Superamento del passaggio a livello e via Barbacana pedonale: che bufale!

2 febbraio 2009

Riceviamo e pubblichiamo.

Egregio Direttore,
tempo addietro c’erano le famose “bombe” di Maurizio Mosca, opinionista sportivo, che in confronto a quelle riportate sulla pagina 3 dello scorso numero di “Braoggi” si possono paragonare ai semplici e vecchi “capsùi”, quelle strisce di piccoli coriandoli imbottiti di polvere da sparo fatti esplodere con apposita pistola giocattolo.
La prima bomba è preoccupante la seconda fa sorridere.
La prima : “Niente auto in via Barbacana “. Per il fatto di avere riqualificato un tratto della pavimentazione (che da anni ne aveva assolutamente bisogno), e con un nuovo stile di marciapiedi a zig e zag, si propone di non più transitare per non disastrarlo con il passaggio delle auto (notare che il tratto è in orizzontale e prossimo allo stop) Si vede che i cubetti di porfido impiegati sono dei piccoli gioielli in quanto dopo la posa si è riservato un trattamento particolare: c’è voluto l’assestamento, i mezzi spalaneve hanno dedicato particolare cura e spesso si è spalato a mano per evitare danni.
Generalmente, in diverse occasioni, come in piazza Caduti per la Libertà, dopo la posa si è subito transitato pur essendo il fondo in pendenza!
Sempre più sovente si sente reclamizzare l’offerta “3×2”, noi a Bra proponiamo il “2×3” ossia: se nel centro storico abbiamo 3 strade veicolabili (Barbacana, Monte di Pietà e Papera), delicate in quanto storiche e gia molto trafficate, pedonalizziamone una (via Barbacana ) e convogliamo il traffico sulle altre due, cosi facendo si migliora il nuovo ingresso comunale (location più gradevole) e non importa se questo va a discapito di viabilità, inquinamento atmosferico e strutturale, e provoca maggior traffico davanti alla facciata storica del municipio, tanto qui a Bra questi problemi non sappiamo neppure se esistono!
I “bombaroli” addirittura propongono un incremento di traffico in via Bonino (tanto è larga ben 3 metri scarsi e poi passano solo tanti bambini che vanno a scuola) e l’inversione del senso di marcia in Barbacana. Con quest’ultima scheggia si riesce a creare un magnifico punto strategico nella confluenza (in discesa ) delle vie Barbacana, Serra e San Giovanni Battista (il suggerimento sarebbe stato completo se in quel punto fosse stata proposta una “grande” rotonda realizzata con una cannuccia o con un funghetto che va tanto di moda).
Ciò che fa veramente piacere è leggere che un Assessore la ritiene una proposta da valutare.
La seconda : “Passaggio a livello, opera strategica per il Governo”. Ormai tutti sappiamo benissimo quanto sia forte la disponibilità finanziaria del Governo quindi non c’è da stupirsi se il Presidente della nostra Regione fa un salto a Roma e fa firmare al Presidente del Consiglio un finanziamento per le nostre opere considerate prioritarie.
Tanto di cappello, non c’è che applaudire, il fatto è che le opere considerate prioritarie sono le seguenti quisquiglie: raddoppio ferrovia Fossano-Cuneo, completamento autostrada Asti-Cuneo, nuovo tunnel del Tenda, traforo Armo-Cantarana, poi ci sarebbe anche da eliminare una piccola spina di Bra denominata semplicemente “eliminazione passaggio a livello” ma che in realtà consiste (semplicemente) nell’interrare, come minimo, 600 o 700 metri di binari e la stazione per un misero importo di 80 milioni (se tutto va bene!) però disponiamo gia di ben 2 milioni per il progetto.
Vista la disponibilità di Berlusconi e di Tremonti perché non si è anche chiesto di inserire un piccolo gruzzolo per realizzare un tunnel sotto la Zizzola che eliminerebbe quasi tutto il traffico transitante (quindi non remunerativo) da Nord-Ovest a Sud-Est?
Quella di Roma deve essere senz’altro una notizia certa in fatti su un quotidiano torinese un’Assessore regionale annuncia addirittura che “non appena ci sarà il progetto del passaggio a livello, lo Stato erogherà i fondi”, quindi diamoci da fare a preparare gli attrezzi necessari: presto partiamo.  Forse il Presidente del Consiglio si è dimenticato di chiedere qual è l’importo totale necessario per realizzare queste opere prioritarie e quale scaletta è prevista! Meglio stare ben zitti! Però ai braidesi farebbe piacere saperlo magari anche prima delle prossime elezioni.
Speriamo.
Distinti saluti.
Rico ‘d Neta

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Le elezioni “decapitano” il comitato di Bandito

2 febbraio 2009

Bra

2.500 persone sono più di quanti abitanti abbia un paese di media grandezza nel braidese, con tanto di Amministrazione cittadina.
Bandito, pur essendo una frazione, può contare su un numero di residenti dello stesso ordine di grandezza: inevitabilmente un po’ una città nella città, con problemi in parte diversi dal centro cittadino. Va da sé, quindi, che in questi casi organismi come il Comitato di quartiere rappresentino ben più di un entità di rappresentanza.
Ovvio, quindi, che abbia creato un po’ di sconcerto nei banditesi la notizia delle dimissioni del presidente del loro Comitato di frazione, Daniele Chiavazza, cui  sono seguite quelle degli altri componenti del direttivo: «Dopo sei anni alla presidenza del Comitato», esordisce il presidente dimissionario, «credo di essermi “fatto le ossa” e dunque ho deciso di dimettermi per scendere in politica».
Sul suo futuro politico, Chiavazza si sbilancia, ma solo un po’: «Sono un convinto leghista, ma in tanti sono venuti a chiedere la mia disponibilità. Ritengo che la cosa migliore da fare sia appoggiare chi ha un vero progetto che funga da stimolo per la crescita della città. Ho intenzione di impegnarmi a  tal fine, tenendo sempre a cuore le questioni di Bandito».
Tornando alla vita da presidente di comitato, Chiavazza spiega: «Il bilancio di questa esperienza è più che positivo: qualcosa rimane da fare, ma siamo riusciti a realizzare tanto e anche a lasciare i conti in attivo, come si vedrà dal bilancio che presenteremo nella seduta di lunedì (ieri, 2 febbraio, per chi legge) dal quale emerge un avanzo di circa 5.000 euro. Nel 2008 abbiamo gestito due tranche di finanziamenti del Comune, una di  14.000 euro e l’altra di 12.000, con cui si è provveduto alla sistemazione di nuovi guard rail, il ripristino di via vecchia Torino, l’installazione di giochi per bambini, la copertura dei  fossi di strada Terlapini, la tinteggiatura delle scuole e la sistemazione del vialetto del cimitero, fatta quest’ultima, tutta da volontari».
«Il mio impegno come presidente», aggiunge il banditese, «era pressoché quotidiano, dal momento che dal lunedì al venerdì, escluso il giovedì passavo almeno due ore in Comune ogni giorno, per vedere di risolvere le problematiche specifiche degli abitanti della frazione».
«Mi dispiace un po’ che si siano dimessi anche gli altri del gruppo», conclude Chiavazza,  «perché un Comitato attivo e con voglia di fare come il nostro è molto importante per la frazione. Per questo, mi auspico che si ricostituisca un nuovo gruppo e che possa continuare a lavorare al meglio per Bandito».
Sulla necessità di un nuovo gruppo, alle parole del presidente dimissionario fanno eco quelle del consigliere comunale di minoranza Giuseppe Bonetto, anche lui di Bandito, il quale ribadisce che: «Il comitato di quartiere è un servizio dal quale Bandito non può prescindere, perché più persone lavorano per la frazione e meglio è. Ci sono consiglieri comunali, come nel mio caso, che si fanno carico delle istanze dei residenti, ma ci sono aspetti come le feste patronali, interventi e altro per i quali è fondamentale il Comitato. Plaudo a quanto fatto dal Comitato uscente e non solo auspico ma mi attiverò in prima persona per fare in modo che si possa costituire un nuovo comitato».     r.v.

Niente latte fresco a causa del colore di una scritta

2 febbraio 2009

Bra

Non hanno timore ad ammetterlo i fratelli Mosso dell’omonima azienda agricola: “L’errore è anche nostro”.
Ma il lettore non sia tratto in inganno da quest’atto di estrema correttezza e onestà pensando a chissà quale errore, né il consumatore che era solito servirsi al distributore di latte fresco di piazza XX settembre nutra dubbi sulla qualità del latte finora utilizzato.
L’errore è così banale, ingenuo se vogliamo, da sembrare ridicolo e da passare inosservato ai più, ma non all’occhio vigile dei Carabinieri del Nas.
Nel corso di un controllo presso il distributore automatico il Nucleo antisofisticazioni ha infatti verificato pure la correttezza del cartello, da affiggere obbligatoriamente in seguito alla recente emanazione di un Decreto in merito, con la scritta “Da consumarsi solo dopo bollitura”.
E il cartello c’era, affisso e ben visibile. A essere sbagliato era il colore. No, non quello del latte, poiché davvero in quel caso ci sarebbe stato di che preoccuparsi. Intendiamo proprio il colore della scritta. I fratelli Mosso l’hanno realizzata servendosi del loro computer collegato a una stampante che ha una cartuccia nera. Dunque la scritta era nera. Ma il Decreto dice che la scritta deve essere rossa.
“L’errore è nostro” continuano a ripetere i fratelli Mosso che, in effetti, di sbaglio ne hanno fatto pure un altro: le dimensioni del cartello. Il Decreto parla di un’altezza di quattro centimetri che il foglio da loro affisso non raggiungeva.
Di qui la pena che ai più pare pure eccessiva. Non solo una multa salata (“Che giustamente ci è stata fatta”, ribadiscono i Mosso), ma pure la chiusura del distributore automatico fino a quando la cartellonistica non sarà adeguata. Misura dura che, in un periodo in cui gli allarmismi si sprecano, può far dubitare erroneamente qualche passante sulla qualità del latte, che invece continua a essere ottimo, e dunque arrecare un danno all’azienda.
La beffa è poi che il provvedimento è stato assunto la scorsa settimana quasi in contemporanea al convegno tenutosi presso l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo sul tema: “Latte: la cruda verità. Il latte crudo, i suoi vantaggi e i suoi pericoli”. Nell’ambito dell’evento ricercatori, nutrizionisti e produttori si sono espressi circa “la recente bufera mediatica scatenatasi sul latte crudo che ha causato ingenti perdite agli allevatori creando un ingiustificato allarme e un diffuso disorientamento tra i consumatori”.
Tutti gli intervenuti hanno sottolineato le qualità del latte crudo e non solo dal punto di vista nutrizionale: “spillare il latte crudo da un distributore”, ha riassunto Cinzia Scaffidi, direttore del Centro Studi Slow Food “è la sintesi perfetta del buono, pulito e giusto: questo latte ha proprietà nutritive superiori a quelle del prodotto pastorizzato ed è più gradevole al palato; percorre pochi chilometri per giungere al consumatore e non produce rifiuti in packaging; infine, la filiera diretta consente una politica di prezzo più rispettosa del lavoro degli allevatori”.
In quel contesto parlare dei colori dei cartelli è parso irrilevante. La realtà ha però dimostrato il contrario.     e.b.

«E se via barbacana diventasse pedonale?»

26 gennaio 2009

Bra

Si è conclusa una prima tranche di lavori in via Barbacana che ha riguardato la riqualificazione della pavimentazione, ora in porfido. Proprio questa miglioria ha dilatato i tempi di riapertura al traffico della strada. Il porfido, infatti, richiede, dopo la posa, un periodo di assestamento, in modo che le mattonelle trovino alloggiamento adatto. Decorso questo periodo, mancherà, al completamento dell’opera, solamente l’arredo urbano, per il quale si attende il perfetto consolidamento del manto. Peraltro via Barbacana ha goduto di un trattamento speciale in questi ultimi mesi di nevicate consistenti; i mezzi che hanno rimosso la neve hanno dedicato particolare cura alla pulizia della strada, per non rischiare di rovinarla e lo sgombero è stato effettuato spesso anche dai cantonieri “armati” solo di pala proprio per evitare danni.
Ora che il manto stradale è rinnovato c’è chi attende ansioso l’apertura al traffico e chi invece sta riflettendo sul fatto che via Barbacana, pedonale, non è poi così male, anzi.
Alcuni lettori di “Braoggi” si fanno promotori di una proposta: rendere via Barbacana un’area pedonale. A detta loro il cambiamento non sarebbe poi così complesso: è sufficiente modificare un po’ la viabilità del centro storico che senza dubbio la trasformazione consentirebbe di rendere meno congestionata.
Per esempio: via Craveri a senso unico verso il centro; all’altezza di Santa Chiara due percorsi a scelta ovvero continuare e destra per via Barbacana fino all’altezza di via Bonino, svoltare a destra e raggiungere via Vittorio, oppure continuare dritto per via Santa Maria del Castello, fino a via Papera (per la quale bisogna ipotizzare un cambiamento del senso di marcia) svoltare a destra e raggiungere via Serra poi Piazza Caduti e corso Garibaldi. e questa non è che un’ipotesi.
In sostanza utilizzando meglio le piccole strade che corrono tra i palazzi del centro storico e studiando adeguati sensi di marcia si potrebbe evitare il traffico spesso al collasso del centro storico ad esempio nei giorni di mercato.
E il nuovo ingresso del municipio sarebbe sgombro da auto. È solo un’idea, ma chissà…

I conduttori di “Caterpillar” di Radiodue in cattedra a Monforte

26 gennaio 2009

Monforte

Forse non molti dei bambini presenti li riconosceranno, perché di loro più che i volti sono note le voci e il programma radiofonico cult che conducono su Radiodue. Massimo Cirri e Filippo Solibello, travolgenti conduttori della trasmissione pomeridiana “Caterpillar” saranno il mattino di lunedì 2 febbraio a Monforte, presso il teatro comunale, per animare un incontro che si preannuncia allo stesso tempo interessante e divertente.
Su invito di Maria Bianucci, giornalista di Radiodue, la quale risiede nel paese langarolo, i due mattatori radiofonici incontreranno i bambini delle elementari e quanti vorranno presenziare all’incontro, per confrontarsi con loro su tematiche ambientali e non solo. Prendendo spunto dal loro libro, “Nostra eccellenza”,  del quale i giovani studenti leggeranno alcuni stralci, Cirri e Solibello racconteranno pezzi d’Italia diversa da quella che siamo spesso costretti a sentire, in cui le soluzioni ai problemi non solo si trovano ma si mettono anche in pratica. Loro stessi sono un esempio: qualche anno fa, infatti, quasi per scherzo, da “Caterpillar” lanciarono la giornata del risparmio energetico “M’illumino di meno”  che negli anni ha trovato numerosi e insigni aderenti, come il Vaticano!

«La Provincia pagherà i danni per non aver messo in sicurezza la Bra-Cherasco»

26 gennaio 2009

Bra

Da anni minacciavano: «Altrimenti ci arrabbiamo». Ora si sono arrabbiati davvero.
I titolari della “Gemini project”, di cui una sede si trova lungo il tratto Bra-Cherasco della strada provinciale 661, stanchi di implorare e/o sollecitare interventi risolutivi per la pericolosità della via di comunicazione sulla quale si affaccia la loro azienda, sono passati alla “fase 2”.
Pur con doverosi distinguo e riconoscendo la qualità dell’impegno dei pubblici amministratori, alla luce di un’incidentalità da record e constatando il nulla di fatto pratico attuale, Giancarlo Scarzello, fondatore con il fratello gemello Aldo della “Gemini project”, ha scritto al prefetto, Bruno D’Alfonso, al presidente della Provincia, Raffaele Costa,  all’assessore provinciale alla viabilità, Giovanni Negro, e ai sindaci della città della Zizzola e della “città delle paci”, Camillo Scimone e Pierluigi Ghigo.
Il succo della missiva è di una semplice e forse anche comprensibile minacciosità: l’impresa specializzata in climatizzatori, riscaldamento e condizionamento comunica in via ufficiale che, «qualora fossero coinvolti in incidenti maestranze, titolari o addetti di “Gemini project” nelle fasi di accesso o di deflusso della struttura», si riserva la facoltà «di rivalersi nei confronti dell’ente proprietario della strada (leggasi Provincia, ndr) per le eventuali richieste di danni materiali o morali arrecati a persone e di danni materiali alle cose, a qualsiasi titolo avanzate» nei confronti dell’azienda.
Si tratta in primis di una “clausola di salvaguardia” per tutelare i propri interessi, ma anche del tentativo (estremo?) di smuovere una situazione che l’ingegner Scarzello ha preso davvero a cuore non solo pensando pro domo sua.
Che sia così stanno a dimostrarlo gli innumerevoli atti, pubblici e privati, compiuti, alcuni dei quali rievocati nella lettera. In essa viene ribadito il grave stato di pericolosità in cui versa, in particolare, il percorso fra la rotonda nel territorio di Cherasco e l’abitato di Bra: «La larghezza della carreggiata in alcuni tratti non supera i 5,5 metri e le banchine si presentano, anche solo all’esame visivo, friabili e non transitabili». L’incresciosa condizione, spesso unita all’eccessiva velocità, è alla base dei dodici incidenti in dodici mesi registrati nel solo tratto davanti la sede della “Gemini project”.
La battaglia risale almeno al luglio 2002, allorché l’ingegner Scarzello, a nome di circa quaranta aziende operanti nella zona, con Franco Madiotto, rappresentante dei residenti (altrettanto esasperati già all’epoca), consegnarono al presidente della Provincia, Giovanni Quaglia, e al suo assessore alla viabilità, Marco Botto, la richiesta di messa in sicurezza della strada.
Quaglia e Botto sono stati rimpiazzati da Costa e Negro, i quali, precisa il firmatario della lettera, non sono rimasti con le mani in mano. Tuttavia per ora resta nei cassetti il progetto, del costo complessivo di 12 milioni e 902 mila euro, per la ristrutturazione della 661 da Carmagnola fino alla confluenza con la Fondovalle Tanaro. Ma trovare tutti quei soldi è difficile. L’ingegner Scarzello ne è conscio e tra le righe, ma neppure troppo, fa sapere che, secondo lui, resta comunque una questione di scelte politiche e di priorità da dare. Una priorità che, finora, non è stata accordata da chi ha il potere di farlo.
Claudio Puppione

L’Avis Bra riconferma i vertici a partire dal presidente Verrua

19 gennaio 2009

Bra

Lunedì 12 gennaio si è svolta la riunione del Consiglio direttivo della Sezione dell’Avis per l’elezione delle cariche sociali. I donatori erano stati chiamati alle urne sabato 13 dicembre a Bra e domenica 14 dicembre a Cervere e a Narzole per la votazione dei componenti del Direttivo per il 2009-2012.
La prima riunione del Consiglio, convocata prima mercoledì 7 gennaio, ma posticipata a lunedì 12 a causa l’abbondante nevicata, aveva dunque all’ordine del giorno l’elezione delle cariche, in primis quella del Presidente. Sotto l’occhio vigile del presidente di seggio, Dino Marengo, e dello scrutatore Giuseppe Gandino,  le votazioni sono state effettuate, per trasparenza, con voto segreto, ma il risultato è stato comunque pressoché unanime: il presidente dell’Avis di Bra per i prossimi quattro anni sarà ancora, e per il terzo mandato consecutivo, Armando Verrua, imprenditore braidese noto per il suo impegno nel sociale.
Vicepresidente sarà Liliana Verrua, segretaria Silvia Bracco e tesoriere Filippo Cassine, tutti consiglieri con provata esperienza avisina. Dino Marengo sarà il responsabile dell’attività rivolta alle scuole, mentre Giuseppe Gandino, in qualità di presidente dell’Avis Atletica Bra gas, continuerà a essere il referente per il mondo dello sport.
Per quanto concerne i consiglieri, fiduciari del gruppo di Cervere sono Diego Bracco e Danilo Cagliero, mentre a Narzole guidano i soci Guglielmo Bertola e Giovanni Boggione, a Pocapaglia Graziella Bosio e Susanna Burdese e a Sommariva Perno, Francesca Anselmo e Voena Pellisseri.

Il Pd braidese attacca Prg e Comoglio

19 gennaio 2009

Questo commento è stato diffuso dalla newsletter dell’Ulivo.

L’immobilismo dell’Amministrazione di centro-destra è molto selettivo in campo urbanistico: la presentazione del progetto preliminare del Prg, a oltre cinque anni dall’affidamento del costoso incarico ai progettisti, viene continuamente rinviata pur essendo ormai chiaro che, dal punto di vista tecnico, gli elaborati sono pronti. Ma evidentemente, dal punto di vista politico, la cosa è diversa, e l’accordo sui contenuti del Prg nella Giunta non si riesce a trovare: nel frattempo avanza un’edificazione disordinata, tipica del periodo di passaggio da un Piano regolatore al successivo, periodo che a Bra viene artificiosamente protratto. In questa situazione confusa si inserisce la questione dei piani particolareggiati che interessano il comparto fra piazza Carlo Alberto e via Audisio.
Per quello di proprietà “Crb”, la giunta Scimone è decisa ad approvare il progetto che prevede la sostituzione dell’ottocentesca casa “Cavatorta” con un edificio moderno dal discutibilissimo profilo.
Invece per il piano particolareggiato che interessa la zona del “Macabre” e del pub, la situazione appare ingarbugliata e un chiarimento è necessario. Nei alcuni giornali hanno riportato una dichiarazione dell’assessore all’urbanistica Comoglio: «Dev’essere ancora approvato il progetto definitivo di questo piano di cui andrà verificata la compatibilità con il Prg». Francamente si tratta di un procedimento urbanistico difficile da comprendere: a quale Piano regolatore si riferisce Comoglio?
Se si riferisce a quello vigente, come si potrebbe dare l’approvazione a un piano particolareggiato non compatibile con esso? Se invece si riferisce al Prg in stesura, come si può condizionare un atto amministrativo ad altri atti che non sono ancora stati presi?
Da qualunque parte la si guardi, la faccenda appare pasticciata. La cosa migliore sarebbe che una buona volta si mettesse uno stop ai pasticci e si presentasse pubblicamente il nuovo Prg. O forse Comoglio, in pole-position per fare il candidato sindaco del centro-destra, vuole farsi bello del nuovo piano con tutti gli stakeholders (soggetti “portatori di interessi” nei confronti di un’iniziativa economica, ndr) a poche settimane dal voto?

Cherasco: Sindaco e vicesindaco vicini alla non ricandidatura

19 gennaio 2009

Cherasco

La “città delle paci” sarà uno dei centri più grandi della zona a dover affidare le chiavi della città a una nuova Amministrazione. Ma a poche settimane dall’ufficialità più o meno formale delle candidature tutto pare ancora da definire. Così sembra. Ma come nei laghi l’acqua è ferma in superficie, sotto è tutto un vorticar di mulinelli. Per la corsa (a tappe) verso la poltrona di sindaco di Cherasco inizia a delinearsi il quadro dei partecipanti.
E, soprattutto, dei probabili non partenti. Il sindaco uscente, Pierluigi Ghigo, pur usando le parole con molta e comprensibile cautela, lascia intendere che la possibilità di concludere a giugno l’esperienza da primo cittadino non sia remota: «Non c’è niente di definito e, per quanto mi riguarda, sono piuttosto stanco e sto valutando seriamente il da farsi, anche tenendo conto delle riflessioni fatte con la mia famiglia. Il nodo, comunque, sarà sciolto a breve».
Diverse parole per esprimere lo stesso concetto le usa il vicesindaco, Gianni Avagnina: «Non ho ancora preso decisioni definitive, però sto riflettendo sul fatto che, a sessant’anni e dopo oltre sei lustri ininterrotti in municipio, sia forse tempo di lasciare spazio ai giovani. Un mese fa ero propenso a ricandidarmi, ora ritengo sia più opportuno mettersi a disposizione delle nuove leve, per portare avanti una continuità nella novità. Se ciò non sarà possibile, non avrei problemi a essere ancora in prima linea per lavorare e fare, anche perché un’infinità di persone mi chiede di candidarmi e mi sprona ad andare avanti».
Ma se i “gatti”, ovvero Sindaco e Vicesindaco uscenti, non ci fossero, ci sarebbero “topi” pronti a ballare?
Guardando all’esperienza maturata in Comune e al gradimento ottenuto alle passate elezioni, si può pensare che il ruolo calzi bene, per esempio, addosso a Claudio Bogetti. Il diretto interessato, ora come ora, preferisce guardare più all’insieme. «Di fronte a una mia candidatura», spiega l’attuale Assessore ai lavori pubblici, «non mi tirerei indietro, ma al momento non è stato deciso nulla e in questa fase conta essere uniti e che il capolista condiviso: io ho sempre lavorato per tenere insieme il gruppo, anche se magari qualcuno era per arrivare allo scontro Avagnina-Ghigo. Non pretendo di esser io il candidato sindaco, però mi importa che continui l’esperienza di “Insieme per Cherasco” che, a mio avviso, ha governato bene la città nei suoi 15 anni di esistenza».
Un altro “topo in corsa” potrebbe essere Marco Bogetti, anch’egli assessore nell’attuale Amministrazione. Lui dice: «Credo sia il momento di parlare dei progetti e dei programmi per la crescita della città e andare oltre ai nomi dei candidati. Il laboratorio “Insieme per Cherasco”, da cui è nata la lista, dovrebbe essere riconvocato, chiamando a raccolta le persone che in questi anni sono state vicine al gruppo e i tanti giovani attivi per far crescere la città».
Raffaele Viglione

Cinque milioni per coprire i binari

22 dicembre 2008

Bra

Dopo tante polemiche si è riusciti a salvare capra e cavoli, concedendo a ciascuno un palcoscenico da cui ribadire il proprio impegno nell’aver consentito alla città di compiere i tre passi (l’accordo di programma per superare la trincea ferroviaria, l’inaugurazione del Movicentro e quella della mostra dei progetti per il palafiere) celebrati durante la cerimonia, assai affollata di politici, di sabato 20 dicembre.
E se la presidente della Regione, Mercedes Bresso, aveva annunciato la presenza a Bra con tanto di “regalo di Natale” per la città, il sottosegretario di Stato agli interni, Michelino Davico, ha preferito giocare sull’effetto sorpresa, ma non è giunto a mani vuote. La prima, chiamata ad aprire la lunga sfilata di interventi, ha concretizzato il proprio dono apponendo, con il sindaco, Camillo Scimone, e il dirigente compartimentale movimento di “Rete ferroviaria italiana”, Lorenzo Livrieri, la firma all’accordo di programma che accorpa il progetto della copertura dei binari con quello dell’interramento del passaggio a livello. «Con questo accordo inizia un’operazione non da poco», ha spiegato Bresso sottolineando che la Regione ha stanziato un 1.400.000 euro per la copertura dei binari e 2 milioni per la progettazione del superamento del passaggio a livello. «È un primo passo che assicura continuità all’opera. Non ci sono al momento le risorse per andare sino alla fine, ma occorre una progettazione che consenta anche alle Ferrovie, utilizzando le valorizzazioni possibili in questi contesti, di dare un impulso forte e inarrestabile».
Davico, invece, ha dichiarato l’impegno a portare sotto la Zizzola i 4 o 5 milioni di euro necessari per chiudere i lavori di copertura della ferrovia: «È questo l’intervento da completare subito. Il superamento del passaggio a livello è un’iniziativa più elaborata e occorre iniziare a progettarla. Ho parlato con il sottosegretario Roberto Castelli e con il ministro Altero Matteoli: individueremo presso il Ministero delle infrastrutture i fondi per completare la copertura dei binari. Avrei voluto già annunciare oggi l’ufficialità del conferimento delle risorse: non è stato possibile, ma ci sono concrete possibilità di avere a breve quei denari».

Elisa Broccardo

Un Natale carico di paure

22 dicembre 2008

Bra

Non sarà un buon Natale, non lo sarà per tanti, forse per molti di più rispetto agli anni scorsi. La crisi, prima finanziaria poi economica, fa sentire i suoi effetti in zona.
La realtà imprenditoriale della Granda regge abbastanza bene. Sarà quell’abitudine a reinventarsi e ad adattarsi, sarà quella capacità di rimboccarsi le maniche, sarà il caparbio attaccamento al territorio dei nostri imprenditori, ben supportati dai lavoratori, ma la provincia tiene.
Alimenta questa capacità di resistenza lo scarso indebitamento, la presenza, alle spalle dei giovani lavoratori, di famiglie con una situazione patrimoniale sana. Ma l’aggrapparsi al passato o l’affidarsi alla tenacia e all’inventiva per contrastare la recessione non potrà protrarsi a lungo.
Anche perché affermare che la Granda tiene non significa dire che tutto va bene. Un rapido sondaggio presso i sindacati, che non vuole avere la pretesa di essere esaustivo, disegna i contorni di una situazione desolante, come riportiamo nel box a destra.
Ma quella desolazione altrove, e nemmeno troppo lontano, per esempio nel torinese, assume i colori di un assai più intenso sconforto.
Anche nell’area di Alba e Bra per molte aziende la cassa integrazione, dopo la pressoché totale rinuncia ai lavoratori interinali e la drastica riduzione di quelli con contratto a tempo determinato, è una scelta obbligata. Ma fino a quando si potrà resistere e cosa accadrà nel frattempo?
Renato Fantini (Cisl) risponde: «La congiuntura economica è temporanea, però non finirà presto. Le aziende sane e solide sopravvivranno, le altre potrebbero non superare la crisi. Nel frattempo preoccupa il pesante impatto sulle buste paga. Un operaio che porta a casa 1.300 euro al mese, in trenta giorni di cassa integrazione ottiene uno stipendio lordo di 1.000 euro. E una perdita salariale significativa tanto più se protratta nel tempo e senza il tampone, a dicembre, dalla tredicesima».
Tiziana Mascarello (Cisl) pone l’accento sulla situazione degli immigrati «che, con il lavoro, perdono anche il permesso di soggiorno. Si rischiamo tensioni sociali».
Per Mario Cravero (Cgil), «il malessere conferma che la situazione produttiva ed economica del Paese è in seria difficoltà e rafforza le posizioni della Cgil che ha proclamato lo sciopero nazionale per chiedere al Governo interventi seri per il rilancio dell’economia. Le prime conseguenze della recessione le pagano i lavoratori. Molte aziende chiuderanno il 2008 con bilanci ancora floridi, ma non è facile prevedere quanto durerà questa crisi. Il rischio è che abbia conseguenze pesantissime. Non dobbiamo curare un raffreddore, ma una polmonite».
Sì, il Natale del 2008 non sarà buono per tanti.
Per fare in modo che quello del 2009 sia diverso occorre partire, subito.

Elisa Broccardo

Narzole, tetto non sicuro: alunni a casa

22 dicembre 2008

Narzole

Nemmeno due mesi dopo essere rientrati a far lezione nelle loro aule, gli alunni delle elementari sono di nuovo senza un tetto (sicuro) sopra la testa. Mercoledì, infatti, un’ordinanza del Sindaco ha decretato la chiusura dell’edificio, dopo che una perizia ha rilevato la necessità di un intervento in tempi stretti per sistemare le magagne sussistenti dopo i lavori estivi.
Per tutta l’estate la scuola era stata oggetto di ristrutturazione con, in particolare, il rifacimento del tetto. I tempi dei lavori si era protratti oltre la durata delle vacanze, costringendo gli alunni a iniziare l’anno scolastico in sistemazioni provvisorie.
A novembre, però, si era fatto ritorno alla scuola di via Michelangelo e tutto lasciava intendere che lì si sarebbe rimasti in tutta tranquillità.
Tutto, tranne un sopralluogo ai piani alti. Quando il 12 dicembre due consiglieri della minoranza, ovvero Giacomo Arcostanzo e Mario Giaccardi, anche in virtù di quel che avevano visto (e che poco li aveva convinti) nei giorni in cui la ditta appaltatrice stava costruendo le capriate nella vicina piazza Giovanni Paolo II, si sono recati sul solaio per vedere come avesse risposto alle fresche nevicate, si sono subito resi conto che qualche cosa non tornava, tanto da far ritenere a rischio la stessa sicurezza della struttura.
Il giorno successivo hanno presentato un’interpellanza urgente affinché si prendessero provvedimenti e un immediato sopralluogo tecnico richiesto dall’Amministrazione ha indotto a far chiudere a tempo indeterminato la scuola.
Comunque il sindaco, Fiorenzo Prever, ritiene che la problematica si possa sistemare in breve tempo: «Attendiamo ancora i risultati delle verifiche tecniche, ma pare che i lavori per mettere in sicurezza il tetto e avere l’idoneità statica della struttura non richiedano tempi troppo lunghi, a meno di intoppi burocratici. La nostra speranza, quindi, è che al ritorno dalle vacanze natalizie gli alunni possano far lezione regolarmente nelle loro scuola. Da parte nostra, c’è grande rincrescimento per questo stato di cose e per l’incomodo che si dà agli alunni. Come Comune abbiamo dimostrato buona volontà anche nel reperire fondi per mettere in sicurezza la struttura. Certo che, se alcuni lavori non sono stati eseguiti a regola d’arte e sussiste anche un rischio minimo, riteniamo indispensabile intervenire di nuovo e in tempi brevi».
«Come richiesto dalla minoranza nell’interpellanza urgente», aggiunge il primo cittadino, «abbiamo istituito una commissione consiliare che andrà a fondo della questione, per determinare le cause di questo intoppo».
L’opposizione, da parte sua, sottolinea: «Non ci sono dubbi che i lavori siano stati eseguiti in modo perlomeno discutibile. La colpa di ciò non si può certo ascrivere all’Amministrazione, la quale però avrebbe forse potuto attuare controlli più attenti sull’operato della ditta, anche perché campanelli di allarme in questo senso c’erano

La spesa pesa di più e costa meno

15 dicembre 2008

Bra

Come riportato alcune settimane fa dal nostro giornale, anche sotto la Zizzola si è messo mano a una serie di azioni a contenimento degli aumenti del costo della vita. Accogliendo la piattaforma presentata da Cgil, Cisl e Uil, l’Amministrazione civica ha incontrato i rappresentanti della piccola e della grande distribuzione per promuovere interventi per contenere l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.
Diversificate sono state le risposte degli operatori del commercio.
L’Ascom ha chiesto agli associati di aderire alla campagna promossa dalla Federazione dei pubblici esercizi di bloccare i prezzi sino al 28 febbraio, mentre anche i negozi di vicinato del settore alimentare hanno preso l’impegno di non incrementare i prezzi sino a tutto febbraio 2009, con esclusione dei prodotti legati a forti oscillazioni di mercato.
La grande distribuzione, rappresentata dal gruppo “Dimar” e dalla “Nova Coop”, ha previsto interventi importanti per salvaguardare la spesa.
I supermercati del “Dimar” (“Big store”, “Famila” e “Maxisconto”) aderiscono all’iniziativa nazionale di Federdistribuzione e si sono impegnati a non modificare i prezzi in un paniere di ventun prodotti di uso comune, mentre i supermercati “Nova Coop”, già impegnati a ridurre i prezzi di alcuni prodotti a marchio “Coop” seguendo le dinamiche di riduzione del costo delle materie prime e del petrolio, aderiranno a un’importante iniziativa nazionale che va nella medesima direzione.
Sono tre le principali azioni con cui il gruppo “Dimar” contrasta il caro vita, integrate grazie alle proposte del Comune di Bra.
Dal 2 maggio scorso il gruppo propone ogni settimana sconti importanti su prodotti di prima necessità (latte, pasta di semola, polpa di pomodoro, carta igienica, acqua minerale, ecc.), mentre dal 2 gennaio al 30 aprile bloccherà i prezzi di ventuno prodotti tra i più importanti nel carrello della spesa quotidiana: passata di pomodoro da gr 700 a 0,59 euro; candeggina da due litri 0,99; detersivo piatti al limone da ml 1250 a 1,48; liquido bucato a mano e lavatrice da 3 litri a 2,99; ammorbidente classico da 2 litri a 1,65; multiuso universale ricarica da 750 ml a 0,99; asciugatutto quattro rotoli a 1,98; carta igienica dieci rotoli a 2,29; pannolini baby a 3,90; olio d’oliva da un litro a 2,98; pasta nei formati normali da 500 gr a 0,59; tonno all’olio d’oliva in tre confezioni da 80 gr a 1,98; acqua minerale naturale e frizzante da un litro e mezzo a 0,26; bibite da un litro e mezzo a 0,63; biscotti da gr 750 a 1,39; riso Arborio da un kg. a 1,59; un litro di latte Uht parzialmente scremato a 0,98; formaggio da tavola a 7,20 al chilo; prosciutto cotto a 7,90 al chilo; caffè classico in confezione da due astucci da 250 gr a 2,99; succhi di frutta da un litro a 1,14.
Il gruppo contratterà con i fornitori per mantenere invariati i listini, verificando dove sia possibile diminuirli in base al costo delle materie prime.
Alessandro Revello, responsabile commerciale “Dimar”, dichiara: «Il gruppo opera sul territorio braidese dall’apertura del primo supermercato “Maxisconto” di piazza Valfrè, nel 1978, fino all’inaugurazione, nel maggio 2007, del “Big store”. Da sempre cerchiamo di coniugare qualità e convenienza e, in particolare, la competitività sui prezzi è il nostro punto di forza. Credo che la concretezza delle azioni adottate in questi anni sia apprezzata giorno per giorno dai nostri clienti e per questo lodiamo iniziative concertate come queste, poiché per noi sono un ulteriore stimolo al nostro modo di operare».
Giorgio Agosto, responsabile commerciale di “Nova Coop”, commenta: «Riguardo all’accordo richiesto dal tavolo di concertazione promosso dal Comune condividiamo il lodevole impegno per una giusta causa che ci vede già tra i protagonisti. “Coop” è da sempre attenta al contenimento dei prezzi e alla salvaguardia del potere d’acquisto dei soci e dei clienti. In un anno difficile come il 2008, si è prodigata a fondo sotto il profilo sia delle promozioni che della limitazione dei prezzi in relazione agli aumenti attuati dall’industria».
«“Coop”», prosegue Agosto, «si è impegnata a ridurre i prezzi di pasta, farina, burro, latte Uht e yogurt a marchio “interno”, in relazione alla diminuzione del costo delle materie prime e del petrolio. In questo contesto la “Coop” si aspettava da parte delle industrie un’analoga reazione. Ci troviamo invece di fronte a ingiustificate richieste di aumenti che non accetterà, come è stato comunicato sui principali quotidiani. Per quanto riguarda le offerte speciali, ogni settimana proponiamo numerose e convenienti promozioni su molti articoli, ma soprattutto su prodotti di prima necessità. Ai soci e ai clienti comunichiamo che stiamo preparando una forte iniziativa a livello nazionale, annunciata a breve, che risponderà alle aspettative non solo dei braidesi, ma di tutti i consumatori italiani».

Campionati di tennis: un successo anche per la città

15 dicembre 2008

Bra

Da presidente del tc “Match-ball”, nonché del Comitato organizzatore, Domenico Dogliani ha potuto osservare le finali dei campionati italiani di tennis  da un punto di vista privilegiato, vivendo l’evento anche dietro le quinte e potendone constatare di prima mano l’andamento.
Come presidente del Comitato organizzatore, quale bilancio può trarre di questi quattro giorni?
«La manifestazione dei campionati italiani di tennis a squadre maschili e femminili svoltasi nel palazzetto dello sport di Bra ha avuto uno straordinario successo di pubblico, a cui si è aggiunta la trasmissione in diretta televisiva sul canale 224 di Sky. Un bilancio assolutamente positivo, prima di tutto per la città di Bra».
Anche grazie alla presenza  della tv, Bra, il suo palazzetto e il “Match-ball” sono stati sotto i riflettori. Qual è stato, a suo avviso, il ritorno di immagine?
«La città della Zizzola è stata in primo piano, grazie a questo evento, sui mezzi di informazione e, televisamente, su Sky che ha trasmesso l’intera manifestazione, alla quale hanno fatto da cornice un concorso tra le vetrine, organizzato dall’Associazione commercianti, e un concorso di disegni sul tema del tennis da parte delle scuole elementari. Nell’occasione si sono stabiliti ottimi rapporti con i club partecipanti alla finale e in particolare il Sindaco e la Giunta di Bra hanno familiarizzato con il presidente del “team” di Capri, vincitore del campionato, tanto da ipotizzare un gemellaggio. Non v’è dubbio che l’evento abbia originato un ritorno d’immagine eccezionale per Bra, legato sopratutto alla televisione che per i due giorni di finale ha raggiunto oltre un milione e 200 mila persone».
La manifestazione è andata indubbiamente bene. Tra i vari motivi di soddisfazione, quali ritiene siano stati i punti di forza dell’evento?
«Anzitutto la perfetta organizzazione grazie all’impegno straordinario dei fratelli Zino, Antonio e Massimo Puci e dell’intero Comitato organizzatore che ha saputo scegliere la migliore superficie dei campi, un’ottima struttura per le gradinate, un catering molto ben strutturato come quello del braidese “Melograno”. Abbiamo anche potuto organizzare bene grazie all’aiuto  economico della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, della Fondazione e “Cassa di risparmio di Bra”, dell’Amministrazione comunale e di numerosi sponsor privati che hanno dimostrato viva sensibilità e a cui siamo grati».
Un buon afflusso di pubblico e di personaggi noti del mondo del tennis, come Corrado Barazzutti e Lea  Pericoli. Ha avuto modo di constatarne le impressioni sulla manifestazione?
«Durante l’intera manifestazione ho naturalmente sollecitato i giudizi sulla organizzazione verso la quale non posso che confermare un’unanimità di giudizio positivo da parte di tutti i presidenti dei club partecipanti alle finali, da parte dei responsabili della Federazione italiana tennis e dagli stessi giocatori che hanno dichiarato, attraverso i loro capitani, di essersi trovati molto bene a Bra. Anche Lea Pericoli mi ha espresso il compiacimento per la struttura del complesso del palazzetto dello sport, dichiarando testualmente: “Forse in Italia non esiste una struttura più adatta per i campionati di tennis invernali!”».
Messo in archivio questo grande evento, il palazzetto e il “Match-ball” a cosa possono ambire nel futuro prossimo?
«Questo è stato un evento straordinario. Ora l’attività sportiva del palazzetto dello sport ritornerà alla normalità: sarà un luogo in cui tutti possono praticare attività fisica e sportiva. Con la conclusione dei lavori di raddoppio della parte coperta anche le persone disabili possono praticare lo sport e diventare i fruitori occasionali di questa splendida realtà. Una delle più belle e complete del Piemonte, di cui  Bra può andare fiera».

Raffaele Viglione

Bra non aumenta le tasse locali

15 dicembre 2008

Bra

La storia si ripete: i tagli nei trasferimenti statali destinati ai Comuni costringono a razionalizzazioni.
Per dare un’idea dei tagli subìti dal municipio di Bra basti pensare che nel 2008 sono venuti meno 420.000 euro da Roma e per il 2009 si preannuncia un ulteriore taglio di 200.000 euro senza contare i mancati introiti per 108.000 euro sui fondi investimenti perché lo Stato non partecipa più all’ammortamento di alcuni vecchi mutui rinegoziati nel 1995.
Non per questo il bilancio di previsione del 2009 approvato dalla Giunta che dovrà passare al vaglio del Consiglio si presenta particolarmente sofferente. «Ma», spiega l’assessore Claudio Lacertosa, «nonostante le risorse sempre minori, è un buon bilancio che non tralascia l’intenzione di essere ambizioso, ma guardando a investimenti mirati e concreti».
Il rendiconto del 2009 pareggia su 41 milioni e 408 mila euro con una spesa corrente di 21 milioni e 811 mila euro ridotta, rispetto all’assestamento del 2008, di 380.000 euro. Così Lacertosa spiega la riduzione: «Abbiamo ridimensionato alcune voci senza toccare nulla in settori importanti come quello scolastico o dell’assistenza». Il 30% della spesa corrente è per la retribuzione del personale.
Per quanto riguarda le entrate, precisa l’Assessore, «non saranno aumentate le aliquote tributarie, né le tariffe relative a servizi a domanda individuale (mensa, trasporto scolastico…). Abbiamo invece aumentato le agevolazioni per le famiglie meno abbienti».
Il riferimento è all’innalzamento da 8.500 a 9.000 euro della soglia di reddito per l’esenzione dall’addizionale Irpef. Allo stesso modo è stata innalzata da 11.500 a 12.000 euro la soglia di reddito per richiedere almeno il 50% di esenzione sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti. In questi termini: fino a 10.000 euro di reddito (aumentati di un terzo per ogni familiare e della metà in caso di presenza di un portatore di handicap) si ha diritto all’esenzione fino al 75%. Con un reddito tra i 10.001 e i 12.000 euro si ha diritto a pagare la metà.
Continuando a parlare di Tarsu, sono confermati il 10% di riduzione della tassa per quanti effettuano il compostaggio domestico e per quanti abitano ad almeno un chilometro dal punto di raccolta rifiuti più vicino. Sono confermate pure la riduzione di un terzo della Tarsu per chi vive da solo e la possibilità di rateizzare il versamento, a discrezione degli uffici, nel caso in cui la cifra dovuta sia superiore a 500 euro.
Venendo all’imposta comunale sugli immobili, eliminata dal Governo quella sulla prima casa, viene confermata a Bra l’aliquota del 7 per mille sulla seconda abitazione. È stata ridotta dal 3 al 2 per mille l’aliquota in caso di affitti concordati, una scelta, precisa Lacertosa, «effettuata per sensibilizzare all’utilizzo dello strumento attivato nel 2006 grazie a un accordo tra Comune, affittuari e conduttori». L’aliquota è confermata al 4 per mille per i primi quattro anni per i nuovi insediamenti produttivi.
In fatto di tasse e tariffe, chiosa l’Assessore al bilancio, «continua l’impegno nel recupero dell’evasione. L’Aipa, l’azienda che se ne occupa stima, di far entrare nel 2009 nella casse comunali circa 400.000 euro. Dal 2004, quando la ditta ha assunto l’incarico ha già consentito di incamerare un milione e 700 mila euro».

Elisa Broccardo


				

La salsiccia sfida la crisi

24 novembre 2008

Bra

“Crisi” e “rilancio”: queste due parole sono risuonate con maggior frequenza durante la presentazione della dodicesima edizione della “Rassegna della salsiccia di Bra e della carne di razza piemontese”, in programma sotto la Zizzola dal 6 all’8 dicembre. Due parole a prima vista contrastanti, le quali però, negli intenti degli organizzatori, possono coesistere se si è capaci di proporre iniziative “ad hoc”.
Il concetto è semplice: in un momento di crisi generale come quello attuale, è tutt’altro che banale pensare di ottenere un’alta partecipazione. Per farlo, occorre una proposta all’insegna dell’eccellenza che valorizzi vere tipicità e lo faccia attraverso appuntamenti diversi, innovativi nella forma e nei connubi.
Accanto a ciò, per invogliare la permanenza a Bra per quel week-end lungo, tenendo anche conto che in quegli stessi giorni la città ospiterà un altro evento di prim’ordine, di rilievo nazionale, ovvero le fasi finali dei campionati italiani maschili e femminili a squadre di tennis, l’Associazione degli albergatori promuoverà appositi pacchetti-soggiorno con tariffe agevolate.
«Dopo la parentesi dello scorso anno la rassegna della carne risorge», ha commentato l’assessore alle risorse culturali, Paolo Sbuttoni. «Torniamo a una manifestazione di spessore con location e idee nuove. Saranno tre giorni intensi, anche per la concomitanza dell’evento tennistico che richiamerà un gran numero di persone».
Il direttore dell’Ascom, Luigi Barbero, confortato dalle parole del presidente Giacomo Badellino, ha rimarcato l’importanza della manifestazione, «uno degli eventi enogastronomici più importanti della città che attira l’attenzione di molti turisti, contribuisce a valorizzare anche settori come la ristorazione, ancor più coinvolta in questa edizione, e a promuovere un prodotto davvero tipico, unico nel suo genere, valorizzato dai macellai braidesi che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione».
Mauro Carbone, direttore dell’ente turismo “Alba, Bra, Langhe, Roero”, ha sottolineato l’importanza di proposte come quella braidese, «utile per svegliare il mercato in una parte dell’anno difficile da un punto di vista turistico. La rassegna sulla carne funziona perché sembra da un prodotto vero, che è buono ed esiste e non è tirato artificiosamente in causa per incentrare su di esso una manifestazione».
Massimo Meineri, segretario di zona della Coldiretti, rimarcando la buona sinergia tra Bra e il sodalizio ha ricordato il convegno del 5 dicembre all’hotel “Cavalieri”, incentrato sulle politiche agroalimentari del futuro e annunciato l’allestimento durante la fiera di una fattoria nel mercato coperto, con un itinerario per far conoscere da vicino ai ragazzi animali come mucche, asini e cavalli, di cui, sempre più spesso, non hanno conoscenza diretta.

Raffaele Viglione

Sbloccati i fondi per la “Zona 30”

24 novembre 2008

Bra

In tema di viabilità non sono mancate, negli ultimi giorni, conferme attese da tempo.
Partiamo dalle questioni legate alla ferrovia. Si è conclusa ieri, lunedì 24 novembre, annunciata e poi rinviata nei giorni scorsi, la Conferenza dei servizi sul progetto che unifica gli interventi relativi alla copertura dei binari e al superamento del passaggio a livello. Adesso si marcia verso la firma dell’accordo di programma, prevista per dicembre. Nel frattempo si attende di indire la gare d’appalto del primo lotto di lavori della copertura dei binari da salita Orti fino all’altezza di via Isonzo.
Sempre in fatto di viabilità, altri lavori sono già stati affidati (le modifiche viarie cosiddette della “zona 30”), ma erano in attesa di partire per alcuni fondi bloccati presso il Ministero dell’economia e che adesso pare, in base a rassicurazioni dello stesso Ministro, siano pronti a prendere il largo verso Bra.
Parte integrante della ridefinizione della viabilità cittadina, accanto alla “zona 30” è anche l’area pedonale di via Vittorio Emanuele. In questo caso tutto è compiuto, nel senso che gli orari definitivi di limitazione del traffico sono entrati in vigore nei giorni scorsi (con i discussi dissuasori che limitano l’accesso), seppur oggetto di alcune polemiche prima di un gruppo di commercianti, poi di alcuni cittadini che hanno definito i primi incontentabili e la Giunta succube di quelli.
L’assessore Roberto Russo replica: «L’area pedonale non è stata snaturata, ma modificata dopo un periodo sperimentale e un lungo confronto con le associazioni di categoria, con l’accordo delle quali si è assunto il provvedimento. Non c’è altro da aggiungere, se non che Bra ha bisogno di più aree pedonali. Spero quindi che l’Amministrazione continui sulla strada intrapresa per ricavarne».

Elisa Broccardo

«Nessuno cura il centro storico»

17 novembre 2008

Sotterraneo non sarà più, almeno stando alle recenti decisioni della Giunta, “agognato”, forse, lo rimarrà per sempre. Stiamo parlando del parcheggio a Bra, inteso in senso specifico, nel primo caso, di una struttura atta a ospitare le vetture in sosta, e in senso lato nel secondo, ovvero di uno spazio di qualche metro quadrato ove abbandonare l’auto giusto il tempo di fare qualche compera oppure per l’orario di lavoro.
Che la viabilità sia uno degli scogli più spiacevoli con cui i braidesi debbono confrontarsi giorno per giorno lo riafferma con forza anche un nostro lettore, il quale ha scritto alla redazione per richiamare l’attenzione sulla situazione in cui versa il centro storico, «se così si può definire una delle zone più sporche e degradate della città».
Dopo aver speso per l’ennesima volta 20 minuti prima di trovare un parcheggio, il lettore fa rilevare come questo sia «ciò che tocca a noi residenti in centro che, nonostante paghiamo molte tasse perché viviamo in una zona “privilegiata”, dobbiamo condividere i nostri androni con i giovani che non hanno un posto per urinare (poverini) e una Giunta che preferisce fasciarsi gli occhi, perché forse non vive in questo quartiere».
Andando nello specifico, il nostro interlocutore osserva come «da questa settimana (la scorsa per chi legge, ndr), l’unica cosa intelligente che era stata fatta, cioè la zona a traffico limitato, ha subìto delle modifiche, non tanto riguardo ai parcheggi (visto che se volevi posteggiare in centro e non prenderti una multa bastava che lo facessi in via Vittorio), ma perché, per colpa di pochi commercianti non contenti, e che continueranno a esserlo anche se gli costruissero un parcheggio a quattro piani e una tangenziale, si sta continuando a cambiare le regole, che dovrebbero essere quelle che formano una collettività».
Assai caustica la conclusione a cui giunge il lettore: «Questa città non ha regole, tutti gli enti che se ne dovrebbero occupare, compreso il primo cittadino, non se ne interessano».

Bra-Ceva: La pista ciclabile si può fare

17 novembre 2008

A piccoli passi procede l’ipotesi di realizzare una pista ciclabile sulla linea ferroviaria Bra-Ceva dismessa dopo l’alluvione del 1994.
L’idea è perseguita da tempo, ma solo nell’ultimo periodo si sono poste le basi per vederla concretizzata, da quando cioè, nei mesi scorsi, le Ferrovie hanno messo sul tavolo della trattativa da tempo avviata con Provincia e Comuni interessati un’altra ipotesi di accordo rispetto a un’inarrivabile cessione a 15 milioni di euro.
L’ultima offerta è di cedere il diritto di superficie dell’intera tratta per 50 anni a un milione e 200 mila euro.
La settimana scorsa si è svolto a Monchiero un incontro, al quale ha preso parte anche l’assessore regionale Bruna Sibille.
Reperire quella somma, ha spiegato Sibille non è impossibile, anzi, la Regione si impegna a fornirla attingendo dai risparmi dei fondi destinati alle opere per l’alluvione del 1994.
C’è però una condizione: quella di congiungere la Ceva-Bra al percorso ciclabile che da Pollenzo conduce ad Alessandria in modo da realizzare sul territorio una delle piste per le due ruote più importanti dell’Europa.
La postilla non dovrebbe comportare gravi difficoltà.
La “green way” della Bra-Ceva è dunque più vicina e si possono avviare le tappe burocratiche e operative per ottenerla: un protocollo d’intesa tra Regione, Provincia, Fs e Comuni e la progettazione dell’opera.
A questo sono da aggiungere due elementi.
Il primo: ciascun Comune potrà avviare con Fs trattative separate per l’eventuale acquisizione degli immobili e delle strutture presenti sul proprio territorio e un tempo a servizio della tratta ferroviaria (le stazioni, per esempio).
Il secondo: tra quanti hanno preso parte all’incontro c’è fiducia, ma anche la consapevolezza di quanto l’impresa sia ancora lunga. L’aver individuato le risorse necessarie per il diritto di superficie della rete ferroviaria è un tassello indispensabile, ma non sufficiente. Altre partite dovranno essere giocate per ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione dell’opera. Se essa però costituirà davvero un primato per l’Europa, allora le possibilità di ottenere contributi si ampliano ben oltre la cerchia degli enti locali e regionali.

Elisa Broccardo

Un’avventura “Mondiale”, giorno per giorno

17 novembre 2008

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Giovedì 6 novembre
I 14 componenti la spedizione azzurra (il d.t. Sergio Corino con i figli Roberto e Andrea, Oscar Giribaldi, Bruno Campagno, Enrico Rinaldi, Gianluca Busca, Lorenzo Bolla, Matteo Levratto, Giorgio Vacchetto, il segretario della Federazione Romano Sirotto, il medico sociale Roberto Campini, il massaggiatore Aldo Donnini e il consigliere federale Mauro Bellero) si ritrovano a Canale per il pranzo. Alle 15 la partenza per Malpensa da dove decollano alle 19 con destinazione Madrid.


Venerdì 7 novembre

All’una di notte si parte per Quito dove si arriva, dopo 11 ore di volo, alle 6 di mattina. Dalla capitale dell’Ecuador trasferimento a Ibarra, 120 km a nord, 2.850 metri slm e vicini al vulcano Imbabura. Dopo la sistemazione in albergo, il medico Campini ordina un’ora di corsa defaticante. Poi tutti svegli fino a cena per assorbire al più presto le sei ore in meno di differenza di fuso orario.

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Sabato 8 novembre
Ore 10. Inizia il mondiale per gli azzurri e inizia con il gioco ecuadoregno, la pelota a mano. Il nostro primo avversario è l’Argentina. L’Italia parte alla grande e si aggiudica il match per 6 a zero. Manco il tempo di tirare il fiato ed alle 12 incontriamo la Bolivia, nettamente più forte, che ci rifila un secco 6 a zero. Per il passaggio del turno sarà decisivo l’incontro Italia-Spagna delle 16, a Otavalo, a 20 minuti di pullman da Ibarra. Ma gli iberici (con ben 25 giocatori convocati) non si presentano in campo. Agli azzurri non resta che attendere il verdetto della commissione tecnica.

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Domenica 9 novembre
Si gioca Italia-Spagna. Il d.t. Sergio Corino, per risparmiare i giocatori che nel pomeriggio, dovranno giocare al “gioco internazionale”, schiera Rinaldi , Levratto , Campagno e Vacchetto. Rinaldi stupisce tutti sfoggiando battute lunghe e si adegua velocemente al gioco ecuadoregno. 1-0 Italia. Rimonta della Spagna 1-2 e pareggio azzurro 2-2. Nell’ultimo gioco del primo set si va 40 pari poi, al terzo vantaggio, la Spagna chiude per il 2-3. Nel secondo set Levratto al salto e Campagno-Vacchetto in chiusura mettono in difficoltà gli iberici. Tutti i giochi vanno al 40 pari, con poca fortuna per i nostri nei “quindici” decisivi. Le numerose contestazioni dei nostri avversari e alcuni “quindici” misteriosamente scomparsi dal nostro tabellino, nonostante le nostre rimostranze, non ci favoriscono e la Spagna si aggiudica gara (2-6) e passaggio al turno successivo. C’è però grande soddisfazione in casa azzurra per aver “scoperto” una nuova nazionale, giovane e promettente.
Inizia anche il torneo del “Gioco Internazionale”. Il nostro primo avversario è ancora la Francia. Gli azzurri scendono in campo con Giribaldi , Roberto e Andrea Corino, Campagno, Busca, e la riserva Rinaldi. Gara subito in salita e transalpini avanti 1-3. Gli azzurri si ritrovano ed iniziano una rimonta che, con un parziale di 5-1, li porterà alla vittoria per 6-4.
Nella seconda partita abbiamo di fronte il Messico. Bolla al posto di Campagno e Levratto al posto di Rinaldi sono i cambi nel nostro team. Anche in questa gara partiamo male (0-2) ma poi i nostri ragazzi (Oscar e Roberto in primis, con le loro “volate”) sanno reagire e vincono 6-3. Vittoria che significa l’accesso in zona medaglia, con gran festa in casa Italia.
La festa viene però rovinata dal ricorso dei messicani che contestano l’uso da parte degli azzurri dei guanti del “fronton”, peraltro utilizzati anche dalle altre nazionali europee ed autorizzati dagli arbitri olandesi prima dell’inizio della sfida con i centroamericani. Nonostante l’appoggio degli spagnoli alla nostra causa, la commissione, composta esclusivamente da sudamericani, ordina la ripetizione della partita.

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Lunedì 10 novembre
Alle 16 azzurri in campo per la ripetizione di Italia-Messico. Prima sorpresa: gli arbitri sono due colombiani. Seconda sorpresa: gli arbitri, oltre a controllare che gli azzurri non indossino guanti da “fronton”, fanno loro togliere anche le protezioni (tapes) delle dita ed i polsini per asciugare il sudore. I nostri giocatori eseguono e finalmente si inizia a giocare. La grinta dei nostri atleti è enorme e i messicani ne fanno le spese uscendo sconfitti per 6-1. La nazionale del Messico lascia il campo a testa bassa mentre gli azzurri già pensano alla gara con la Spagna. La partita non inizia bene e gli iberici avanzano (0-2; 1-3) ma i nostri non hanno ancora smaltito la rabbia agonistica accumulato contro il Messico. Prima pareggiano (4-4) e quindi, grazie ad alcuni applauditi fuoricampo di Giribadi e a R. Corino che infila la difesa avversaria con diagonali bassi e veloci, chiudono vittoriosi il match per 6-4. Ora una medaglia è certa. E vai!

Martedì 11 novembre
Prende il via il torneo di “llargues”, specialità che non ci è congeniale. Tuttavia la nuova protezione della mano, che ci permettono di usare, dà risultati insperati e infonde ottimismo per il futuro. Gli azzurri (Campagno, Rinaldi, Levratto, Corino A., Vacchetto) superano la Bolivia per 6-4, cedono al Belgio, campione mondiale in carica, 6-0 e perdono ancora contro la Colombia 6-1, In quest’ultima gara sono però arrivati al 40 pari in tre giochi. Usciamo dal torneo ma iniziamo ad essere competitivi anche in questa specialità.

Mercoledì 12 novembre
Assegnate le prime medaglie di questo mondiale. Nella specialità “llargues” l’Olanda è campione del mondo, la Spagna medaglia d’argento e Belgio di bronzo.
Nel “gioco internazionale” gli azzurri sono usciti sconfitti dal Belgio 6-5. Alla luce dei risultati delle altre partite, se l’Italia vince contro l’Ecuador è sicuramente seconda. Per riconfermarsi campione del mondo non deve lasciare più di tre giochi agli ecuadoregni e sperare in una vittoria della Spagna sul Belgio. Da segnalare che i nostri giocatori sono scesi in campo con le mani ammaccate all’inverosimile e che l’arbitro, francese, ha concesso buona una palla fermata a due mani al primo salto. Questa svista è stata determinante in quanto avvenuta sul 2-1 per l’Italia e 40 pari con “quindici” decisivo. Così dal possibile 3-1 gli azzurri si sono trovati sul 2-2. I nostri atleti hanno conquistato il pubblico di Ibarra che tifa tutto a nostro favore.
Giovedì 13 novembre
Gli azzurri giocano contro l’Ecuador e strapazzano i padroni di casa 6-0 poi tutti a tifare Spagna. Se gli iberici battono il Belgio siamo ancora Campioni del Mondo. Purtroppo però una Spagna irriconoscibile viene facilmente sconfitta 6-1. Belgio campione del mondo, Italia argento e Spagna bronzo. È comunque un ottimo risultato per gli azzurri. Inizia il torneo di Fronton. A difendere i nostri colori sono Campagno e Rinaldi, campioni italiani, che scendono in campo motivati e determinati. Gara d’esordio contro la Bolivia. Primo set 11-10 per loro, secondo set 11-0 per i nostri. Si va al tie-break e vinciamo 7-4. Nella seconda gara incrociamo il Perù e la nostra coppia si impone facilmente 11-2 e 11-5. Campagno e Rinaldi, sintonizzati sulla stessa frequenza, fanno vedere un gioco degno della miglior scuola di Fronton. Si va quindi contro i padroni di casa.
Pubblico delle grandi occasioni, tifo alle stelle, a malapena si riesce ad intravedere il campo. Andiamo in vantaggio 10-7 ma la classe degli ecuadoregni viene fuori e ci battono 10-11. Perdiamo anche il secondo set 11-9 e siamo fuori dai giochi. Il bilancio conclusivo è buono: riusciamo ad essere competitivi nel Llargues, ci siamo confermati la Nazionale più agguerrita nel Gioco Internazionale e nel Fronton possiamo dire di avere trovato due stelle nascenti che sicuramente nel prossimo futuro faranno parlare di se. Discorso a parte per la “Pelota de mano”, il gioco locale dove ancora una volta abbiamo dimostrato la nostra grande versatilità e dove siamo comunque riusciti a strappare una vittoria proprio contro una squadra Sudamericana, l’Argentina.

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Venerdì 14 novembre
La Nazionale Italiana di pallapugno, campione del mondo uscente, si è aggiudicata, al mondiale di sport sferistici giocatosi in Ecuador, la medaglia d’argento nella specialità del “Gioco internazionale” mentre il capitano azzurro, Roberto Corino, è stato premiato come miglior giocatore del Mondiale. I titoli sono andati al Messico (Fronton), all’Olanda (Llargues), all’Ecuador (Pelota de mano) e al Belgio (Gioco internazionale) che si è aggiudicato anche l’oro nella “Combinata”.

Elio Stona

Un grazie particolare a Giorgio Vacchetto per gli aggiornamenti in tempo quasi reale e le foto che ci ha mandato da Ibarra.