Tutti promettono più sicurezza

Mercedes Bresso, domenica, a Santa Vittoria, ha promesso 250 mila euro per la sicurezza del territorio di Alba, Bra, Langhe e Roero; Michelino Davico, lunedì, sotto la Zizzola (dove il grande assente è stato il ministro Roberto Maroni, collegato in videoconferenza poiché trattenuto a Roma a causa del voto di fiducia chiesto alla Camera per il decreto in tema di economia), rilancia parlando di un Patto integrato per la sicurezza del territorio e plaudendo all’iniziativa “Un euro a cittadino per la sicurezza”. Davico, inoltre, ravvisa la possibilità di sperimentare sulla nostra area un progetto pilota, al vaglio del Ministero, ideato per garantire la sicurezza di territori vasti con molte case sparse e tutto incentrato sulle nuove tecnologie che consentirebbero a ciascun cittadino, con un segnale inviato con il cellulare, di essere a diretto contatto con le volanti in quel momento a servizio sul territorio.
La sicurezza è una priorità per l’una e l’altra parte politica e questo senza dubbio è un bene.
Ciò che manca, forse, è quella sinergia tra le parti che consentirebbe maggior efficacia…

Che quello della sicurezza sia un problema sentito dalla popolazione e, in questo periodo, tale da accendere i riflettori su chi lo tratta, è evidente guardando alla foga con la quale i politici se ne occupano se pur in modi differenti.
C’è chi, e ci riferiamo al consigliere regionale del Partito democratico, Mariano Rabino, della questione sicurezza tratta da mesi e con una certa linearità: un questionario inviato ai Comuni della provincia per conoscere le istanze del territorio e un lavoro condotto in Regione approdato, afferma Rabino, «all’elezione del nostro territorio a progetto pilota “Per la sicurezza integrata nelle Langhe e nel Roero”. Con esso siamo la prima area del Piemonte su cui la Regione sperimenterà la legge sulla sicurezza».
Nell’incontro con i rappresentanti istituzionali del territorio organizzato domenica scorsa a Santa Vittoria, Mercedes Bresso ha quantificato l’impegno che la Regione assumerà: «La volontà della Giunta è di destinare 250 mila euro al progetto pilota. Il finanziamento sarà destinato alle Polizie municipali impegnate in un più incisivo controllo integrato del territorio e contrasto dell’illegalità, al potenziamento delle dotazioni informatiche, tecnologiche e veicolari, alla formazione professionale, al miglioramento della videosorveglianza».
La Presidente della Regione ha anche auspicato un coinvolgimento di Provincia e Stato a sostegno dell’iniziativa.
C’è invece chi, e ci riferiamo ai consiglieri regionali Alberto Cirio e Francesco Guida, esponenti del Popolo della libertà, in vista della visita a Bra del ministro Roberto Maroni, poi annullata come spieghiamo a pag.3, ha lavorato alla stesura del Patto per la sicurezza di Alba, Bra, Langhe e Roero realizzato prendendo spunto da simili progetti avviati in altre aree d’Italia e sulla scorta dell’accordo siglato nel 2007 tra Ministero dell’interno e Anci.
Quest’ultimo, precisano dal centro-destra, «non vincola gli accordi alla base provinciale, ma parla solo di realtà omogenee alle quali applicarli». Alla proposta targata Cirio e Guida, che prevede un coinvolgimento diretto dei Comuni (i quali dovrebbero contribuire con “Un euro a cittadino per la sicurezza”, come recita lo slogan dell’iniziativa), hanno aderito le Amministrazioni di Alba e Bra e i rappresentanti delle Comunità collinari e montane della Langa e del Roero a patto che siano i sindaci a decidere come investire i fondi e che una quota sia destinata ai piccoli centri. L’iniziativa prevede il coinvolgimento di Provincia, Regione e Stato in termini di sostegno economico.
La mancata partecipazione del ministro Maroni al convegno che si è tenuto a Bra, dal titolo Verso un patto territoriale per la sicurezza, ha lasciato a bocca asciutta gli uni e gli altri circa il possibile coinvolgimento ministeriale. Al tempo stesso, però, la conferenza ha consentito di aprire un confronto sulla possibilità di dar vita a un lavoro sinergico sul tema della sicurezza, istanza questa che, come spieghiamo a lato, viene dal territorio.
In sostanza: è pur vero che i progetti presentati viaggiano su due binari distinti, l’uno a regia regionale, l’altro con strette connessioni con il Ministero dell’interno, ma la possibilità di unire i due binari per marciare più spediti in vista dell’unico obiettivo finale potrebbe, beghe e rivalità politiche a parte, permettere di unificare le varie sfumature dei singoli progetti, conferendo alla questione sicurezza una tonalità forse meno politica, forse più efficace in termini di riscontri dati ai cittadini.

Elisa Broccardo

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