Chi in corsa per guidare Comune e Provincia?

Bra

Un mesetto fa parlavamo di cannonate in lontananza. Ora la prima linea è più vicina, giacché il tempo passa e le candidature per le elezioni amministrative di primavera dovranno presto essere definite, se non rese pubbliche.
Di quanto accade ad Alba, con riverberi in tutta la Granda e forse non solo, ci occupiamo a pag. 17. E a pag. 11 ospitiamo il botta e risposta fra Beppe Lauria di An (il quale, come sempre senza peli sulla lingua, ha rinunciato alla nomina ad assessore provinciale) e Raffaele Costa (altrettanto diretto nella replica), utile non a chiarire la situazione (più che mai confusa), ma a evidenziare una volta di più la tensione esistente nel centro-destra, innescata in parte dalla “campagna acquisti” portata avanti dalla Lega nord soprattutto nelle file del Popolo della libertà.
Qui diamo uno sguardo alla situazione braidese, che non concerne soltanto i nomi in lizza per la gestione del municipio nel quinquennio 2009-2014, bensì pure quelli aspiranti al timone di comando della Provincia. Eh sì, perché Franco Guida, seppur silente per evidenti ragioni di opportunità, ma sempre sostenuto a spada tratta da tutto il gruppo fuoriuscito dall’Udc (e, a livello più ampio, da Carlo Giovanardi), resta il pretendente favorito al ruolo di successore di Costa, se questi davvero non si ripresentasse.
Solo che la guerra scoppiata ad Alba fra gli ex e gli attuali Udc rischia di mettere a repentaglio la candidatura unitaria dell’ex Sindaco di Bra, già maldigerita dal Carroccio.
In politica alle parole non sempre, anzi di rado, seguono i fatti (al riguardo ribadiamo l’invito a leggere, a pag. 17, la spiegazione dell’ira funesta di Teresio Delfino data da Giuseppe Rossetto), però Guida al momento non è più sicuro che su di lui confluisca compatto il centro-destra.
E nel centro-sinistra? Se Atene piange, Sparta non ride: lo dimostrano le polemiche interne albesi. Ma sotto la Zizzola l’ipotesi che Bruna Sibille ritenti il colpaccio fallito per un soffio nel 2004 azzera ogni possibile tensione: se l’Assessore regionale scendesse di nuovo in lizza, metterebbe tutti d’accordo (almeno nel Pd).
Ma che ne è dell’ipotesi che si candidi Domenico Dogliani, lanciata da questo giornale? La cosa ha fatto rumore, ha suscitato molto interesse, nonché qualche speranza, e nessuno ha smentito nulla.
Dal canto suo, l’ambasciatore della “Ferrero” nel mondo sul suo giornale sabato ha vergato un articolo di fondo che, sotto forma di sogno, spiega come egli vedrebbe Bra nel 2015, cioè allo scadere del prossimo mandato amministrativo…
È un segnale? Se anche lo fosse, occorrerebbe che si verificasse ciò che appare un’utopia: il rimescolamento delle alleanze, tipo “unità nazionale”, che porti a una candidatura unitaria. Oggi, 28 ottobre 2008, è impossibile; fra qualche settimana, chissà.

Claudio Puppione

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