Archive for the ‘Cultura e spettacoli’ Category

I conduttori di “Caterpillar” di Radiodue in cattedra a Monforte

26 gennaio 2009

Monforte

Forse non molti dei bambini presenti li riconosceranno, perché di loro più che i volti sono note le voci e il programma radiofonico cult che conducono su Radiodue. Massimo Cirri e Filippo Solibello, travolgenti conduttori della trasmissione pomeridiana “Caterpillar” saranno il mattino di lunedì 2 febbraio a Monforte, presso il teatro comunale, per animare un incontro che si preannuncia allo stesso tempo interessante e divertente.
Su invito di Maria Bianucci, giornalista di Radiodue, la quale risiede nel paese langarolo, i due mattatori radiofonici incontreranno i bambini delle elementari e quanti vorranno presenziare all’incontro, per confrontarsi con loro su tematiche ambientali e non solo. Prendendo spunto dal loro libro, “Nostra eccellenza”,  del quale i giovani studenti leggeranno alcuni stralci, Cirri e Solibello racconteranno pezzi d’Italia diversa da quella che siamo spesso costretti a sentire, in cui le soluzioni ai problemi non solo si trovano ma si mettono anche in pratica. Loro stessi sono un esempio: qualche anno fa, infatti, quasi per scherzo, da “Caterpillar” lanciarono la giornata del risparmio energetico “M’illumino di meno”  che negli anni ha trovato numerosi e insigni aderenti, come il Vaticano!

Asta del Barolo da record con Miss Italia

29 settembre 2008

La Morra Protagonista dell’undicesima Asta del Barolo, svoltasi domenica presso l’azienda “Gianni Gagliardo”, è stato il “Re dei vini”, che ha ribadito il suo carattere internazionale e il grande fascino esercitati su operatori e appassionati. La “Barolo hall” di Serra dei Turchi ha accolto oltre duecento appassionati degustatori e compratori da varie parti del mondo, mentre altri acquirenti si sono radunati a Hong Kong, presso il ristorante Grissini del Grand hotel Haytt, e a Pechino, al ristorante Cepe del Ritz-Carlton hotel, collegati via Internet per rispondere alle lusinghe di questo prestigioso rosso piemontese. I lotti erano trentuno più uno di beneficenza, con una straordinaria carrellata di annate (diciotto in tutto, dal 1961 al 2006) e una passerella dei migliori produttori di questo vino: ventinove aziende, tra le quali Fratelli Oddero, Francesco Rinaldi, Bartolo Mascarello, Giacomo Conterno, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto, Azelia, Cordero di Montezemolo, Rocche dei Manzoni, Michele Chiarlo, Poderi Aldo Conterno, Germano Ettore, Paolo Scavino, Parusso, Gigi Rosso, Domenico Clerico Tenuta Carretta, Elvio Cogno, La Spinetta e Cavallotto, oltre naturalmente al padrone di casa, Gianni Gagliardo che ha proposto anche il lotto di beneficenza, un doppio magnum di 3 litri di Barolo Docg “Serre” del 2004, battuto al prezzo di 5.200 euro e aggiudicato a Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di commercio di Cuneo. Il ricavato sarà devoluto alla scuola alberghiera “Bosco hotel school”, fondata dal missionario piemontese salesiano in Cambogia padre Roberto Panetto. Dopo i tradizionali convenevoli di benvenuto, l’asta è iniziata sotto la regia del banditore Giancarlo Montaldo, uomo del vino di Langa, professionista molto apprezzato della comunicazione e dell’organizzazione aziendale. I risultati sono stati assai importanti, superiori persino a ogni più rosea aspettativa. Già il rialzo globale dei trentadue lotti è stato consistente: partendo da una base d’asta di 27.635 euro, l’incasso è stato di 78.180 euro, con un incremento di oltre il 272%. I lotti che hanno ottenuto risultati eclatanti sono stati numerosi. La performance più importante, dopo il lotto di beneficenza, è stata quella del lotto 12, costituito da un magnum di Barolo Docg “Monfortino” 1997 di Giacomo Conterno che, partendo da una base d’asta di 350 euro, è stato aggiudicato a 2.050 euro (+586%). Al secondo posto si è piazzato il lotto 18 (due bottiglie di Barolo 1961 dell’azienda Poderi e Cantine Oddero) che aveva una base d’asta di 350 euro ed è stato aggiudicato a 1.480 euro (+423%). Al terzo posto nella classifica dei lotti più rivalutati troviamo numero 1, costituito da tre magnum dell’annata 2003 dell’azienda Ettore Germano di Serralunga che partiva da 160 euro ed è arrivato a 660 Euro (+412,5%). In quarta posizione si è inserito il lotto 27, cioè tre bottiglie di “Monfortino” di Giacomo Conterno delle annate 1982, 1988 e 1990, che aveva una base d’asta di 600 euro ed è stato aggiudicato a 2.350 euro, con un incremento del 392%. Quinto si è piazzato il lotto 6 (doppio magnum di “Bussia” 2000 dell’azienda Prunotto di Alba) che da una base d’asta di 280 euro è stato aggiudicato a 1.020 euro (+364%). Una proposta del tutto particolare sono stati i lotti in barrique (228 litri, pari a 304 bottiglie) del Barolo “Serra dei Turchi” 2006. Sono quattro lotti di un vino che Gianni Gagliardo realizza per l’asta. Partendo da 3.600 euro l’uno, sono stati aggiudicati a cifre tra 8.100 e 8.500 euro, tutti tra Pechino e Hong Kong.

Da Bra, verso “X factor” e Sanremo

22 settembre 2008

Bra

Quando le hanno chiamate per comunicare loro che la sera successiva avrebbero dovuto presentarsi a Fiuggi per le finali del “Cantagiro”, stentavano a crederci. Pensavano che l’iscrizione alla celebre gara canora si fosse persa in qualche cassetto. Invece il loro brano “Che spettacolo” era stato inserito direttamente tra quelli in semifinale.
Così in men che non si dica hanno finito di cucire i costumi di scena e sono partite. Di lì a conquistare il primo gradino del podio della sezione inediti è stato un attimo. Da non rendersene conto…
E dall’11 settembre le proposte fioccano: produttori ed etichette discografiche che chiedono di conoscere il progetto, richieste di partecipazione ai provini per le prossime edizioni di “X-Factor” e di “Sanremo giovani” e così via.
Stanno valutando i contatti senza lasciarsi andare a entusiasmi che potrebbero offuscare la mèta. Ma il sogno delle sorelle Racca, Anita, 21 anni, Letizia, 26, e Virginia, 28, originarie di Bra (mamma Giusi Sciarpa è infermiera al “Santo Spirito”, papà Franco è pensionato “Teksid” e da poco si sono trasferiti a Sommariva Perno) è realtà. Tutte tre hanno studiato musica, ciascuna suona uno strumento (Virginia il piano, Anita il violino, Letizia il flauto traverso), di recente hanno scelto di unirsi prima come “Red black mania” facendo animazione con “cover” nei locali, oggi come “Yavanna”.
Si presentano vestite da elfi (con tanto di orecchie “a tema”) e propongono brani scritti e arrangiati da Anita, un “fantasy” con molte influenze e altrettanti personalismi che ha conquistato il “Cantagiro” per le sonorità e per le atmosfere che sa creare e che promette bene per il futuro.

Elisa Broccardo

Fine settimana con artisti di strada e madonnari da tutto il mondo!

9 settembre 2008

Bra

Statue viventi, mangiafuoco, mangiaspade, trampolieri e clown: nel prossimo fine settimana saranno loro gli assoluti protagonisti della quarta edizione di “Di strada in strada”, festival internazionale degli artisti di strada. Alle 21 di venerdì 12 settembre un grande spettacolo inaugurerà la rassegna con le caratteristiche marching band, i musici in movimento che inizieranno a registrare gli strumenti per la colonna sonora dei tre giorni di manifestazione.
Dal pomeriggio di sabato 13 settembre tutti gli angoli del centro storico ospiteranno oltre cinquanta performance di artisti che raccoglieranno offerte “a cappello” secondo la tradizione.
Dalle 16 e sino a mezzanotte nelle vie e nelle piazze saranno centocinquanta gli artisti (oltre all’Italia saranno rappresentate Spagna, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Germania, Croazia, Russia, Irlanda, Kenya, Argentina, Brasile, Giappone e Cambogia) che metteranno in mostra le loro abilità: mimi, clown, trampolieri e giocolieri daranno la possibilità anche al pubblico di diventare involontario protagonista di divertenti sketch, in un gioco di ruoli che avrà l’allegria e la voglia di stare insieme come collante.
Con il calare delle tenebre la città si animerà di strani e curiosi personaggi, dei quali sarà divertente intuire gli impercettibili movimenti del viso: sono le statue viventi della rambla di Barcellona che ancora una volta arriveranno dalla Catalogna per far rivivere a Bra l’incredibile atmosfera della più celebre passeggiata del mondo.
Ma la serata di sabato riserverà ulteriori sorprese, con una doppia rappresentazione nel cortile di palazzo “Traversa” dedicata al teatro del premio “Nobel Dario Fo”. I “Servi di scena” proporranno due suoi atti unici, dal titolo “Gli imbianchini non hanno ricordi” e “Non tutti i ladri vengono per nuocere”.
L’ingresso sarà libero.
L’ultimo giorno dell’evento, domenica 14, gli artisti saranno nelle vie e nelle piazze dalle 16 alle 20, con l’aggiunta di due tra le categorie più amate dell’arte di strada: i cantastorie e i madonnari. I primi hanno accolto ancora una volta l’invito di Bra a tenere in Piemonte il raduno nazionale e daranno la possibilità di ascoltare note e vicende narrate con l’accompagnamento di una chitarra o degli strumenti più improbabili. I madonnari saranno in gruppo lungo corso Cottolengo, dove una decina di loro avranno modo di utilizzare i gessetti colorati per realizzare un’allegoria dedicata a Bra di 10 metri per 5.
Nella stessa giornata, associazioni di volontariato cittadine saranno in piazza per far conoscere le loro attività e iniziative nell’appuntamento “La strada della solidarietà”.
Qui saranno presenti stand e spazi espositivi, nei quali il terzo settore braidese avrà modo di presentare al grande pubblico progetti e realtà organizzative al servizio dei cittadini.

Volume Summer festival: buona anche la seconda!

23 giugno 2008

Sabato 14 giugno, Bra, ha dato vita alla seconda edizione del Volume Summer Festival. La rassegna, si propone di dare voce alle più interessanti realtà del panorama musicale piemontese e non solo, accompagnate da gruppi più conosciuti. Il tempo è stato benevolo con gli organizzatori, nonostante un freddo più consono a latitudini finlandesi, la pioggia che minacciava la serata non è comparsa. Ad aprire le danze gli ottimi Armstrong. Una chitarra, un basso che ogni tanto si dedicava al synth e un batteria, hanno dato vita ad una grande performance sia musicale che emozionale. Rock puro, incendiario, condito da una leggera base di elettronica giusto per rendere la ricetta più saporita. A seguire i torinesi Did. Giunti sul palco tutti di giallo vestiti, hanno dato vita ad una animata mezzora di elettro-indie-rock, sulla scia di gruppi come i Soulwax. Originale la formazione, che a turno cambiava gli strumenti, scambiandosi i ruoli alle percussioni, al synth e alla chitarra. Si sentiva forte la presenza della crew elettronica dell’Explosiva. A seguire le toccanti melodie del bolognese Athebustop, cantautore di gran talento accompagnato da una brava (e bella) violoncellista. Il suo timbro di voce molto simile a quello del miglior Cris Martin, ha riscaldato l’animo degli spettatori. A seguire i cuneesi Running Woman Idea, sicuramente il gruppo che ha meno impressionato nel corso della serata. La formazione era composta da un suonatore di synth che si occupava anche delle basi, un chitarrista e un fantomatico personaggio che faceva scorrere video alle spalle del gruppo. Il tutto risultava un po’ freddo e alla lunga stancante. Servirebbe l’aggiunta di qualche strumento per rendere più viva e meno fredda la musica. A concludere la serata gli headliner Perturbazione. Il gruppo di Rivoli, giunto in formazione ridotta, ha proposto un viaggio nelle composizioni della band, partendo dai primi album fino ad arrivare all’ultimo “Pianissimo fortissimo”. La formazione era composta da due chitarre acustiche, il violoncello e la voce del cantante Tommaso Cerasuolo. Molto d’impatto, ha creato una magica atmosfera tra gli ascoltatori. Il gruppo ha anche stupito presentando numerose cover, su cui tutte spicca uno splendido arrangiamento di “Friday I’m in love” dei Cure. Neanche il tempo di lasciar cadere l’ultima nota che i dj dello Xanax Party, gli alfieri dell’indie rock ai Murazzi di Torino, hanno animato la serata con i loro mix che pescavano tra tutto il meglio di quello che la musica indie ed elettronica ha prodotto in questi anni. In conclusione un bel festival, vivo, sentito, con spettatori competenti e soddisfatti. E il prossimo anno gli organizzatori garantiscono ancora più qualità e novità. Aspettiamo interessati.

Federico Rosa

Tornano ad accendersi “La Luna e i falò” sulle colline del Roero

19 giugno 2008

Sant’Anna di Monteu Roero

«Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
Una tradizione vuol dire non essere mai stati soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tutti, che anche quando non c’eri, era già lì a testimoniarti.
Da qui, da quest’ultima benevola manipolazione delle immortali parole scritte da Cesare Pavese in uno dei suoi libri più noti, traggono il proprio senso più profondo iniziative come “La Luna e i falò” (non a caso il titolo di un libro dello scrittore santostefanese), promossa dall’Enoteca regionale del Roero per la notte del 23 giugno a Sant’Anna, frazione di Monteu Roero.
“La Luna e i falò”  richiama alla mente riferimenti mitici al ciclo delle stagioni, con la Luna che, oggi come sempre, scandisce tempi e modi del lavoro contadino. Nel solstizio d’estate, nella notte di San Giovanni, con il “Sole che si ferma”, come da etimologia del termine “solstizio”, e torna indietro, i falò rappresentano un omaggio all’astro più importante del nostro sistema planetario, al procedere inarrestabile della natura che si spera benevola, facendo quindi dell’accensione dei falò anche un rito propiziatorio per la stagione della raccolta, non troppo lontana a venire e che sarà tanto più benedetta quanto più calore arriverà ora, nutrimento indispensabile per far maturare le uve, da cui produrre quei vini che dal Roero prendono pure il nome, oltre al sostentamento.
La tradizione contadina dei falò, diffusa in tutta Italia e non solo, trova nel Roero un suo modo originale di unire l’antico rito agreste, fatto di gioiosa festività popolare, con spunti di diversa natura, tutte sfaccettate declinazioni di ciò che significa confrontarsi con le proprie radici, ricalibrare il proprio rapporto con la natura, che semi tanto fecondi ha dato alle colline del Roero. Semi fecondi in una terra che, grazie ai suoi lavoratori, non solo in senso prettamente materiale, ha saputo fare cultura e non solo coltura.
Immersi fra i vigneti, in attesa della magia dei falò contadini, ecco allora che, intorno alle 21, si parlerà de “Le colline dei falò fra mito e modernità”, in un incontro introdotto dal presidente dell’Enoteca regionale di Canale, nonché gran cerimoniere del Roero, Luciano Bertello, e dal critico Giovanni Tesio, in cui i due Farinetti più famosi d’Italia, lo scrittore braidese Gianni Farinetti e l’imprenditore Oscar Farinetti, ideatore di Eataly, si confronteranno sui temi dell’albesità, dell’antico e del nuovo che c’è sulle colline di Langa e Roero.
Non saranno solo parole e fuoco ad animare la notte del 23 giugno, poiché non c’è festa che, senza musica, possa dirsi “vera festa”: per questo a Sant’Anna saranno protagoniste anche la manualità e la maestria delle “Fisarmoniche del Monviso”, capaci come pochi a “impastare” i tasti delle loro “fise”, per creare atmosfere d’antan.
Non poteva mancare nemmeno un tributo ai sapori roerini, che infatti, troveranno forma nella convivialità popolare propiziata dai piatti proposti dalle Pro loco del Roero, accompagnati dalla degustazione di vini dei produttori vitivinicoli di Monteu Roero. A concludere la serata, intorno alle 24, il gran canto finale con “pupe ’d monia” e vino Birbèt offerti dall’Enoteca regionale del Roero e dai produttori vitivinicoli del Roero.
Poi non resterà che attendere che la natura faccia il proprio corso e fornisca presto rigogliosi motivi per festeggiare una terra, la sua gente e il frutto del loro lavoro.

Raffaele Viglione

Le generazioni de Le Macabre

17 giugno 2008

Bra

È fatta, Le macabre ha definitivamente chiuso la sua trentennale storia. La grotta dalle inossidabili stalattiti ha chiuso per sempre e potrà essere riaperta solo da uno speleologo che si addentrerà nella memoria. Già, perché Le macabre ha significato tanto per questa città, ha unito delle persone nel nome della musica e del divertimento, le ha rese partecipi di qualcosa. Soprattutto, insieme a Irma, ha creato uno storico trait d’union, tra genitori e figli, alla ricerca di divertimento nei medesimi posti. Abbiamo provato a raccogliere alcune testimonianze di quello che il locale ha significato per tante persone. Partendo dai 24 anni fino ad arrivare ai 49: una sola cosa in comune, l’aver passato del tempo tra le pareti della grotta.

Federico Rosa

Laura Mollo 24 anni, Cinzano

«Le macabre racchiude per me i ricordi di dieci anni di vita, dato che la prima volta che ci sono andata avevo 14 anni. Appassionarsi al Macabre è stato inevitabile, poiché era l’unico locale della zona che ti permettesse di ballare la musica che non si poteva ascoltare altrove (Cure, Clash, Depeche Mode, Smiths, ecc.) e vedere concerti interessanti (Mambassa e Subsonica, solo per citarne due). Durante gli innumerevoli venerdì passati lì dentro, ho conosciuto molte persone interessanti e rinsaldato vecchie amicizie. La cosa che mi ha sempre affascinato del Macabre era il fatto che potevi non andarci per mesi, ma quando tornavi ti sentivi sempre un po’ come a casa, in un’atmosfera familiare, intima, unica. Andare prima a mangiare da “Irma” e poi fare “quattro salti al Macabre” era una specie di rito, una bella tradizione da conservare e mantenere, nonostante le vite mie e dei miei amici cambiassero e si evolvessero. Mi sono sempre divertita a cercare di convincere i miei compagni universitari torinesi (convinti della supremazia della vita notturna della loro città) dell’unicità e particolarità di questo locale. Ed effettivamente, quando sono venuti, ne sono rimasti affascinati e incuriositi. Mi spiace che il Macabre chiuda, poiché ho molti bei ricordi legati a questo posto e mi sarebbe piaciuto continuare a cercare di convincere nuove persone a venire a Bra per andare a ballare nel locale più storico della città».

Anna Ravina, 30 anni di Savigliano

«Tutte le cose hanno un inizio e una fine. Questo si sa. Ma quando le esperienze che terminano sono uniche nel loro genere, allora sì che si può parlare di vero “peccato”, inteso nella sua duplice accezione: “Ci dispiace” e “Non si deve fare”. Ci dispiace, tanto, che il Macabre muoia a 35 anni. Troppo giovane! Non si doveva… chiudere. Non per chi ama la musica di “un certo tipo” e abita in provincia di Cuneo. E in ciò sta la radice del vero peccato: la mancanza di alternative in un’intera provincia per chi, come me, rifugge dal commerciale e dal “preconfezionato”. Nei tre giorni di festa per la chiusura eravamo tutti lì, attoniti, sbigottiti, commossi e anche un po’ arrabbiati. Ci guardavamo l’un l’altro chiedendoci dove ci si sarebbe incontrati prossimamente e che cosa si sarebbe ballato. Grandi punti interrogativi! Le macabre era un locale unico nel suo genere, molto più di una semplice discoteca. Ci mancherà questa grotta maleodorante e sudaticcia, ma carica di umanità e innovazione. Fa proprio male al cuore!».

Patrizia Scarzello, 40 anni di Bra

«Malgrado permessi di libera uscita che per voi giovani sembrano antidiluviani, tipo la domenica pomeriggio o i sabato e le domeniche sera con rientro coatto a mezzanotte, per me e altri miei amici, allora il Macabre è stato una vera e propria istituzione. Locale che adesso definireste di nicchia, perché preferito a enormi e caotici “contenitori”, tipo gli allora frequentatissimi Altromondo di Alba, o lo stesso Diamant di Bra. Le macabre era un qualcosa che usciva dalla realtà di un piccolo nucleo come Bra. Era varcare la soglia della sorpresa e del mistero, ritrovandosi in un locale piccolo, ma particolarissimo, ad ascoltare ottima musica, avvolti da effetti di luce “magici”. Era trasgressivo, ma allo stesso modo raffinato, alternativo e accogliente. Un posto dove si poteva vivere la nostra gioia e spensierata allegria. In questi tre giorni dedicati alla chiusura non ho resistito alla tentazione di rivarcare la soglia della grotta: il pensiero della chiusura definitiva ha fatto sentire il suo peso, come quello dei ricordi legati al locale. Che peccato: sono sempre i migliori che se ne vanno».

Gramellini presenta i suoi “Cuori allo specchio” a La Morra

13 giugno 2008

La Morra

Di un doppio evento sarà protagonista l’azienda vitivinicola Rocche Costamagna il 15 giugno.
Alle 17,30 Massimo Gramellini, ospite della struttura, presenterà al pubblico l’ultima fatica letteraria, Cuori allo specchio, raccolta di storie d’amore in cerca di risposte tratte dell’omonima rubrica che il vicedirettore de La stampa cura dal 1998. Il giornalista è notissimo al pubblico come arguto commentatore dei fatti e delle vicende italiane nel suo Buongiorno.
L’evento sarà anche l’occasione, per “Rocche Costamagna”, per far conoscere Osé, il nuovo vino rosato da vitigno Nebbiolo che arricchisce la gamma dell’azienda lamorrese.
E nel contempo saranno presentate al pubblico le Art suites, quattro camere dedicate all’ospitalità, ideate a seguito del restauro dell’antica casa sovrastante la cantina storica.
Le suite sono impreziosite da oggetti, arredi artistici e opere pittoriche di Claudia Ferraresi.
L’azienda “Rocche Costamagna”, che ha sede in via Vittorio Emanuele, è tra le più antiche case vitivinicole della zona di produzione del Barolo. Guidata da Claudia Ferraresi e dal figlio Alessandro Locatelli, appartiene da sette generazioni alla stessa famiglia.
I locali dell’azienda sono anche sede della Ca dj’amis, associazione culturale che vanta un’attività trentennale, e della biblioteca enogastronomica “Libri da gustare” che raccoglie circa tremila volumi dedicati a enogastronomia, arte, tradizioni e territorio. e.b.

“Volume summer”, atto secondo

9 giugno 2008

Bra

Torna il rock e le chitarre. No, non stiamo parlando dell’ “Heineken Jammin Festival”, ma della seconda edizione del “Volume Summer Festival”, la manifestazione dedicata alla musica di qualità proveniente da tutto il Piemonte.
Sabato 14 giugno, a partire dalle 21,30, presso l’hockey club braidese (in viale Madonna dei Fiori 49) saranno padrone le sette note, che riscalderanno la serata. I grandi protagonisti della manifestazione saranno i Perturbazione, gruppo rock-pop di Rivoli, con all’attivo quattro album, che per l’occasione presenterà una nuova versione dei brani, presentandoli in chiave unplugged (ovvero in modo acustico). Il gruppo spazia su sonorità soffici e delicate, che creano un sofisticato amalgama tra la canzone melodica italiana e la tradizione cantautorale cara a De Andrè. Prima di loro, si avvicenderanno sul palco alcune delle più interessanti realtà emergenti in circolazione. Apriranno la serata gli Armstrong, autori di un convincente dreampop che ricorda alcune delle migliori shoegazer britanniche. A seguire l’indie-pop dei Did, capitanati dal dj della crew Esplosiva, Guido Savini. Spazio poi a sonorità più elettroniche portate in scena dai cuneesi Running Woman Idea. E infine Aththebusstop, cantautore bolognese dal grande talento, che spazia su sonorità folk in bilico tra Cat Stevens e Nick Drake. Dopo i concerti, saliranno in cattedra, pardon alla consolle, i dj dello Xanax Party, nome di punta dell’indie sotto la Mole Per tutto l’inverno hanno fatto ballare i Murazzi di Torino nel loro mix di generi che parte dai Daft Punk, attraversa la scena indie tipo gli Strokes e conclude in bellezza con il nu-rave dei Klaxons, un’occasione imperdibile per tutti coloro che sono alla ricerca di nuove sfumature musicali. L’ingresso è gratuito. L’evento è organizzato dall’associazione culturale braidese “Artz” in collaborazione con la Provincia di Cuneo, il Comune di Bra, la Fondazione Teatro Politeama e con il supporto del Credito Cooperativo di Cherasco e dei “media partner” Rockerilla e Rumore. Per maggiori informazioni è possibile contattare il seguente numero telefonico 349.7548669, oppure visitare il sito www.myspace.com/volumesummerfestival .

Federico Rosa