«Rinaudo ha molte ragioni sull’inquinamento a Bra»

Bra

Sette giorni questo giornale ha pubblicato una lettera aperta indirizzata all’assessore comunale Gianfranco Dallorto dal presidente del circolo Legambiente, Gianni Rinaudo, il quale ha ribadito la grave situazione di inquinamento ambientale di Bra, spiegando che essa è incrementata dall’altezza degli edifici. Di qui l’appello ai progettisti, a Dallorto particolare, per il suo duplice ruolo di architetto e di esponente dell’Esecutivo comunale, a evitare di incrementare il ristagno dell’aria anche attraverso la realizzazione di edifici imponenti dove oggi sorgono piccole abitazioni e giardini.
Ecco la replica a Rinaudo dell’assessore Dallorto sollecitatagli da Braoggi.

Le preoccupazioni che lei esprime sono le stesse che in questi anni hanno visto coinvolti tutti gli assessorati, in primis il Sindaco, nell’affrontare un problema così delicato e complesso qual è l’ambiente per la vita dei cittadini che costituiscono la comunità di cui noi facciamo parte.
Sono passati alcuni decenni da quando ci siamo resi conto che il mondo è un sistema unico, integrato e sinergico, ma anche piccolo e fragile. Sappiamo anche che, per la prima volta nella storia dell’umanità, la maggior parte degli abitanti del pianeta conduce una vita urbana.
Le proiezioni ci dicono che la tendenza si protrarrà: secondo le previsioni, nel 2050 si sarà concentrato nelle città il 75 per cento della popolazione globale, la quale risiederà perlopiù in megalopoli di svariati milioni di abitanti e in regioni a intensa urbanizzazione, estese oltre i confini degli Stati e dei continenti.
Che cosa implica questa vastità per chi abita nelle città e per chi le costruisce? In che modo il modello dell’urbanità che da secoli sostiene l’esistenza umana può servirci a comprendere la forma nascente di “metropolitanità” introdotta da questo nuovo secolo di massiccia urbanizzazione globale?
Qual è il complesso rapporto tra forma urbana e vita cittadina? Come intervenire per realizzare un mutamento positivo?
Queste sono le tematiche che stiamo affrontando come Amministrazione civica proprio in questo momento di cambiamento e di programmazione dello sviluppo del territorio.
Il paradosso urbano per definizione, composto da confronto e promesse, tensione e alleviamento, coesione sociale ed esclusione, ricchezza urbana e intensa miseria, è un’equazione profondamente spaziale dall’enorme potenziale democratico.
In fin dei conti la forma che attribuiamo alla società influenza la vita quotidiana di chi vive e lavora nelle città di tutto il mondo.
La costruzione di una piccola palestra, di un centro culturale o di uno spazio verde all’aperto nel cuore di un quartiere povero dà dignità all’esistenza di comunità spodestate e può trasformare in modo radicale la vita degli abitanti.
Nella nostra veste di architetti, urbanisti e amministratori, ci impegniamo ogni giorno a creare le condizioni che possano consentire l’interazione sociale o diventare fonte di esclusione e di dominio, concentrandoci sul modo in cui le città del mondo stanno mutando a livello globale e locale, studiando il modo in cui le nuove forme di trasporto e di progettazione urbana possono promuovere la giustizia e l’equità sociale, esaminando i rapporti tra forma delle città e sostenibilità e comprendendo il potenziale coesivo degli spazi pubblici.
La sua lettera getta uno sguardo sul valore sociale dell’architettura cittadina braidese, espone suggerimenti che la programmazione urbanistica futura dovrà tenere in considerazione e che, come addetto ai lavori, penso di avere il dovere di approfondire.
Ma le città sono fatte anche dalle persone che, con i loro piccoli o grandi atti di egoismo, spesso condizionano in linea temporale l’attuazione dei cambiamenti.
Caro Gianni, se confidenzialmente così mi consenti di chiamarti, dobbiamo pazientare e lavorare e perseverare affinché nella nostra società si diffonda una coscienza civica responsabile, non prevalga l’“ego” dei piccoli o grandi interessi, siano essi di partito, di opinione o economici, e si valorizzino i passi compiuti dalle amministrazioni pubbliche come la nostra, che nel suo trascorso ha contribuito all’avvio di cambiamenti che tutti auspichiamo si concretizzino, seppur a gradi, per diventare grandi e definitivi.

Gianfranco Dallorto
(assessore comunale
ai lavori pubblici,
Bra)

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