Bra ha mai avuto un sottosegretario agli interni

Intanto la “newsletter” dell’Ulivo: «Scimone può fare a meno del nuovo assessore»

Bra

La nomina a sottosegretario di Stato agli interni di Michelino Davico, oltre alla soddisfazione di chi ritiene che la “promozione” possa essere anche una gran bella opportunità per la città e la provincia, ha suscitato tre tipi standard di reazioni in coloro i quali non si sentono (o… sentivano) affini al Senatore leghista.
 

La prima: ostentata indifferenza, con qualche fragoroso silenzio di maître à penser locali che si sono “dimenticati” di fare pubblici auguri di buon lavoro all’esponente del Governo.
La seconda: marcata ostentazione del ruolo “secondario” affidato a Davico, logica evoluzione dell’umanissimo sentimento di invidia che a volte alimenta critiche spacciate per “politiche”.
La terza: piaggeria incurante di coprirsi di ridicolo da parte di chi, non molte settimane fa, magari affibbiava all’esponente del Carroccio la qualifica di «patetico e inutile fallito» (la citazione è testuale).
Sconvolge molti il fatto che quel ruolo, che importante lo è, eccome, sia stato affidato a un non professionista della politica, anche se da molto tempo attivo in campo amministrativo locale.
Inoltre Michelino Davico è davvero “uno di noi”, e qualcuno non riesce a capacitarsi del fatto che la circostanza, anziché essere una palla al piede, gli abbia dato la spinta per arrivare dritto dritto al Viminale. In quanto “uno di noi”, il neo Sottosegretario sente in modo particolare il peso della responsabilità attribuitagli e, forse più ancora, della fiducia e delle speranze riposte in lui dalla gente comune.
Augurargli sinceramente buon lavoro è un auspicio per lui, ma soprattutto per tutti noi e anche per chi ha avuto travasi di bile quando ha saputo della nomina.
Intanto la newsletter dell’Ulivo ha salutato a modo suo l’incarico a Davico e la nomina ad assessore di Paolo Sbuttoni.
Ecco un estratto del commento diramato domenica: «Pare che durante la Giunta comunale di martedì il Sindaco nominerà assessore alla cultura e alla pubblica istruzione Paolo Sbuttoni, in sostituzione del senatore e sottosegretario Michelino Davico. Mentre auguriamo buon lavoro a entrambi, non possiamo però non farci questa domanda provocatoria. Michelino Davico è stato praticamente assente dall’elezione al Senato e le sue deleghe sono state gestite di fatto, meritoriamente, dagli uffici comunali: addirittura, per mascherare il suo assenteismo, si è inventato l’istituto dell’autosospensione, motivato a suo dire dall’immobilismo della Giunta, facendo legittimamente incavolare i suoi colleghi di Giunta, a cui toccava coprirne le assenze e prendersi pure i rimbrotti. Ora, se la situazione è questa, serve davvero un nuovo assessore? Se la città ha potuto fare a meno dell’assessore per due anni, perché non potrebbe farne a meno ancora per l’anno che ci separa dalle elezioni amministrative? Siamo certi che il sindaco Scimone, visto che è indefessamente presente in Comune tutti i giorni dal mattino alla sera, potrebbe tenere per sé queste deleghe senza problemi».

Claudio Puppione

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