Calcoli preelettorali sommarivesi

Sommariva del Bosco

Di solito incandescente anche in questioni all’apparenza marginali, il clima dell’attività politico-amministrativa sommarivese pare essersi tutto a un tratto impigrito. Di certo si è fatto meno loquace.
Ma l’apparenza inganna. L’approssimarsi della campagna elettorale impone che le parole siano sussurrate negli incontri che si susseguono tra i vari gruppi per la scelta dei migliori candidati alla poltrona di sindaco. Scoprire le carte prima del tempo si rivela spesso controproducente e le scelte vanno ben ponderate. Tanto più che a fare da ulteriore variabile in un contesto già complicato c’è una sentenza del Consiglio di Stato in merito alla surroga di Giuseppe Mirabile attesa in coincidenza con il periodo preelettorale. Quanto stabilito a Roma potrebbe influenzare l’esito delle amministrative, suggerendo agli elettori l’eccessivo accanimento degli uni o degli altri.
In una simile situazione non è facile carpire sentori, candidature più o meno accreditate, proposte. Ma al tempo stesso, come altrove, il totosindaco impazza.
Partiamo dall’attuale compagine di maggioranza. Le recenti dichiarazioni espresse in Consiglio non fanno che palesare quanto era intuibile, ovvero la piena sinergia con cui operano i gruppi che la compongono: la parte rimasta in maggioranza di “Vivere Sommariva”, legata al sindaco Andrea Pedussia, e quella che si è scissa da “Sommariva di tutti” andando ad appoggiare il primo cittadino (Serenella Pinca, che oggi ricopre il ruolo di vicesindaco, Pierpaolo Giudice e Mirabile).
L’intenzione di continuare a lavorare in team portando a compimento quanto finora è stato avviato è espressa da Pedussia, il quale non si sbilancia sul ruolo che si candiderà a occupare. Se per alcuni pare scontato che sarà lui il candidato sindaco, altri affermano che è ancora in corso il braccio di ferro tra la parte residua di “Vivere Sommariva” e il gruppo di Pinca, Giudice e Mirabile legato al Partito democratico.
Pinca potrebbe aspirare a “salire di grado” puntando direttamente alla poltrona principale a meno che, e l’ipotesi pare tutt’altro che azzardata, considerato il ruolo occupato nel locale Coordinamento del Pd, per lei non si profili una candidatura in Consiglio provinciale.
Se il rischio dell’attuale maggioranza è di avere troppi galli nel pollaio, non sono da meno i gruppi della minoranza. Paiono lavorare in piena collaborazione in vista di prossimi disegni “Sommariva concreta” (guidata da Carlo Giordanengo, con Antonio Bogetti, Marco Pedussia e Lorenzo Demichelis) e “Voce dei sommarivesi” (Francesco Gramari e Liliana Dogliani). Tra loro Marco Pedussia parrebbe essere il candidato ideale, come confermerebbero alcune posizioni e affermazioni in Consiglio. Ma la questione sarebbe ancora in corso di valutazione: Demichelis, infatti, dall’alto dei quasi 300 voti individuali portati al mulino di Andrea Pedussia durante le scorse elezioni, potrebbe risultare un cavallo vincente, oltre tutto capace di maggiori mediazioni. Si tratterà di vedere se la ritrosia del diretto interessato a occupare ruoli di vertice sarà vinta dalle insistenze dei compagni d’avventura.
Un altro avvicinamento pare all’orizzonte: quello tra il gruppo “In Comune per Sommariva” guidato da Fabrizio Vanni e strettamente legato all’ex sindaco del paese (e suo padre), Pierluigi Vanni, con Bernardino Borri rimasto solo, in Consiglio, a rappresentare “Sommariva di tutti”.
In questo caso il candidato più accreditato pare essere proprio l’ex primo cittadino che, con la sua pluriennale esperienza amministrativa, sembra non voler essere secondo a nessuno.
A meno che… Spesso in politica a far fare un passo indietro quanto ad aggregare è la lotta contro il nemico comune. Il desiderio di veder sconfitto Andrea Pedussia potrebbe invogliare Vanni e i suoi ex (Demichelis e Marco Pedussia insieme al loro entourage) a fare fronte comune contro il primo cittadino. I contatti si starebbero facendo intensi e potrebbero approdare a risultati concreti, qualora si raggiungesse l’accordo su chi sarà il candidato a sindaco e su chi dovrà accontentarsi di fare il vice.
Fin qui la situazione guardando al Consiglio comunale. Ma i gruppi a scendere in campo potrebbero essere di più.
Che fine ha fatto per esempio, Marcello Dattrino, che nel 2004 si presentò con una propria lista tra gli aspiranti alla guida della città? E ancora: se velleità da sindaco o almeno da aspirante tornassero ad animare personalità come Giacomino Groppo? Forse si tratterebbe di liste per così dire minoritarie, ma che sposterebbero voti e potrebbero rivelarsi pericolose per gli altri candidati.
E così, dopo il tempo degli scontri e del tutti contro tutti, a Sommariva è venuto quello della ricerca della conciliazione.
Necessariamente.

Elisa Broccardo

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