Archive for the ‘Dal territorio’ Category

È la microcriminalità a minare la tranquillità della gente

1 agosto 2008

Neive

C’è una corrente di pensiero secondo la quale i timori sulla sicurezza sono assai più virtuali che reali, indotti nella popolazione, con biechi intenti politici, dalla propaganda del centro-destra e in particolare della Lega nord.
In realtà non ci sarebbe motivo di preoccuparsi in modo eccessivo, in Italia e specie dalle nostre parti, perché i fenomeni delinquenziali rientrerebbero nella media europea.
A parte il fatto che nel resto d’Europa non risulta si proceda a colpi di indulto (e Francesco Bellotti, parlando a nome di Confindustria Cuneo, al riguardo ha indirizzato ai politici presenti al convegno del 21 luglio al “Politeama” una stilettata dall’inequivocabile sapore di condanna morale), né che ladri e malfattori in genere, arrestati dagli uomini delle Forze dell’ordine esponendosi a gravi pericoli, siano rimessi in libertà il giorno dopo la condanna, qualcuno non vuol comprendere che la situazione è davvero seria.
E che la gente per bene è preoccupata e comincia pure a essere alquanto arrabbiata.
Il sottosegretario Michelino Davico ha interpretato bene questo sentimento di malessere, quando ha ricordato che la cosiddetta microcriminalità, per chi la subisce, è in realtà macrocriminalità.
Non ha esagerato quando ha fatto l’esempio dell’automobile nuova rigata perché, parcheggiando, non si è accolta la richiesta di un contributo venuta da un posteggiatore abusivo: per la legge e per la collettività, è nulla; per chi subisce questo sopruso, è un fatto insopportabile.
La cronaca di tutti i giorni, quella che non finisce sui giornali perché “non è successo niente”, fornisce altri spunti utili a capire cosa sta accadendo.
Pochi giorni fa, in una borgata di Neive, verso le 4 di notte, alcuni malviventi hanno cercato di forzare la porta di un’abitazione.
La famiglia che vi risiede si è svegliata e questo ha fatto fuggire i delinquenti, che però avevano già scassinato l’ingresso.
Gli stessi ladri si sono fermati cento metri dopo, tentando di entrare in un’altra casa. Anche qui hanno fato troppo rumore e sono dovuti scappare.
Ma ci hanno riprovato in una cascinale poco distante.
Stavolta a metterli in fuga sono stati i cani da guardia, mentre si stavano già arrampicando verso una finestra senza inferriate.
Nel frattempo sono stati avvisati i Carabinieri della stazione di Neive, arrivati in tempi molto veloci, i quali però hanno dovuto limitarsi a recuperare l’automobile rubata poche ore prima in zona dai banditi, abbandonata vicino all’ultima abitazione presa di mira.
Stupisce la determinazione con la quale i malviventi hanno reiterato il tentativo di furto nella medesima frazione, malgrado nel primo caso fosse scattato anche il segnale d’allarme. Allo stesso modo, è evidente la premeditazione, con la sottrazione nello stesso luogo della vettura che in seguito sarebbe stata usata per i colpi.
Viene il dubbio che tanta sfrontatezza sia legata anche alla quasi certezza che, in caso di arresto in flagranza, le conseguenze sarebbero minime e di brevissima durata.
Ecco, questa per i giornali è una “non notizia”. E pure per chi, duro, puro e illuminato, lotta con un’inespugnabile spocchia senza pari contro l’“oscurantismo” di chi “crea la paura dal nulla”.
Per quelli che risiedono in quella borgata, però, in gran parte anziani che abitano da soli, è un colpo terrificante alla loro tranquillità, anche perché da mesi in quella zona, ai confini con l’astigiano, gli ingressi indesiderati nelle case si susseguono, spesso con contorno di violenze fisiche, anche gravi.
Ma per qualcuno tutto questo resta soltanto allarmismo, coltivato cinicamente e senza scrupoli per procacciare voti…

Claudio Puppione

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Pirra: «I nostri artigiani a rischio “pizzo”»

28 luglio 2008

Ecco l’intervento letto da Giacomo Pirra, presidente di zona di Confartigianato, durante il convegno sulla sicurezza del territorio svoltosi dopo l’inaugurazione della caserma della Polizia stradale.

In questo brevissimo intervento vorrei evidenziare una preoccupazione forte e sentita da tutto il mondo artigiano che ho l’onore di rappresentare.
Il problema della sicurezza e della tutela delle nostre aziende, dei cittadini e del territorio è reale e di estrema attualità. Non condivido la tesi sostenuta da alcuni autorevoli opinionisti che minimizzano la portata di questo emergenza, sostenendo che viviamo in condizioni di sicurezza accettabili, e comunque migliori di quelle effettivamente percepite.
Ogni giorno veniamo a conoscenza di furti nelle aziende dei nostri associati e nelle loro abitazioni.
Un fenomeno in crescita che genera un pericoloso sentimento di sfiducia da parte dei cittadini nei confronti dello Stato, minando quel rapporto che reputo basilare di affidamento reciproco.
La nostra storia, il nostro passato, la nostra cultura, mettono il rispetto al primo posto dei valori.
Il furto, e soprattutto l’ingresso di altri soggetti nei luoghi privati come le nostre aziende o le nostre case, genera un malessere psicologico profondo e duraturo. Sentirsi indifesi e, con la certezza che i responsabili non saranno individuati e comunque puniti, porta ad atteggiamenti preoccupanti per il futuro della nostra civiltà.
Gli sforzi economici dei cittadini per mantenere in piedi le strutture dello Stato e delle istituzioni risultano poco accettati, quando si percepisce di non ricevere in cambio quanto dovuto. Riteniamo che le leggi debbano essere sempre e solo a tutela dei cittadini onesti che credono nelle regole del vivere civile.
Quando un nostro artigiano rinuncia alla denuncia alle autorità del furto subìto, salvo quando deve far intervenire l’assicurazione, evidenzia questo clima di sfiducia verso lo Stato e le istituzioni.
Sapendo che gli autori non verranno trovati e perseguiti e che la refurtiva mai trovata, si lascia spazio a rimedi impensabili per la nostra mentalità: riuscire a ritrovare in qualche modo la refurtiva, per ricomprarla, cercando di limitare i danni economici dell’evento. Ciò affossa quei princìpi di legalità sulla quale si basa la nostra società. Ci preoccupano questi atteggiamenti perché portano a comportamenti tipici di altre realtà: essere costretti a pagare alla malavita, per la “protezione” della propria azienda o dei beni personali.
È un campanello d’allarme preoccupante, che come mondo dell’artigianato ritengo doveroso proporre alle autorità.
Non si può aspettare ancora, bisogna invertire da subito questa tendenza e questa mentalità.
Occorre un’azione pronta e decisa, mettendo in atto una prevenzione effettiva ed efficace, andando a monitorare la provenienza di risorse spese da categorie di persone del tutto sconosciute al fisco e senza nessuna attività.
I cittadini onesti lo chiedono e ci sperano.
Aiutateci e aiutiamoci!

Giacomo Pirra

Un milione e 200 mila euro per la Bra-Ceva

28 luglio 2008

Monchiero

Il 24 luglio 2002, Giovanni Bottino, oggi sindaco di Monchiero, presentava al Consiglio provinciale di cui faceva parte, la proposta di trasformare i binari della Bra-Ceva, inutilizzati dopo l’alluvione del 1994, in pista ciclabile.
Sei anni dopo, esattamente il 24 luglio 2008, a Monchiero, si sono riuniti gran parte dei sindaci dei comuni attraversati dalla vecchia linea ferroviaria (erano presenti rappresentanti di Monchiero, Bastia, Carrù, Castellino Tanaro, Clavesana, Farigliano, Narzole) per tornare a discutere il progetto.
Una coincidenza di date che dice quanto la perseveranza paghi. Perché quell’ipotesi di riqualificare la ferrovia è mai venuta meno, declinata ora nei termini della possibilità, ora in quelli del sogno nel cassetto. Dopo tanti anni è forse il momento di assaporare i primi frutti di un lavoro costante.
Lo afferma Bottino che parla di presenza «di presupposti affinché le trattative con le Ferrovie vadano a buon fine» e lo conferma Marco Botto, ex assessore provinciale ai lavori pubblici, oggi consigliere provinciale, che, insieme a Bottino, si è impegnato a lungo per dare concretezza a quell’iniziativa. «Le proposte avanzate dalle Ferrovie», sostiene Botto, «sono interessanti e paiono aver sbloccato la situazione. Da una richiesta di 15 o 16 milioni di euro per l’acquisto del sedime si è scesi, con uno escamotage giuridico, a cifre più abbordabili che ci consentono di rivolgerci alla Provincia e soprattutto alla Regione affinché si proceda nella pratica dell’acquisizione che consentirà la trasformazione a fini turistici della Bra-Ceva. E non possiamo che augurarci che il progetto vada in porto, poiché la Bra-Ceva è l’unica opera pubblica non ricostruita dopo l’alluvione del 1994».
Un passo in avanti notevole, dunque rispetto al 2002.
Già, perché lo scorso giovedì, a Monchiero, insieme ai sindaci e all’assessore provinciale Federico Gregorio, erano presenti anche alcuni dirigenti delle Ferrovie (Vincenzo Lombardi, responsabile dei servizi immobiliari, Giacomo Palmieri, direttore del compartimento Rfi di Piemonte e Valle d’Aosta, Vincenzo Gianotti, funzionario del settore patrimonio Rfi e Valentino Guglielmini, funzionario del settore servizi).
Precisa è stata la loro proposta: 1 milione e 200 mila euro per un diritto di superficie sulla linea della Bra-Ceva della durata di cinquant’anni.
Di qui si può partire per mettere in pratica il progetto di una pista ciclabile chiedendo un intervento della Regione, sulla legge varata per il recupero delle ferrovie dismesse, che consentirebbe, spiega Gregorio, «la riqualificazione di un patrimonio storico attribuendogli una valenza non solo turistica e culturale ma anche paesaggistica».
E poiché quando le cose girano per il verso giusto e bene cogliere la palla al balzo, il tavolo di lavoro si è dato appuntamento il 10 settembre per valutare le prossime mosse, auspicando di preparare un altro significativo passo in avanti del progetto per il prossimo 24 luglio.

Elisa Broccardo

Guinzaglio a Jack il vagabondo

22 luglio 2008

Jack non ha bisogno di presentazioni. Sotto la Zizzola lo conoscono tutti, o quasi. Lo si vede passeggiare tranquillamente sotto i portici di via Prìncipi di Piemonte, sostare sonnacchioso davanti alla porta del negozio di ottica dei suoi proprietari, “fare il filo” alle cagnette di passaggio e, magari, attaccare briga con qualche altro bell’esemplare di maschio.

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Strage sulle strade di Alba e Bra: tre morti in una settimana

14 luglio 2008

L’ultimo in ordine di tempo è Italo Battaglino, 37 anni, residente a Canale e titolare del bar “Sotto spirito” di via Vida, ad Alba. La sera di domenica scorsa viaggiava a bordo della sua moto sulla provinciale che dalla città delle cento torri conduce a Barolo quando, a Roddi, ha perso il controllo del mezzo, forse a causa del fondo stradale reso viscido dalla pioggia battente.
Caduto, è stato sbalzato, in prossimità di una curva, sulla corsia opposta della carreggiata dove sopraggiungeva la “Renault Megane” condotta da uno studente di 20 anni abitante a Pralormo.
L’impatto è stato violento e per il 37enne non c’è stato più nulla da fare, mentre il conducente dell’auto se l’è cavata con tre giorni di prognosi.
Italo Battaglino è la terza vittima registrata sulle strade della zona in una settimana.
Domenica 6 luglio in uno scontro frontale avvenuto a Santo Stefano Belbo, ha perso la vita Mario Bergero Bicci, un pensionato 74enne abitante a Neive. Ai soccorritori le sue condizioni sono parse subito gravi e l’uomo è deceduto durante il trasporto in ospedale. Viaggiava a bordo della sua Fiat Palio quando, a causa dell’alta velocità, una Ford Focus condotta da un trentenne ha invaso la sua corsia di marcia in prossimità di una curva. L’urto è stato inevitabile.
Giovedì, invece, Enzo Canavese è stato investito a Pollenzo. Poco dopo le 9, lungo la già malfamata strada provinciale 7, Il sessantaquattrenne Enzo Canavese, residente a Bra, stava attraversando la carreggiata quando è stato investito dall’Audi A3 condotta da S.G., un diciannovenne di Cherasco neopatentato. L’uomo ha urtato contro il vetro parabrezza dell’auto ed è stato trascinato per alcuni metri sul asfalto. Sul posto è intervenuta l’équipe del “118”, ma i tentativi di rianimazione non sono valsi a salvare la vita all’investito, deceduto per le gravi lesioni riportate. Il giovane conducente dell’Audi è rimasto illeso.
Sul posto sono intervenute tre pattuglie del servizio di pronto intervento della Polizia municipale di Bra per compiere i rilievi e accertare le responsabilità.
Il traffico nella zona è stato interrotto per oltre due ore e la vettura investitrice è stata sottoposta a sequestro giudiziario.
Del fatto è stato informato il sostituto procuratore di turno presso la Procura di Alba, Alessia Ceccardi.
Sono in corso le indagini da parte dei civich braidesi volte a stabilire l’esatta dinamica della tragedia.
La vittima era originaria di Garessio e abitava in via Gandino con la consorte, signora Elsa, e il figlio Daniele. I funerali si sono svolti sabato mattina nella chiesa di San Giovanni.

La Morra: minacce (e cartuccia) al sindaco Bosco

14 luglio 2008

La Morra

Il sacchetto di plastica appeso nei pressi del cantiere della sua casa in ristrutturazione ha subito incuriosito e insospettito Matteo Bosco, primo cittadino lamorrese ma anche assessore della Comunità collinare della Langa e del Barolo e presidente della cantina “Terre del Barolo”.
Ma sorpresa e rammarico sono cresciuti quando il Sindaco ha avuto tra le mani il contenuto di quell’anonimo sacchetto: una lettera di insulti e minacce e una cartuccia caricata a pallettoni da caccia al cinghiale. «È ora che ti tolga di mezzo»: è una delle intimidazioni contenute nella missiva.
Sul caso stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Bra e, in seguito alla denuncia contro ignoti formulato da Bosco, è stato aperto un fascicolo presso la Procura della Repubblica di Alba.
È difficile, al momento, individuare i motivi di tanto odio verso il primo cittadino anche se pare certo che il mittente abbia agito riferendosi al ruolo di sindaco di Matteo Bosco, seppure in assenza, negli ultimi tempi, di scelte amministrative che possano creare malcontento.
Il destinatario della missiva invita a non ingigantire l’accaduto, ma spiega anche che è giusto che i lamorresi sappiano cosa è disposto a fare qualche concittadino per perseguire i propri scopi.
Sono numerose le attestazioni di solidarietà giunte a Bosco, in primis quella dei sindaci della Comunità collinare della Langa del Barolo, profondamente sdegnati del gesto intimidatorio.

Elisa Broccardo

Ospedale, politici ai ferri corti

7 luglio 2008

Torino

I consiglieri regionali Alberto Cirio e Franco Guida hanno espresso stupore sul fatto che, presso gli uffici albesi della Regione, alla presenza dell’assessore Eleonora Artesio e dei suoi collaboratori, si sia discusso il progetto del polo integrato di eccellenza tra l’ospedale di Verduno e l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo «senza invitare tutti i rappresentanti del territorio in Consiglio regionale che, come nel caso di chi parla, hanno lavorato per la difesa della sanità locale, facendo approvare nell’ultima legge finanziaria un emendamento per la salvaguardia dei servizi degli ospedali di Alba e Bra, fino all’entrata in funzione della nuova struttura unica».
Cirio e Guida aggiungono: «La giunta Bresso, che da tre anni governa la Regione, non cessa di stupirci; abbiamo sulle nostre teste una sanità che ogni anno fa un buco di quasi 500 milioni di euro; assistiamo alla lenta costruzione del nuovo ospedale Alba-Bra sui cui tempi di esecuzione vorremmo qualche notizia in più; non sappiamo ancora in che modo e con quali risorse la struttura di Verduno sarà collegata con l’area circostante; nei due presidi ospedalieri oggi in funzione, nonostante il grande impegno profuso dal personale, permangono liste d’attesa e difficoltà di ordine logistico (ad Alba, per esempio, si continuano a svolgere migliaia di prelievi all’anno in una stanza di 10 metri quadri in cui tra operatori e utenti si accalcano costantemente più di dieci persone). In un quadro complessivo così problematico e parzialmente irrisolto, come si fa a parlare di nuove soluzioni? La sanità piemontese ha bisogno di rigore e non di fughe in avanti. Prima pensiamo a garantire il minimo per la salute dei cittadini senza obbligarli a liste di attesa di mesi o a utilizzare strutture vetuste e inadeguate, poi penseremo al polo alimentare!».
I due esponenti del centro-destra concludono: «Tuttavia sottolineiamo il pragmatismo della stessa Artesio rispetto alla proposta di un polo dell’alimentazione e della salute a Verduno e a Pollenzo, fermo restando che è già prevista una forma di integrazione tra il nuovo ospedale unico e l’Università di scienze gastronomiche, sottoscritta il 27 luglio 2007. Le priorità, tuttavia, sono altre e in primo luogo la definizione dei collegamenti viari al nosocomio. È compito della Regione attuare gli accordi di programma in tal senso, già siglati. Su questo aspetto e su altri si gioca la partita fondamentale per il futuro della sanità locale più che su temi, magari innovativi, che richiedono tempo per un’applicazione concreta e immediata. Non è il momento di fare propaganda».

Caso Mirabile: il 17 ottobre la sentenza definitiva

2 luglio 2008

Sommariva del Bosco

17 ottobre 2008: in quella data si avrà la soluzione definitiva del caso “Mirabile” ovvero sarà stabilita la legittimità o meno della surroga con la quale Giuseppe Mirabile è entrato a far parte del Consiglio comunale sostituendo il dimissionario Francesco Spinelli. Mirabile. Sedendosi nei banchi della maggioranza prima della votazione della surroga, contribuì lui stesso a farla approvare, consentendo di raggiungere  la maggioranza delle espressioni favorevoli che altrimenti il gruppo del sindaco Andrea Pedussia non avrebbe ottenuto.
Il ricorso al Tar presentato da Pierluigi Salsano è stato ritenuto inammissibile dal Tribunale amministrativo torinese poiché non sussisterebbero gli elementi di interesse necessari a giustificare la richiesta. La scelta del Tar di non entrare nel merito della vicenda è stata portata innanzi al Consiglio di Stato dai legali di Salsano (Piercarlo Barale di Cuneo e Mario Contaldi di Roma) ed è già passata attraverso una richiesta di sospensiva alla quale in un secondo momento la difesa ha rinunciato, chiedendo invece al Consiglio di Stato di pronunciarsi in tempi brevi, entrando nel merito della questione. A circa dieci mesi dall’udienza davanti al Tar di Torino, a Roma si valuterà il caso sommarivese, «con una velocità», spiega l’avvocato Barale, «che non avremmo osato sperare». Il Consiglio di Stato dovrà valutare la correttezza della decisione assunta dal Tar, annullandola o no.
Nel caso i magistrati amministrativi optassero per la stessa linea del Tar, la difesa di Salsano chiede la trasmissione dei dati relativi al caso “Mirabile” alla Corte costituzionale, affinché si pronunci sulla legittimità della norma che vieta ai consiglieri comunali di ricorrere contro il Comune presso il Tar, se non per una questione che li coinvolga a livello personale. In base a quella norma, infatti, i consiglieri di minoranza, a detta di Barale, non avrebbero potuto fare ricorso contro l’atto di surroga. Ma se anche un privato cittadino come Salsano è giudicato carente di interessi per promuovere quella causa, ci si chiede chi possa opporsi a una deliberazione di quel tipo del Consiglio comunale.
Che il prossimo 17 ottobre non sia ancora la data definitiva per porre fine alla querelle?

Elisa Broccardo

Don Luigi Ciotti, cittadino onorario di Cherasco

2 luglio 2008

Cherasco

Una sottile, ma significativa, linea unisce tre personaggi che, in modo diverso, saliranno alla ribalta cheraschese il 12 luglio.
Come ha comunicato il vicesindaco, Gianni Avagnina, nell’ultimo Consiglio comunale, in quella data sarà conferita la cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti, sacerdote noto per il suo impegno sociale, emigrato presto dal Veneto a Torino, passando per la “città delle paci”, dove da bimbo visse per quattro anni.
Don Ciotti iniziò la sua opera a carattere sociale con la creazione del “Gruppo Abele”, l’organizzazione che opera all’interno delle carceri minorili e aiuta le vittime della droga. Diventò poi il primo presidente della Lega italiana per la lotta contro l’Aids e nel 1995 fondò “Libera”, rete di organizzazioni impegnate nella lotta alle mafie. Il sacerdote, come ha ricordato il Vicesindaco «è stato uno degli amici più intimi di Gina Lagorio», altra cittadina onoraria cheraschese, in ricordo della quale il Comune ha istituito tre anni fa un premio nazionale denominato “Una donna nel mondo”, volto a omaggiare una protagonista femminile del nostro tempo che, nella sua vita e nelle sue opere, abbia lasciato segni forti e significativi per i grandi valori della comunità civile. Il riconoscimento sarà assegnato lo stesso giorno, subito prima del conferimento della cittadinanza onoraria a don Ciotti: a esserne insignita sarà Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia 15 anni fa, il 19 luglio 1993.
Da allora Rita Borsellino si è fatta testimone della lotta alle criminalità organizzate, collaborando con lo stesso don Ciotti come dimostra, per esempio, la  sua vicepresidenza sino al 1995 dell’associazione “Libera” di cui è divenuta poi presidentessa onoraria  sino a quando decise nel 2006 di candidarsi, nelle fine del centro-sinistra, alla presidenza della Regione Sicilia.

Raffaele Viglione

Sarà ampliata l’area delle scuole di Sommariva

25 giugno 2008

ommariva del Bosco

Nella “porta del Roero” non capita spesso che un punto all’ordine del giorno di un Consiglio comunale sia approvato all’unanimità, ma  durante l’incontro di sabato mattina, con l’acquisto dei terreni di via Giansana che serviranno per ampliare l’area a servizio delle scuole e delle attività sportive, è avvenuto il “miracolo”.
Con il beneplacito di maggioranza e opposizione, l’Amministrazione potrà provvedere all’acquisto di un’area di circa 9.000 metri quadrati adiacente l’ex seminario dei Giuseppini, in seguito all’accordo raggiunto con l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, in base al quale si prevede per il Comune un esborso di 40.000 euro.
L’acquisizione dei terreni consentirà di sistemare i parcheggi e la viabilità a servizio delle scuole, di realizzare un’area giochi e di completare quell’insieme di interventi avviati con la realizzazione della nuova area sportiva nei pressi dell’Istituto comprensivo, con i quali si intende dar vita, presso l’ex seminario, a uno spazio di aggregazione giovanile e sportiva.
L’idillio però è durato poco in Consiglio comunale: infatti le due fazioni che lo compongono sono ben presto tornate a dividersi nel valutare la fruizione dei campi sportivi realizzati di recente presso l’Istituto comprensivo sommarivese.
Si è detto soddisfatto il Sindaco per il fatto che alcuni gruppi abbiano «preso a frequentare quell’area e a utilizzarla per le loro attività sportive. Non possiamo che auspicare che molti altri gruppi giovanili facciano lo stesso». Si è detto rammaricato il consigliere di minoranza Marco Pedussia per il fatto che quelle strutture siano «sempre chiuse e utilizzate da nessuno, mancando una gestione efficiente delle stesse. Non bisogna solo pensare a costruirle le cose, occorre pure farle funzionare al meglio!».
Ma le lotte tra i due Pedussia ci hanno abituati a questo tipo di contraddizioni che paiono davvero insanabili.

Elisa Broccardo

Sì ( al pelo) al piano regolatore cheraschese

25 giugno 2008

Cherasco

Una seduta del Consiglio comunale con piccola suspance finale è andata in scena martedì 17 giugno nella “città delle paci”.
Nessun colpo di scena teatrale, solo un po’ di attesa di natura numerica, giusto il tempo di contare i consiglieri presenti per accertarsi di avere il numero legale per approvare l’ultimo punto all’ordine del giorno, riguardante l’adozione del progetto preliminare della revisione del Piano regolatore.
Il sindaco, Pier Luigi Ghigo, per non contravvenire a quanto dichiarato all’inizio del mandato, ovvero l’impegno di uscire dall’aula ogni qual volta si trattano questioni urbanistiche, vista l’importanza dell’argomento, ha deciso di prendere parte alla discussione, assentandosi però al momento di votazione.
Per non inficiare la validità della delibera, come ha ricordato il consigliere di minoranza Giuseppe Talarico, è stato richiesto ai consiglieri che avevano interessi diretti o indiretti (fino al quarto grado di parentela) legati al nuovo strumento urbanistico di abbandonare l’aula.
Uno dopo l’altro, hanno lasciato la sala in cinque, a cui si sono aggiunte le uscite, al momento del voto, del Sindaco e dei due esponenti di Alleanza nazionale (Talarico e Madeo), sicché alla fine il numero di votanti, ovvero i componenti della maggioranza rimasti e i due esponenti di “Alleanza per Cherasco” era pari a nove, il minimo indispensabile per approvare, all’unanimità, il punto all’ordine del giorno….
Prima di giungere alla votazione, il Piano regolatore è stato dibattuto a lungo, prendendo spunto dalle considerazioni del vicesindaco, nonché assessore all’urbanisstica, Gianni Avagnina, il quale ha ricordato l’iter tortuoso del progetto: «Due anni fa abbiamo presentato la variante generale al Piano regolatore in Regione, ente che ha espresso una serie di osservazioni che noi abbiamo recepito, riducendo gli spazi previsti e fornendo un aggiornamento reale sui metri quadri disponibili, sui nuovi insediamenti realizzati e sulla popolazione cheraschese. L’Amministrazione, dunque, non ha aggiunto nulla, bensì ha semplicemente tagliato o trasferito delle aree, per giungere all’approvazione del piano e dare la possibilità alla città di crescere e svilupparsi».
Si è detto scettico il consigliere di minoranza Giuseppe Talarico, che ha sottolineato: «Un piano regolatore del 2008 dovrebbe contenere indicazioni per il recupero delle acque piovane e sul fotovoltaico, nonché dettare regole più stringenti sulla costruzione di capannoni. Occorre un strumento che permetta di costruire con criterio, non come si è fatto in certe parti di Cherasco».
Alle considerazioni di Talarico ha replicato il Sindaco: «Noi non siamo insensibili a questi tematiche, tanto che si sta attivando una sinergia con il Politecnico di Mondovì per studiare piani per il recupero ambientale delle aree».
«Il Piano regolatore rivisto», ha aggiunto la maggioranza per voce di Avagnina, «non può contenere elementi nuovi, ma deve limitarsi ad apportare le modifiche legale alle osservazioni della Regione».
«È difficile», ha aggiunto il primo cittadino, «dare indicazioni di questo genere nel Piano regolatore. Ci sono, invece, strumenti successivi che permettono di apportare modifiche, porre dei paletti, incentivare certe scelte».
Avagnina, già sindaco per due legislature, non ha potuto non rispondere alle critiche di Talarico riguardo alla politica urbanistica del passato: «Difendo quel che è stato fatto perché, grazie a quelle scelte, la nostra città ha potuto svilupparsi anche da un punto di vista industriale, con aziende che sono crescite e danno lavoro pure a persone di fuori Cherasco».
«Nel 2008 questo Prg non posso votarlo», ha ribadito Talarico, prima di abbandonare l’aula con Luigi Madeo, lasciando ai nove “superstiti” l’incombenza della votazione.

Raffaele Viglione

L’ultima vittoria di Romano Levi

23 giugno 2008

Mango

Una persona da ricordare “per manifesta unicità”.
Per poco che si conosca di lui, del suo mondo e del suo modo di intendere il lavoro, ci si rende conto che Romano Levi ha rappresentato, rappresenta e probabilmente rappresenterà sempre un’eccezione che si è fatta regola.
Per questo, la presentazione di un libro sulla sua arte, che trovava sì forma nei suoi distillati, ma anche nelle etichette, vere e proprie dediche che Levi disegnava appositamente per i certi suoi clienti e amici, non avrebbe potuto essere, nemmeno lui vivente, una semplice esposizione di un prodotto.
Allo stesso modo, a meno di due mesi dalla sua morte, ritrovarsi per parlare della sua “Donna selvatica” non sarà riducibile a una mera commemorazione, piuttosto a un sincero tentativo di spiegare un’artigiano artista, la sua umanità, la sua semplicità e la collezione di strette di mano e sorrisi che ha raccolto in oltre sessant’anni di attività.
Giovedì 26 giugno l’enoteca regionale “Colline del Moscato” di Mango ospiterà la presentazione della nuova edizione del volume “Levi e la donna selvatica” con i testi di Luigi Sugliano e le immagini di Bruno Murialdo, cui si aggiungono interventi di alcuni tra i molti che lo hanno conosciuto e stimato, come il presidente dell’Enoteca regionale del Roero, Luciano Bertello, il giornalista Beppe Orsini, Bruno Quaranta e il critico letterario Giovanni Tesio.
L’appuntamento, ospitato presso il castello dei Busca a partire dalle 18,30, vedrà gli interventi, oltre che degli autori del testo, anche di numerosi amici di Romano Levi, tra cui Roby Facchinetti dei “Pooh”, molto più che un semplice conoscente del celeberrimo neivese, con il giornalista Sergio Miravalle a fare da moderatore.
Valter Bera, presidente dell’Enoteca di Mango, a cui spetterà il compito di introdurre l’incontro, spiega: «Avevamo in programma di fare questa presentazione di una riedizione del libro, che è stato presentato la prima volta al Teatro sociale di Alba, e fece registrare un notevole afflusso di pubblico. Il libro contiene testi e fotografie di etichette, oltre alle dediche di diverse persone che hanno lasciato le loro considerazioni all’uscita dalle sue mostre».
Sulla necessità di ripubblicare il volume, Bera aggiunge: «Nella prima edizione c’erano alcuni particolari che a lui non erano piaciuti e dunque aveva giustamente chiesto che venissero modificati. In particolare era stata inserita un’etichetta di un qualche furbetto che aveva fatto fare una dedica fittizia per il presidente Bush. Romano ha preteso che venisse tolta dal libro e ha seguito tutto l’iter della correzione. Nella parte finale sono raccolti gli attestati di stima nei suoi confronti ».
«La presentazione della “sua” edizione», conclude il presidente dell’ente di Mango, «avrebbe dovuto aver luogo a fine aprile, ma, come spesso capita in questi casi, le cose sono andate per le lunghe, portandoci via un po’ di tempo in più e così Romano è mancato proprio quando il libro era in fase di stampa».

Raffaele Viglione

Tornano ad accendersi “La Luna e i falò” sulle colline del Roero

19 giugno 2008

Sant’Anna di Monteu Roero

«Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
Una tradizione vuol dire non essere mai stati soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tutti, che anche quando non c’eri, era già lì a testimoniarti.
Da qui, da quest’ultima benevola manipolazione delle immortali parole scritte da Cesare Pavese in uno dei suoi libri più noti, traggono il proprio senso più profondo iniziative come “La Luna e i falò” (non a caso il titolo di un libro dello scrittore santostefanese), promossa dall’Enoteca regionale del Roero per la notte del 23 giugno a Sant’Anna, frazione di Monteu Roero.
“La Luna e i falò”  richiama alla mente riferimenti mitici al ciclo delle stagioni, con la Luna che, oggi come sempre, scandisce tempi e modi del lavoro contadino. Nel solstizio d’estate, nella notte di San Giovanni, con il “Sole che si ferma”, come da etimologia del termine “solstizio”, e torna indietro, i falò rappresentano un omaggio all’astro più importante del nostro sistema planetario, al procedere inarrestabile della natura che si spera benevola, facendo quindi dell’accensione dei falò anche un rito propiziatorio per la stagione della raccolta, non troppo lontana a venire e che sarà tanto più benedetta quanto più calore arriverà ora, nutrimento indispensabile per far maturare le uve, da cui produrre quei vini che dal Roero prendono pure il nome, oltre al sostentamento.
La tradizione contadina dei falò, diffusa in tutta Italia e non solo, trova nel Roero un suo modo originale di unire l’antico rito agreste, fatto di gioiosa festività popolare, con spunti di diversa natura, tutte sfaccettate declinazioni di ciò che significa confrontarsi con le proprie radici, ricalibrare il proprio rapporto con la natura, che semi tanto fecondi ha dato alle colline del Roero. Semi fecondi in una terra che, grazie ai suoi lavoratori, non solo in senso prettamente materiale, ha saputo fare cultura e non solo coltura.
Immersi fra i vigneti, in attesa della magia dei falò contadini, ecco allora che, intorno alle 21, si parlerà de “Le colline dei falò fra mito e modernità”, in un incontro introdotto dal presidente dell’Enoteca regionale di Canale, nonché gran cerimoniere del Roero, Luciano Bertello, e dal critico Giovanni Tesio, in cui i due Farinetti più famosi d’Italia, lo scrittore braidese Gianni Farinetti e l’imprenditore Oscar Farinetti, ideatore di Eataly, si confronteranno sui temi dell’albesità, dell’antico e del nuovo che c’è sulle colline di Langa e Roero.
Non saranno solo parole e fuoco ad animare la notte del 23 giugno, poiché non c’è festa che, senza musica, possa dirsi “vera festa”: per questo a Sant’Anna saranno protagoniste anche la manualità e la maestria delle “Fisarmoniche del Monviso”, capaci come pochi a “impastare” i tasti delle loro “fise”, per creare atmosfere d’antan.
Non poteva mancare nemmeno un tributo ai sapori roerini, che infatti, troveranno forma nella convivialità popolare propiziata dai piatti proposti dalle Pro loco del Roero, accompagnati dalla degustazione di vini dei produttori vitivinicoli di Monteu Roero. A concludere la serata, intorno alle 24, il gran canto finale con “pupe ’d monia” e vino Birbèt offerti dall’Enoteca regionale del Roero e dai produttori vitivinicoli del Roero.
Poi non resterà che attendere che la natura faccia il proprio corso e fornisca presto rigogliosi motivi per festeggiare una terra, la sua gente e il frutto del loro lavoro.

Raffaele Viglione

Se il solare inquina il paesaggio…

16 giugno 2008

Monforte

Il termine “ambiente” definisce il complesso delle condizioni in cui si svolgono la vita vegetale e animale e indica la natura intesa come insieme di fenomeni che vanno preservati nella delicatezza dei loro equilibri. Per arginare l’impatto che l’azione dell’uomo ha sull’ambiente, la quale spesso si traduce in inquinamento, la ricerca e la scienza propongono soluzioni alternative, ecologiche.
Ma “ambiente” significa anche, nella sua accezione più ampia, paesaggio, ovvero quel connubio di conformazione naturale e attestazioni storiche dell’esistenza umana.
E pure esso va preservato, per non cadere in quell’altra forma d’inquinamento che è l’impatto paesaggistico.
È quasi un controsenso, eppure ci sono casi in cui la tutela di una forma ambientale arreca danno all’altra.
Prendiamo i pannelli fotovoltaici: una soluzione ecologica, ma al tempo stesso impattante a livello ambientale soprattutto in quei luoghi, come i centri storici, che vanno mantenuti integri.
In attesa che la ricerca e la tecnica progrediscano (e lo stanno facendo con passi da gigante), per arginare l’impatto, prevenire brutture, anche se create “a fin di bene”, è un dovere di ogni amministrazione civica e, in quanto a energia solare e fonti alternative, è bene velocizzare la regolamentazione, considerate le agevolazioni proposte ai privati che optano per il fotovoltaico, le quali rendono più appetibile la scelta, e le leggi che impongono l’utilizzo di impianti solari o di fonti alternative di energia in una percentuale determinata in caso di nuove costruzioni.
Così la Comunità collinare della Langa e del Barolo ha predisposto un regolamento che, approvato dal Consiglio dell’ente, verrà adottato dai singoli Comuni e allegato al regolamento edilizio.
L’insieme di norme limita l’installazione di impianti fotovoltaici nei centri storici, imponendo che essi siano a integrazione architettonica totale, ovvero con i moduli integrati nei tetti e nelle coperture degli edifici e impedendo, in ogni caso, installazioni sulle pareti verticali. A integrazione architettonica totale, su tetti o pareti verticali, dovranno invece essere installati i pannelli in caso di nuova costruzione sulle altre aree del territorio comunale. In tutti gli altri casi sono ammesse installazioni parzialmente integrate, mentre sono vietati su tutto il territorio comunale impianti non integrati.
Inoltre, per l’installazione di impianti solari sarà necessario presentare il progetto, integrato alla richiesta di permesso di costruire o alla dichiarazione di inizio attività, al Comune di residenza completo di documentazioni e immagini che evidenzino i particolari di integrazione con l’ambiente circostante. e.b.

Domenica torna il “Tuning day” a Pollenzo

13 giugno 2008

Bra

Il club Over drive, in collaborazione con il Comune e con la Pro loco di Pollenzo, organizza la sesta edizione del “Tuning day”.
La giornata di domenica 15 giugno, presso la zona industriale di viale Nogaris, sarà dedicata alla passione per la trasformazione della propria auto.
Sono numerose le competizioni in programma.
Da una parte ci saranno le gare motoristiche, ovvero le prove di accelerazione e di drifting (condurre in sbandata controllata).
Dall’altra i premi che andranno alle modifiche esteriori fatte alla propria auto, per quanto riguarda sia gli esterni che l’impianto audio installato.
Le iscrizioni inizieranno alle 9 per chiudersi alle 13 (per la categoria impianto audio il limite massimo è posto a mezzogiorno).
Nel pomeriggio, verso le 17,30, ci saranno le premiazioni delle varie categorie, ma anche la consegna dei premi speciali, come quello all’auto più rumorosa e a quella giudicata la più simpatica.
Un altro attesissimo evento è il sexy car wash, appuntamento tipico di tutti i ritrovi degli appassionati di tuning.
Per chi vorrà passare un pomeriggio in compagnia di donne avvenenti e motori rombanti l’appuntamento è dunque per il prossimo 15 giugno in viale Nogaris, a Pollenzo. Per avere maggiori informazioni, si possono contattare i numeri telefonici 348-0917231 o 338-7717183.

Marco Gramaglia

Gramellini presenta i suoi “Cuori allo specchio” a La Morra

13 giugno 2008

La Morra

Di un doppio evento sarà protagonista l’azienda vitivinicola Rocche Costamagna il 15 giugno.
Alle 17,30 Massimo Gramellini, ospite della struttura, presenterà al pubblico l’ultima fatica letteraria, Cuori allo specchio, raccolta di storie d’amore in cerca di risposte tratte dell’omonima rubrica che il vicedirettore de La stampa cura dal 1998. Il giornalista è notissimo al pubblico come arguto commentatore dei fatti e delle vicende italiane nel suo Buongiorno.
L’evento sarà anche l’occasione, per “Rocche Costamagna”, per far conoscere Osé, il nuovo vino rosato da vitigno Nebbiolo che arricchisce la gamma dell’azienda lamorrese.
E nel contempo saranno presentate al pubblico le Art suites, quattro camere dedicate all’ospitalità, ideate a seguito del restauro dell’antica casa sovrastante la cantina storica.
Le suite sono impreziosite da oggetti, arredi artistici e opere pittoriche di Claudia Ferraresi.
L’azienda “Rocche Costamagna”, che ha sede in via Vittorio Emanuele, è tra le più antiche case vitivinicole della zona di produzione del Barolo. Guidata da Claudia Ferraresi e dal figlio Alessandro Locatelli, appartiene da sette generazioni alla stessa famiglia.
I locali dell’azienda sono anche sede della Ca dj’amis, associazione culturale che vanta un’attività trentennale, e della biblioteca enogastronomica “Libri da gustare” che raccoglie circa tremila volumi dedicati a enogastronomia, arte, tradizioni e territorio. e.b.

Cane morto: cinque anni per archiviare il caso

11 giugno 2008

Alba

Con il rigetto del ricorso in Cassazione si scrive la parola “fine” a una vicenda giudiziaria che si trascina da quasi un lustro, da quando cioè, nel canile di Alba, si registrò il decesso d’un cane, a causa di un evento traumatico secondo la Sezione di Langhe e Roero dell’Associazione nazionale per la protezione degli animali e dell’ambiente (Anpa), in conseguenza di una patologia tumorale, secondo la difesa.
Dopo tre richieste d’archiviazione e altrettante riproposizioni ai magistrati del caso, la Corte di cassazione non ha accolto la richiesta avanzata dal legale dell’Anpa, Maurizio Lattanzio, di riaprire le indagini in seguito a un certificato prodotto dalla Facoltà di medicina e veterinaria di Torino nel quale si evidenziano estese emorragie sottocutanee sul corpo dell’animale tali da essere ricondotte solamente a maltrattamenti.
Dal momento che il canile comunale era accessibile solo a un gruppo ristretto di persone, identificate e identificabili, ulteriori accertamenti avrebbero potuto, secondo l’accusa, fare luce sugli autori materiali della violenza sull’animale.
Roberto Ponzio, legale di Enzo Novello, chiamato in causa non per colpe soggettive, ma in quanto all’epoca dei fatti, ovvero fine 2003, responsabile della Ripartizione lavori pubblici, trae da questa vicenda alcune considerazioni generali sul sistema giudiziario: «In quale modo si può attuare una “ragionevole durata del processo” come previsto dalla Costituzione, se per una vicenda minuscola e bagatellare come questa ci sono voluti oltre 4 anni e mezzo per arrivare all’archiviazione, impegnando nel frattempo tre pubblici ministeri, tre giudici per le indagini preliminari e addirittura due volte i giudici della Corte suprema di cassazione?». r.v.CEna

Piccinelli e Repetti, nuovi “Fautor Langae”

11 giugno 2008

Cortemilia

Lavorare senza dimenticare le origini, dedicare i propri pensieri e il proprio operato alla terra in cui si è nati, in cui si vive, sono impegni meritevoli di essere coronati con un premio “ad hoc”. Così hanno pensato gli esponenti della Confraternita della nocciola, i quali si apprestano ad attribuire il titolo di “Fautor Langae” a due nuovi “benemeriti” della terra di Langa.
L’appuntamento con la seconda edizione del premio si terrà sabato 14 giugno, alle 18, presso la sede del sodalizio, a palazzo “Rabino”, in via Cavour 80.
A esserne insigniti saranno il giornalista Franco Piccinelli e l’ingegner Flavio Repetto, i quali vanno ad affiancarsi al fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, e al vicepresidente della fondazione “Crc”, Giacomo Oddero, omaggiati lo scorso anno.
Piccinelli, nato a Neive nel 1934, vive a Roma dove ha condotto in Rai la propria carriera giornalistica. In Rai è titolare di rubriche radiofoniche ed è opinionista per la Gazzetta del sud di Messina. Dal 1965 al 1968 ha diretto il quotidiano di Ancona Voce adriatica. Nel 1979, quando dirigeva la redazione giornalistica Rai di Torino venne gravemente ferito in un agguato tesogli dalle Brigate rosse. Uno dei più grandi cantori dell’epica contadina, in narrativa ha esordito nel 1961 con Le colline splendono al buio, al quale hanno fatto seguito trentadue titoli editi, fra cui ventotto romanzi.
Il cavaliere al lavoro Flavio Repetto, nato a Lerma nel 1931, è il presidente del gruppo “Elah-Dufour”, colosso dolciario di Novi Ligure che raggruppa tre marchi famosissimi, “Elah”, “Dufour” e “Novi”, oltre ad aver acquisito nel 1999 la “Baratti & Milano”. Il gruppo collabora, tra l’altro, con il Comune di Cortemilia nell’organizzazione del premio “Novi-qualità”, riconoscimento assegnato ogni anno al miglior produttore corilicolo.
La consegna del riconoscimento sarà accompagnata dalla premiazione del concorso “La nocciola nelle scuole” assegnato agli alunni alle classi di quinta elementare di Cortemilia.
La manifestazione si concluderà con una golosa marenda sinòira.
Elisa Sibona

Si inaugurano i sentieri tematici di Pocapaglia

7 giugno 2008

Pocapaglia

La natura incontaminata che domina il peculiare ecosistema delle Rocche sarà fruibile nel tratto occidentale attraverso la rete di sentieri tematici realizzati dall’Ecomuseo delle Rocche del Roero che ha infatti tra i suoi obiettivi la documentazione, la tutela e la promozione degli  otto “borghi di sommità” insistenti sulle Rocche, ossatura di un territorio unico, risultato di un insolito fenomeno di erosione del Tanaro in epoca glaciale. La dorsale labirintica di gole, nude pareti a picco, guglie e pinnacoli di sabbia che si estende per oltre 30 chilometri, da Pocapaglia a Cisterna, rappresenta un patrimonio ambientale di indubbia importanza per l’offerta escursionistica.
Il tratto delle Rocche che insiste sul territorio di Pocapaglia sarà valorizzato dal sentiero della masca Micilina e dal sentiero dell’anfiteatro della Ghia, percorsi segnalati e palinati che toccano i punti più suggestivi sul territorio del paese, il cui allestimento è stato da poco terminato grazie all’intervento degli operai forestali dell’Assessorato alla montagna della Regione.
L’Ecomuseo delle Rocche del Roero, il Comune di Pocapaglia e l’associazione per la tutela ambientale “Asfodelo” inaugureranno ufficialmente i sentieri nella giornata di domenica 8 giugno, alle 9,30, presso l’area “Asfodelo”, con il taglio del nastro e il via al trekking guidato.
La durata di percorrenza dei sentieri è di circa un’ora e mezza, su percorso di facile livello adatto a tutti. Si consiglia abbigliamento e scarpe sportive.
Al ritorno dal trekking si potrà pranzare e riposare sotto ai castagni con un menu a 12 euro (prenotazioni ai numeri telefonici 348-7269413 oppure 328-4643903).
A concludere la giornata sarà il suggestivo concerto della “Filarmonica Paganelli” di Cinisello Balsamo che si esibirà nella cornice scenica naturale delle Rocche.

At-Cn: lotti albesi da rifare?

26 maggio 2008

Nei prossimi giorni è fissato un doppio incontro sull’Asti-Cuneo: se il 16 giugno è convocato il Comitato di monitoraggio dell’infrastruttura perché, per dirla con il presidente, Giuseppe Rossetto, “è tempo di vederci chiaro sulla fine che faranno i fondi per le opere complementari all’autostrada, come sugli espropri e sull’avvio dei lotti cuneesi”, martedì 3 giugno si riuniranno, insieme a Rossetto, nella duplice veste di presidente del Comitato di monitoraggio e si sindaco di Alba, i parlamentari cuneesi, i rappresentanti della Provincia e i vertici della società “Asti-Cuneo”.
Si tratterà di valutare la possibilità di modificare il tracciato del nastro d’asfalto per consentire l’attraversamento di Alba sostituendo ai tunnel previsti (o almeno a quello da realizzare sotto il Tanaro) un percorso in superficie.
Proprio le due gallerie non previsti nel progetto originario, inserite in tempi diversi, hanno generato l’ulteriore blocco nella procedura di realizzazione dell’infrastruttura.
In occasione della recente Conferenza dei servizi sui lotti albesi, il Ministero dell’ambiente ha lamentato la mancanza delle necessarie integrazioni ambientali.
L’ulteriore parte istruttoria dovrà essere completata dalla società appaltatrice e sottoposta al Ministero.
Secondo alcuni sarà complesso avere il nullaosta per il tunnel sotto il Tanaro. Ma secondo altri è la stessa società appaltatrice ad avere interesse a modificare il tracciato.
L’avvocato Rossetto pare avere le idee ben chiare e afferma: “Noi chiediamo con fermezza la conferma dei progetti attuali”.
Non è un rifiuto a priori di altre soluzioni, il suo: “Infatti parteciperemo all’incontro. Se la società ci proporrà un buon progetto, accettabile dal punto di vista ambientale, lo terremo in considerazione, ma esigiamo garanzie sulla possibilità giuridica di modificare il tracciato, sul fatto che le risorse risparmiate saranno destinate al territorio e sul fatto che ridiscutere il progetto non provocherà altre perdite di tempo. Poiché queste garanzie a oggi non ci sono state date, non saremo certo noi a proporre modifiche, anzi chiederemo una celere conferma dei progetti già noti. Posizione, questa, che ho già anticipato alla società “Asti-Cuneo” e verso la quale mi sembra orientata anche la Provincia”.
Per quanto riguarda i tunnel, il Sindaco di Alba tuona a chiare lettere: “La società che ha vinto l’appalto conosceva il progetto. Ora non mi vengano a dire che è difficile fare il tunnel sotto il Tanaro. Sappiamo che, se difficoltà ci possono essere, esse riguardano la galleria di Verduno. Se si può bucare un terreno carsico come quello della collina di Verduno, si può pure fare una galleria sotto il fiume che, anzi, verranno da tutto il modo a vedere. La società ci ha detto che lo si poteva realizzare, adesso lo dimostri”.