsi dal nostro tabellino, nonostante le nostre rimostranze, non ci favoriscono e la Spagna si aggiudica gara (2-6) e passaggio al turno successivo. C’è però grande soddisfazione in casa azzurra per aver “scoperto” una nuova nazionale, giovane e promettente.
Inizia anche il torneo del “Gioco Internazionale”. Il nostro primo avversario è ancora la Francia. Gli azzurri scendono in campo con Giribaldi , Roberto e Andrea Corino, Campagno, Busca, e la riserva Rinaldi. Gara subito in salita e transalpini avanti 1-3. Gli azzurri si ritrovano ed iniziano una rimonta che, con un parziale di 5-1, li porterà alla vittoria per 6-4.
Nella seconda partita abbiamo di fronte il Messico. Bolla al posto di Campagno e Levratto al posto di Rinaldi sono i cambi nel nostro team. Anche in questa gara partiamo male (0-2) ma poi i nostri ragazzi (Oscar e Roberto in primis, con le loro “volate”) sanno reagire e vincono 6-3. Vittoria che significa l’accesso in zona medaglia, con gran festa in casa Italia.
La festa viene però rovinata dal ricorso dei messicani che contestano l’uso da parte degli azzurri dei guanti del “fronton”, peraltro utilizzati anche dalle altre nazionali europee ed autorizzati dagli arbitri olandesi prima dell’inizio della sfida con i centroamericani. Nonostante l’appoggio degli spagnoli alla nostra causa, la commissione, composta esclusivamente da sudamericani, ordina la ripetizione della partita.

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Lunedì 10 novembre
Alle 16 azzurri in campo per la ripetizione di Italia-Messico. Prima sorpresa: gli arbitri sono due colombiani. Seconda sorpresa: gli arbitri, oltre a controllare che gli azzurri non indossino guanti da “fronton”, fanno loro togliere anche le protezioni (tapes) delle dita ed i polsini per asciugare il sudore. I nostri giocatori eseguono e finalmente si inizia a giocare. La grinta dei nostri atleti è enorme e i messicani ne fanno le spese uscendo sconfitti per 6-1. La nazionale del Messico lascia il campo a testa bassa mentre gli azzurri già pensano alla gara con la Spagna. La partita non inizia bene e gli iberici avanzano (0-2; 1-3) ma i nostri non hanno ancora smaltito la rabbia agonistica accumulato contro il Messico. Prima pareggiano (4-4) e quindi, grazie ad alcuni applauditi fuoricampo di Giribadi e a R. Corino che infila la difesa avversaria con diagonali bassi e veloci, chiudono vittoriosi il match per 6-4. Ora una medaglia è certa. E vai!

Martedì 11 novembre
Prende il via il torneo di “llargues”, specialità che non ci è congeniale. Tuttavia la nuova protezione della mano, che ci permettono di usare, dà risultati insperati e infonde ottimismo per il futuro. Gli azzurri (Campagno, Rinaldi, Levratto, Corino A., Vacchetto) superano la Bolivia per 6-4, cedono al Belgio, campione mondiale in carica, 6-0 e perdono ancora contro la Colombia 6-1, In quest’ultima gara sono però arrivati al 40 pari in tre giochi. Usciamo dal torneo ma iniziamo ad essere competitivi anche in questa specialità.

Mercoledì 12 novembre
Assegnate le prime medaglie di questo mondiale. Nella specialità “llargues” l’Olanda è campione del mondo, la Spagna medaglia d’argento e Belgio di bronzo.
Nel “gioco internazionale” gli azzurri sono usciti sconfitti dal Belgio 6-5. Alla luce dei risultati delle altre partite, se l’Italia vince contro l’Ecuador è sicuramente seconda. Per riconfermarsi campione del mondo non deve lasciare più di tre giochi agli ecuadoregni e sperare in una vittoria della Spagna sul Belgio. Da segnalare che i nostri giocatori sono scesi in campo con le mani ammaccate all’inverosimile e che l’arbitro, francese, ha concesso buona una palla fermata a due mani al primo salto. Questa svista è stata determinante in quanto avvenuta sul 2-1 per l’Italia e 40 pari con “quindici” decisivo. Così dal possibile 3-1 gli azzurri si sono trovati sul 2-2. I nostri atleti hanno conquistato il pubblico di Ibarra che tifa tutto a nostro favore.
Giovedì 13 novembre
Gli azzurri giocano contro l’Ecuador e strapazzano i padroni di casa 6-0 poi tutti a tifare Spagna. Se gli iberici battono il Belgio siamo ancora Campioni del Mondo. Purtroppo però una Spagna irriconoscibile viene facilmente sconfitta 6-1. Belgio campione del mondo, Italia argento e Spagna bronzo. È comunque un ottimo risultato per gli azzurri. Inizia il torneo di Fronton. A difendere i nostri colori sono Campagno e Rinaldi, campioni italiani, che scendono in campo motivati e determinati. Gara d’esordio contro la Bolivia. Primo set 11-10 per loro, secondo set 11-0 per i nostri. Si va al tie-break e vinciamo 7-4. Nella seconda gara incrociamo il Perù e la nostra coppia si impone facilmente 11-2 e 11-5. Campagno e Rinaldi, sintonizzati sulla stessa frequenza, fanno vedere un gioco degno della miglior scuola di Fronton. Si va quindi contro i padroni di casa.
Pubblico delle grandi occasioni, tifo alle stelle, a malapena si riesce ad intravedere il campo. Andiamo in vantaggio 10-7 ma la classe degli ecuadoregni viene fuori e ci battono 10-11. Perdiamo anche il secondo set 11-9 e siamo fuori dai giochi. Il bilancio conclusivo è buono: riusciamo ad essere competitivi nel Llargues, ci siamo confermati la Nazionale più agguerrita nel Gioco Internazionale e nel Fronton possiamo dire di avere trovato due stelle nascenti che sicuramente nel prossimo futuro faranno parlare di se. Discorso a parte per la “Pelota de mano”, il gioco locale dove ancora una volta abbiamo dimostrato la nostra grande versatilità e dove siamo comunque riusciti a strappare una vittoria proprio contro una squadra Sudamericana, l’Argentina.

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Venerdì 14 novembre
La Nazionale Italiana di pallapugno, campione del mondo uscente, si è aggiudicata, al mondiale di sport sferistici giocatosi in Ecuador, la medaglia d’argento nella specialità del “Gioco internazionale” mentre il capitano azzurro, Roberto Corino, è stato premiato come miglior giocatore del Mondiale. I titoli sono andati al Messico (Fronton), all’Olanda (Llargues), all’Ecuador (Pelota de mano) e al Belgio (Gioco internazionale) che si è aggiudicato anche l’oro nella “Combinata”.

Elio Stona

Un grazie particolare a Giorgio Vacchetto per gli aggiornamenti in tempo quasi reale e le foto che ci ha mandato da Ibarra.

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