Archive for the ‘Bra’ Category

La Confartigianato di Bra fa festa con i suoi associati

20 ottobre 2008

Bra

Due giorni per celebrare il forte legame fra gli artigiani e la loro associazione: la Confartigianato zonale si sta preparando per la tradizionale manifestazione che come ogni anno vedrà la premiazione di numerosi associati, oltre a vari momenti conviviali.
Bra torna a rendere omaggio agli artigiani e lo fa con un primo momento celebrativo e di intrattenimento che avrà luogo venerdì 24 ottobre nel palazzetto dello sport di viale Risorgimento dove, alle 21, inizierà il concerto-spettacolo dell’orchestra di Franco Bagutti.
L’ingresso sarà consentito fino ad esaurimento posti.
La festa entrerà nel vivo domenica 26, nella sala conferenze “Montà” dell’hotel Cavalieri, dove al cospetto delle autorità civili, militari e di categoria saranno premiate venti ditte artigiane della zona.
A ricevere il riconoscimento saranno quattro imprese braidesi, Antonio Filippone, Ezio Avalle, Bartolomeo Maccagno e “Motorcycle” di Giuseppe Cugnolio & c; due cheraschesi, il colorificio “Val Tanaro” di Burdisso & c e “Gariano e Panero” snc; due narzolesi, Lorenzo Gatti ed Elena Olivero; due di Sommariva del Bosco, Mario Teresio Cane e Luigino De Boni; due di Sanfrè, Antonio Dellarocca e Luciano Bonino; due di Pocapaglia, “Mattis e Capriolo” snc e carrozzeria “Rosso e Battaglino” snc; “Albalanga” di Liliana Destefanis” di Ceresole; autocarrozzeria Bartolomeo Zorgnotti di Cervere; Giovanni Oberto di La Morra; “Cme” snc di Francesco Graglia & c di Santa Vittoria; “Cs” di “Cornero e Orsetti” snc di Sommariva Perno; “Lm” di Massimo Lusso di Verduno.
Nell’occasione saranno consegnati anche tre riconoscimenti speciali: due “Artigiandor”, riservati a chi si è distinto per particolari meriti a favore della comunità e del mondo artigiano, che premieranno l’impegno di Giuseppe Manassero, responsabile dell’Ufficio manifestazioni del Comune di Bra, e di Giorgio Rolfo, presidente onorario del gruppo industriale “Rolfo” spa, e il premio “Artigiani senza confini”, destinato a chi ha contribuito a far conoscere i manufatti e la professionalità del comparto nel mondo, attribuito al produttore vitivinicolo Gianni Gagliardo, originario di Monticello, la cui azienda omonima ha sede a Serra dei Turchi di La Morra.
Seguiranno il pranzo sociale nel ristorante dell’albergo e un pomeriggio di festa all’insegna della buona musica.
«La nostra festa», dice il presidente della zona di Bra di Confartigianato, Giacomo Pirra, «è diventata una preziosa occasione non solo per ringraziare i colleghi che, con dedizione e senso del dovere, hanno dato un grande contributo allo sviluppo sociale ed economico di questa area geografica, ma anche per dimostrare a quanti interverranno la coesione che nel corso degli anni ha sempre caratterizzato l’associazione».
Per avere maggiori informazioni, si può contattare la segreteria di zona di Confartigianato, in piazza Giovanni Arpino 35 (tel. 0172-429611, fax 0172-429612).

Disabili alleati per eliminare le barriere architettoniche

13 ottobre 2008

Bra

A volte cambiare prospettiva aiuta e serve, se non a risolvere i problemi, ad alleviarli.
È all’incirca la conclusione del botta e risposta, in alcuni occasioni al limite dello scontro, che ha visto protagonisti nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale e alcune associazioni di volontariato.
Per riprendere il bandolo della matassa occorre tornare agli inizi di settembre quando, in una lettera aperta inviata al Sindaco, alcuni gruppi che lavorano a favore dei disabili hanno segnalato «il grave disagio che troviamo nel percorrere le vie della città».
Barriere architettoniche non abbattute, anzi realizzate ex novo in caso di ristrutturazioni, posteggi per disabili carenti, scomodi e usati da quanti godono di ottima salute: queste le principali recriminazioni rivolte al primo cittadino.
Nessuna risposta ufficiale è arrivata, spiegano i firmatari della missiva, se non certe dichiarazioni di alcuni assessori che non sono andate giù.
Bene. Si cambia registro.
«Inutile generare bisticci, scaramucce, contrasti», spiega Giancarlo Burdese, presidente dell’associazione “Ruota amica”, emanazione del Rotary club Bra. «Noi sappiamo cosa sono le barriere architettoniche, perché con esse dobbiamo fare i conti tutti i giorni. Un gradino da superare, un edificio pubblico senza uno scivolo d’accesso, una palina nel bel mezzo di un marciapiede sono barriere per i disabili, ma anche per una mamma con un passeggino, per un anziano, per un giovane che si è rotto una gamba. Consapevoli di cos’è una barriera architettonica e spesso anche di come fare per eliminare quel problema, abbiamo pensato di dare una mano all’Amministrazione civica, cercando forme di collaborazione».
Lo strumento attraverso cui giungere a questo risultato si chiama Oba (Osservatorio barriere architettoniche) ed è un gruppo di lavoro costituito da alcuni sodalizi attivi sul territorio (oltre a “Ruota amica”, Utim, Vism e “Sportiamo”) domenica 5 ottobre, sesta Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Il sodalizio è presieduto da Roberto Casetta.
Secondo in provincia di Cuneo dopo quello di Fossano avviato qualche anno fa e che ha già ottenuto lusinghieri risultati (un esponente del gruppo fossanese, per esempio, siede nella Commissione edilizia ed esprime il proprio parere sui progetti che essa valuta, guardando appunto alle barriere da abbattere), l’Oba di Bra si propone di avviare un’intensa attività finalizzata all’eliminazione delle barriere: quelle concrete, poste sulla strada dei disabili, e quelle culturali, che non consentono una piena integrazione ai portatori di handicap.
Tutto questo, per dirla con le parole dei promotori dell’iniziativa, «nell’ottica di una sempre più stretta collaborazione tra Amministrazione e cittadinanza attiva la quale intende responsabilmente farsi carico di problematiche di interesse generale e contribuire alla loro soluzione, consapevole che il miglioramento della qualità della vita passa attraverso la responsabilizzazione del singolo nell’interesse della collettività».

Strada Belvedere impercorribile, ma a qualcuno va bene così

13 ottobre 2008

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Legambiente ha denunciato, con una lettera all’Amministrazione e ai giornali, lo stato di profondo degrado in cui versa strada Belvedere, nota anche come strada “Tiraculo”.
Mi sono sentito toccato da quella segnalazione in quanto, come volontario della Protezione civile, avevo partecipato alcuni anni fa alla pulizia della strada o, meglio, all’avvio dei lavori di pulizia.
Ricordo che il buon Mario Garino, allora presidente del Comitato di frazione San Michele, aveva scritto ai volontari del gruppo civico di Protezione civile chiedendo di occuparsi della pulizia e affermando che avrebbero fatto un servizio alla città rendendo praticabile una strada chiusa da anni.
Come volontari pensionati, sempre dotati di senso civico, avevamo iniziato la pulizia e ricordo ancora perfettamente l’entusiasmo all’avvio dei lavori.
Poco dopo, però, tornò tutto affannato a trovarci e, chiedendo mille volte scusa, ci disse di sospendere i lavori, poiché c’erano dei problemi. «Si vedrà in seguito cosa fare», ci disse.
Noi sospendemmo subito tutto, ma ci rendemmo conto, trovando nella strada erba tagliata e riportata, che ai vicini della strada faceva comodo così, anche perché così non c’era il passaggio di gente che insudicia tutto e sparge chissà cos’altro, se la strada è poco frequentata e poco illuminata.
Legambiente forse non conosceva questi problemi e non ha scoperto nulla di nuovo, poiché ci sono come minimo altre tre strade o sentieri che versano nella stessa situazione in zona: per metà via Piroletto, il collegamento di via Serra con via Sant’Ignazio ostruito da un portone arrugginito in ferro, il sentiero che da via Fossaretto sale alla Zizzola.
Legambiente e il sito del Partito democratico braidese (che denuncia il fatto) sanno che qualche abitante vicino a strada Belvedere o “Tiraculo” forse potrebbe non essere contento della pulizia della comoda discarica? La cosa che mi dispiace di più è che l’amico Garino non sia più tra noi per dire chi, allora, aveva fermato i lavori, ma, soprattutto, che non ci sia più un amico che si dava molto da fare per al sua frazione e la città.
Per le persone come lui spero di esserci ancora per ripulire le strade indicate. Ma… occorre fare presto: ho molti acciacchi e tanti anni e, se non ci mettono la politica di mezzo, lo farò più volentieri. Grazie.

Il “totosindaco” e quelli che parlano delle pagliuzze altrui

6 ottobre 2008

Indiciamo un concorso fra i lettori, affinché ci suggeriscano gli aggettivi più consoni per definire gli atteggiamenti “giornalistici” su cui ci stiamo per soffermare. A noi, in quanto dotati di un vocabolario troppo povero (e grezzo), ne verrebbero alla mente alcuni, però non sono pubblicabili.
Da tempo si parla delle possibili candidature per le elezioni amministrative del 2009 (tra sei mesi), le consultazioni popolari più sentite e coinvolgenti per la gente, visto che si tratterà di scegliere fra persone che di norma si incontrano ogni giorno per la via, incaricate di gestire gli affari terra-terra dei cittadini.
Nel variegato mondo dell’informazione (?) locale, ci sono alcuni che scrivono un’articolessa (dicesi tale un pezzo decisamente troppo lungo, rispetto al messaggio che si vuole esprimere), nel quale iniziano dicendo che loro, essendo seri (?), non daranno spazio al “totosindaco”. Dopo di che i nove decimi del testo servono a elencare tutti i nomi già riportati da altri giornali come possibili candidati… Da premio “Pulitzer”.
Altri, in genere intellettuali sedicenti (o, meglio, secredenti) punte di diamante dell’intellighentia locale, sparano a zero contro le testate concorrenti, ribabendo che è piuttosto stupidotto rincorrere le anticipazioni sui possibili aspiranti sindaci, cioè esattamente la notizia sulla quale aveva aperto la prima pagina sette giorni prima il loro giornale.
Non paghi, aggiungono che certe “sparate” sono disperati tentativi dovuti a crisi di copie e di idee. Evangelicamente, costoro additano la pagliuzza nell’occhio altrui e dimenticano le travi con cui hanno a che fare. Poverini.

Claudio Puppione

Slow Food taglia quota 100.000 soci nel mondo

6 ottobre 2008

Bra

A ventidue anni dalla fondazione (come evoluzione di Arcigola), Slow Food ha raggiunto quota centomila soci: sparse nel mondo intero, tante sono le persone iscritte all’associazione fondata da Carlo Petrini a Bra. “Braoggi” gli ha rivolto qualche domanda  per conoscere meglio il guru planetario.

Sono seduta al bar, nel mio angolo preferito, e mi godo un caffè, quando entra Carlin Petrini, il quale saluta gli amici, si siede anche lui nell’angolino preferito, ordina, apre un giornale e inizia a leggere.
È un momento di meritato relax per lui, così pieno di impegni: come posso pensare di disturbarlo per una mini-intervista?
Ma non ci penso su, mi alzo e gli chiedo: Scusa, puoi rispondere a tre, solo a tre, brevi domande?
Petrini mi sorride: «Sì, ma soltanto a tre!».
D’accordo. La prima è: qual è la cosa che ti irrita di più durante una cena?
«Quando si alzano per fumare e abbandonano la tavola. Non sanno resistere e lasciano soli gli altri commensali».
Tra tanti contatti con persone, le più disparate, qual è stato il più drammatico e quale il più gratificante?
«Il più drammatico quando, in India, in una regione grande come l’Italia, sono venuto a conoscenza del fatto che intere comunità di contadini, ben ventimila ogni anno, si suicidano perché non riescono a pagare i fertilizzanti e i prodotti chimici».
Come ventimila? Guarda che lo scrivo…
«Hai capito bene, ventimila contadini ogni anno».
E l’incontro più gratificante? Non è stato quello con Carlo d’Inghilterra?
Non mi risponde subito, ci pensa su e poi mi dice: «Il più gratificante è ritrovare nei vari centri Slow Food persone semplici con le quali stabilisco un’amicizia sincera e duratura».

Fiorella Avalle Nemolis

La tangenziale di Bra presto completata: 3 milioni di spesa

29 settembre 2008

Bra

Con la pubblicazione, avvenuta sul finire della scorsa settimana, del bando di gara per il suo completamento, si è mette un paletto vincolante sulla conclusione dei lavori della tangenziale, un’opera attesa con apprensione dai cittadini e amministratori.
«La pubblicazione del bando», commenta l’assessore comunale alla viabilità, Roberto Russo, « è motivo di soddisfazione per tutti noi, in particolar modo per me e per il consigliere regionale Franco Guida, perché da tempo facciamo opera di pressione sul Compartimento torinese dell’Anas e abbiamo seguito tutto l’iter progettuale e amministrativo».
«Con il completamento della tangenziale, la cui gara sarà di portata europea, vista l’entità del progetto da circa 3.000.000 di euro», continua l’Assessore, «si collegheranno Bandito e la frazione cheraschese di Bricco. Soprattutto, si darà alla città della Zizzola un collegamento diretto con le due autostrade, l’Asti-Cuneo e la Torino-Savona. L’opera contribuirà anche alla riduzione del traffico sulle arterie cittadine, convogliando specialmente i mezzi pesanti sulla tangenziale».
«Nei prossimi giorni», conclude Russo, «chiederemo un nuovo incontro con i dirigenti piemontesi dell’Anas per conoscere nel dettaglio i particolari dei lavori che, comunque, dovrebbero cominciare nell’arco di qualche mese».

Sindaco di Bra, spunta il nome di Dogliani

22 settembre 2008

Bra

La battaglia per la conquista del municipio sta per infuriare, ma al momento si odono solo i primi colpi di artiglieria sullo sfondo. La prima linea è lontana. Eppure è prevedibile che a breve lo scontro per la designazione dei candidati assuma una rilevanza pubblica, nel caso del Pd anche attraverso eventuali primarie.
“Braoggi” ha già più volte segnalato come paia profilarsi la sfida fra Camillo Scimone (se si ricandiderà) o Gianni Comoglio per la maggioranza uscente e Biagio Conterno oppure Bruna Sibille per l’attuale opposizione, condannata a essere tale nel 2004 dallo scarto di poche decine di voti del ballottaggio.
Questo scenario presuppone la cristallizzazione dei blocchi politici che si confrontano da quasi sempre sotto la Zizzola, salvo il periodo dell’ultima Amministrazione civica capeggiata da Franco Guida, caratterizzata da una sorta di “unità nazionale” che per un lustro legò gli ex democristiani di “Progetto Bra” e gli ex comunisti, mettendo in un angolo Forza Italia. Ma la comunanza d’intenti durò lo spazio di una legislatura e poi si tornò allo scontro aperto, con la lista civica di maggioranza relativa di nuovo alleata agli azzurri, nel frattempo strutturatisi un po’ meglio come forza politica territoriale.
La logica e la situazione regionale e nazionale, caratterizzata oggi dal violento corpo a corpo verbale fra Pdl e Pd, vorrebbero che le coalizioni restino immutate anche sotto la Zizzola. Però…
Però Bra è da sempre un “laboratorio politico” e chissà che, in vista della primavera 2009, tiri fuori dal cappello magico qualche sorpresa.
In città c’è chi sussurra un nome intorno al quale potrebbe incardinarsi un nuovo sistema amministrativo. Fra molti “se” e tantissimi “ma”, si mormora su Domenico Dogliani. L’“ambasciatore” della “Ferrero” presso i palazzi romani e pure presso l’Unione europea, citato ad esempio da “Panorama” quale “potere forte” capace di far cambiare linea al precedente Governo in merito al regime fiscale applicato al cacao, potrebbe essere tentato dall’idea di proporsi per la guida della città. Del resto il suo impegno in campo sociale (Croce rossa su tutti) è datato di anni, così come il suo appoggio concreto ad alcuni grandi progetti del Comune.
Uno di essi, quello per la ristrutturazione e il potenziamento del palazzetto dello sport, è in dirittura d’arrivo grazie soprattutto a lui.
E Dogliani è il massimo “sponsor” degli sforzi mirati all’eliminazione del passaggio a livello. Qualcuno è sicuro che, da sindaco, egli non avrebbe problemi a far arrivare a Bra i finanziamenti necessari. Inoltre disporrebbe dell’appoggio dei “poteri forti” locali, quelli imprenditoriali in particolare.
Insomma, una sua eventuale discesa in campo sarebbe accompagnata dai favori del pronostico e scompaginerebbe i giochi partitici, attirando la positiva attenzione anche di quelli che dei politici, anche di quelli locali, non ne possono proprio più. Però…
L’altro “però” è legato alla constatazione che un candidato alla principale poltrona del municipio dovrà comunque essere sostenuto da una serie di liste. Ci sarebbe senz’altro una “lista del Sindaco”, ma… quale parte politica si aggregherebbe? Dogliani non fa mistero di nutrire riserve nei confronti del centro-destra nazionale, d’altro canto non è certo un “holigaan” della sinistra. E allora riecco tornare in ballo il richiamo al “laboratorio politico braidese”: chissà che, dietro al nome di Dogliani, tornino a collaborare alcuni degli ex alleati del mandato 1999-2004.
Pezzi da 90 di “Progetto Bra”, Comoglio ad esempio, hanno promesso che non avrebbero mai più lavorato accanto a Bruna Sibille? Beh, in politica cambiare idea non è difficile, né fonte di vergogna.
Tutto ciò non tiene conto del ruolo che potrebbe svolgere un braidese che ultimamente ha acquisito un certo qual potere: Michelino Davico.

Claudio Puppione

Da Bra, verso “X factor” e Sanremo

22 settembre 2008

Bra

Quando le hanno chiamate per comunicare loro che la sera successiva avrebbero dovuto presentarsi a Fiuggi per le finali del “Cantagiro”, stentavano a crederci. Pensavano che l’iscrizione alla celebre gara canora si fosse persa in qualche cassetto. Invece il loro brano “Che spettacolo” era stato inserito direttamente tra quelli in semifinale.
Così in men che non si dica hanno finito di cucire i costumi di scena e sono partite. Di lì a conquistare il primo gradino del podio della sezione inediti è stato un attimo. Da non rendersene conto…
E dall’11 settembre le proposte fioccano: produttori ed etichette discografiche che chiedono di conoscere il progetto, richieste di partecipazione ai provini per le prossime edizioni di “X-Factor” e di “Sanremo giovani” e così via.
Stanno valutando i contatti senza lasciarsi andare a entusiasmi che potrebbero offuscare la mèta. Ma il sogno delle sorelle Racca, Anita, 21 anni, Letizia, 26, e Virginia, 28, originarie di Bra (mamma Giusi Sciarpa è infermiera al “Santo Spirito”, papà Franco è pensionato “Teksid” e da poco si sono trasferiti a Sommariva Perno) è realtà. Tutte tre hanno studiato musica, ciascuna suona uno strumento (Virginia il piano, Anita il violino, Letizia il flauto traverso), di recente hanno scelto di unirsi prima come “Red black mania” facendo animazione con “cover” nei locali, oggi come “Yavanna”.
Si presentano vestite da elfi (con tanto di orecchie “a tema”) e propongono brani scritti e arrangiati da Anita, un “fantasy” con molte influenze e altrettanti personalismi che ha conquistato il “Cantagiro” per le sonorità e per le atmosfere che sa creare e che promette bene per il futuro.

Elisa Broccardo

Annalisa e Lina hanno lottato insieme contro la sclerosi

15 settembre 2008

Bra

I fiori di serra sono bellissimi, ma non così fragili come la gente pensa.
Si possono adattare a situazioni estreme, reagiscono se non sono coltivati con cura e, se si ammalano, prima di cedere alla morte lottano per vivere con fierezza fino all’ultimo istante.
Annalisa Ternavasio e Lina Rolli sono state donne paragonabili a questi fiori, tutte e due sono scomparse a causa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla).
Entrambe hanno dato la dimostrazione di saper affrontare un’esperienza durissima come quella provocata da questa malattia neurologica della quale pochi conoscono il nome, nessuno la causa.
La Sla colpisce uomini e donne adulti che spesso non ricevono terapie adeguate. Solo con una conoscenza approfondita si può prospettare un sostegno concreto ai malati e alle loro famiglie.
Come hanno affrontato, le due braidesi la progressiva sofferenza provocata dalla Sla? In un modo che fa onore alla loro intelligenza. A entrambe la natura aveva concesso una bellezza che neanche la malattia è riuscita a offuscare, unita a sobrietà di pensiero e di comportamento. Entrambe persone riservate, quando è venuto il momento di fare fronte comune contro la malattia hanno messo da parte il naturale riserbo per aiutarsi a vicenda.
«Lina era in una fase della patologia più avanzata, quando Annalisa, che ancora era in discrete condizioni, ne venne a conoscenza. Volle subito conoscerla», racconta Giancarlo Burdese, marito di Annalisa. «Fu l’inizio di un legame di amicizia così intenso e ricambiato da coinvolgere entrambe le famiglie. Al primo incontro Annalisa era desiderosa di conoscere meglio il male che le accomunava, era umanissimo il suo voler cogliere in Lina le fasi della progressione della malattia, per poter meglio affrontare poi gli stessi problemi. Ma la sintonia che si creò fra loro due pose fine a questa osservazione, quando la confidenza aumentò, e un affetto profondo ormai le univa, proseguirono di pari passo nella costruzione delle difese necessarie a impedire di essere travolte dalla Sla».
«Al primo incontro ne seguirono altri», ricorda Enrico Elia, marito di Lina, «mia moglie aveva già perso l’uso della parola, si alimentava con la Peg ed era scesa di peso, ma Annalisa cercava di trasmettere a Lina la sua ancor forte voglia di vivere, la spronava a tener duro, la esortava: “Adesso tu ed io non siamo più sole, siamo in due e ci dobbiamo fare forza… non essere triste, vedrai che magari con qualche nuova medicina possiamo farcela. Torno a trovarti presto, così ci aiutiamo a fare un pezzo di strada insieme”».
Lina si sforzava di non evidenziare la sua sofferenza quando era con Annalisa, voleva apparire non troppo provata, per rincuorarla. Con l’avanzare della malattia, entrambe rifiutarono l’accanimento terapeutico, ogni azione di carattere invasivo: entrambe hanno dimostrato con i fatti la loro natura di donne determinate a salvaguardare il principio della “dignità della persona”. v.a.

Il Sindaco Scimone: “Non so se lascio”

15 settembre 2008

Bra

Pronti, via. Nei meandri degli ambienti politici la partita è iniziata e le prime pedine iniziano a muoversi in vista della sfida elettorale che riguarderà la Provincia e alcune tra le principali città della Granda, come quella della Zizzola.
Così, mentre il leit-motiv delle dichiarazioni rilasciate ai microfoni non va oltre un pilatesco «I tempi non sono ancora maturi», le parti politiche si incontrano, discutono, organizzano e propongono nomi. È evidente guardando ai movimenti ai quali si assiste in quegli avamposti della politica attiva (ma pur sempre poltrone di emanazione partica) che forniscono segnali interessanti. Tra questi, ma non certo il solo, collochiamo le dimissioni rassegnate da Franco Guida dalla presidenza della Società trattamento rifiuti, come spieghiamo in prima pagina.
Sono proprio questi movimenti a dare i primi segnali di una campagna elettorale alle porte e che a Bra pare già essere entrata nel vivo con il moltiplicarsi di nomi di possibili candidati per l’una e per l’altra parte politica.
Il centro-destra attende di conoscere le decisioni del sindaco, Camillo Scimone, circa l’intenzione o meno di tornarsi a candidare. «Scioglierò questo nodo a breve», dichiara il diretto interessato, mettendo sul piatto della bilancia gli elementi a favore («L’amore per la mia città della quale continuerei comunque a occuparmi anche se non dovessi più accettare questo incarico, e il desiderio di continuare un’esperienza iniziata quattro anni fa») e, tra i contro, «il fatto che essere primo cittadino è un ruolo assai impegnativo che prende tempo alla famiglia, agli hobby e che va portato avanti per cinque anni: il secondo mandato si concluderà quando non sarò più giovanissimo».
In sostanza, a differenza di quanto sostenuto da alcuni, la scelta è ancora da compiere considerando anche che la rinuncia a un secondo mandato va presentata in modo adeguato, così che non possa rischiare di assumere le sembianze di una parziale sconfitta. Cosa, questa, che danneggerebbe l’orgoglio del singolo e il desiderio di vittoria del gruppo di cui fa parte.
In attesa di conoscere le decisioni del sindaco attuale, nel centro-destra si vociferano i nomi di altri “papabili” e, accanto a quello del vicesindaco, Gianni Comoglio, spunta quello dell’assessore Roberto Russo. Il Coordinamento braidese del Popolo della libertà, che si costituirà il 22 settembre, sarà chiamato a discutere anche di questo.
Dal centro-sinistra si risponde con il nome di Biagio Conterno il più “gettonato” nei pour parler degli ultimi giorni, il quale afferma d’essere «lusingato della considerazione», ma precisa anche che «i tempi sono prematuri, altri nel centro-sinistra sono candidabili, le primarie decideranno il candidato sindaco del Partito democratico». E se poi la scelta dovesse cadere su di lui? «Dovrei pensarci in modo molto approfondito perché non coinvolgerebbe solo me, ma anche quanti mi sono vicini. È una decisione che va assunta a ragion veduta».
Nel contempo c’è chi è pronto a scommettere che Bruna Sibille stia già predisponendo la sua strategia, seppur nella penombra, come si conviene alle “carte” di maggior prestigio, che sono sempre le ultime a scendere dal mazzo.
E in quel caso potrebbe tirare aria di rivincita.

Elisa Broccardo

Antenna di trenta metri: «No alla torre Eiffel!»

9 settembre 2008

Bra

La newsletter dell’Ulivo In mezzo a Bra sabato scorso ha riportato il seguente commento.

Il Partito democratico non ha mai cavalcato il malcontento contro le antenne per la telefonia mobile.
Quando negli anni scorsi esponenti dei partiti che lo hanno costituito hanno ricoperto a Bra responsabilità di governo, questi si sono adoperati per costruire un regolamento che contemperasse le esigenze del servizio di telefonia mobile con le necessarie garanzie per la salute dei cittadini.
Purtroppo le norme approvate per la nostra città sono state cassate dalla legge “Gasparri”, che ha tolto qualsiasi ruolo all’ente locale nella regolamentazione delle antenne.
Questo per mettere le mani avanti, contro chi eventualmente ci dovesse accusare di dire sempre “no”.
Ma esprimiamo il più totale dissenso contro l’installazione di una mega-antenna in uno dei più frequentati ingressi della nostra città, la salita degli Orti, per migliorare il quale l’Amministrazione precedente si era concretamente impegnata, coprendo a verde il muraglione della ferrovia.
Adesso invece nel terreno delle Ferrovie, in cima alla salita, è in corso di installazione un’antenna di trenta metri di altezza, tale da risaltare nel paesaggio, neanche fosse la “Tour Eiffel” cittadina.
Qui si tratta evidentemente di un problema di decoro e di bellezza della nostra città, in uno dei luoghi attraversati da quasi tutti i turisti che arrivano o partono per le Langhe: non s’ha da fare, siamo disponibili a discutere insieme un altro sito, ma lì proprio no.
E ci viene il sospetto che un atteggiamento tanto benevolo del Comune verso le Ferrovie (perché l’affitto di un terreno inutilizzato per un’antenna di tali dimensioni è di certo un buonissimo affare) possa essere la contropartita per l’accordo trovato di recente, in merito all’affitto al Comune di Bra da parte delle Fs della scarpata poco più avanti, quella che si vuole coprire per costruire il parcheggio.

Fine settimana con artisti di strada e madonnari da tutto il mondo!

9 settembre 2008

Bra

Statue viventi, mangiafuoco, mangiaspade, trampolieri e clown: nel prossimo fine settimana saranno loro gli assoluti protagonisti della quarta edizione di “Di strada in strada”, festival internazionale degli artisti di strada. Alle 21 di venerdì 12 settembre un grande spettacolo inaugurerà la rassegna con le caratteristiche marching band, i musici in movimento che inizieranno a registrare gli strumenti per la colonna sonora dei tre giorni di manifestazione.
Dal pomeriggio di sabato 13 settembre tutti gli angoli del centro storico ospiteranno oltre cinquanta performance di artisti che raccoglieranno offerte “a cappello” secondo la tradizione.
Dalle 16 e sino a mezzanotte nelle vie e nelle piazze saranno centocinquanta gli artisti (oltre all’Italia saranno rappresentate Spagna, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Germania, Croazia, Russia, Irlanda, Kenya, Argentina, Brasile, Giappone e Cambogia) che metteranno in mostra le loro abilità: mimi, clown, trampolieri e giocolieri daranno la possibilità anche al pubblico di diventare involontario protagonista di divertenti sketch, in un gioco di ruoli che avrà l’allegria e la voglia di stare insieme come collante.
Con il calare delle tenebre la città si animerà di strani e curiosi personaggi, dei quali sarà divertente intuire gli impercettibili movimenti del viso: sono le statue viventi della rambla di Barcellona che ancora una volta arriveranno dalla Catalogna per far rivivere a Bra l’incredibile atmosfera della più celebre passeggiata del mondo.
Ma la serata di sabato riserverà ulteriori sorprese, con una doppia rappresentazione nel cortile di palazzo “Traversa” dedicata al teatro del premio “Nobel Dario Fo”. I “Servi di scena” proporranno due suoi atti unici, dal titolo “Gli imbianchini non hanno ricordi” e “Non tutti i ladri vengono per nuocere”.
L’ingresso sarà libero.
L’ultimo giorno dell’evento, domenica 14, gli artisti saranno nelle vie e nelle piazze dalle 16 alle 20, con l’aggiunta di due tra le categorie più amate dell’arte di strada: i cantastorie e i madonnari. I primi hanno accolto ancora una volta l’invito di Bra a tenere in Piemonte il raduno nazionale e daranno la possibilità di ascoltare note e vicende narrate con l’accompagnamento di una chitarra o degli strumenti più improbabili. I madonnari saranno in gruppo lungo corso Cottolengo, dove una decina di loro avranno modo di utilizzare i gessetti colorati per realizzare un’allegoria dedicata a Bra di 10 metri per 5.
Nella stessa giornata, associazioni di volontariato cittadine saranno in piazza per far conoscere le loro attività e iniziative nell’appuntamento “La strada della solidarietà”.
Qui saranno presenti stand e spazi espositivi, nei quali il terzo settore braidese avrà modo di presentare al grande pubblico progetti e realtà organizzative al servizio dei cittadini.

Giro di vite contro i vandali

9 settembre 2008

Bra

Uno degli ultimi episodi in ordine di tempo è il vergognoso attacco ai servizi igienici del complesso sportivo “Madonna dei fiori” denunciato, la scorsa settimana, da Braoggi. Non è che l’anello di una catena che si fa sempre più opprimente, fatta di devastazioni, delinquenza, vandalismi.
A farne le spese in tempi recenti sono stati uno dei tre servizi igienici autopulenti pubblici nuovi di zecca (quello di piazza Roma) come pure molti muri della città sporcati da scritte e segni e altrettante piazze imbrattate e rovinate.
«La misura è colma ed è nostro dovere intervenire in modo solerte ed energico, utilizzando tutte le possibilità offerte alle Amministrazioni locali dal decreto emanato dal Governo in fatto di sicurezza e ordine pubblico. In Giunta stiamo analizzando quel testo e a breve saranno emanate ordinanze severissime per prevenire e contrastare il ripetersi di simili episodi».
A parlare è l’assessore Roberto Russo che si è fatto promotore dell’iniziativa, ma il suo parere non è isolato all’interno dell’Esecutivo di Camillo Scimone. Se il Sindaco parla, in merito agli atti di vandalismo, di «atteggiamenti che sono un pessimo segnale, anche di mancanza di valori» e afferma che «verranno emesse tutte le ordinanze necessarie, affinché si possa arginare  il problema e incrementati i controlli», a dargli man forte scendono in campo gli assessori Giancarlo Balestra e Gianfranco Dallorto, i quali affermano all’unisono: «Basta con certe aggressioni ai braidesi i quali, pagando le tasse, contribuiscono a migliorare la città con opere pubbliche poi deturpate e danneggiate. Al Sindaco non mancherà il sostegno della Giunta in una presa di posizione determinata».
«Non si parli di provvedimenti duri», avverte Balestra. «Per chi simili atti li condanna, certe ordinanze sono normali e certo non danno fastidio. Lasciano perplessi solo chi ha qualcosa da nascondere».
È l’assessore Russo a descrivere alcuni dei provvedimenti che la Giunta sta valutando e che potrebbe assumere a breve: «Per quanti siano ritenuti responsabili di atti vandalici bisognerà prevedere sanzioni significativamente elevate. Basta con certa tolleranza troppo lassista verso chi rovina i beni pubblici: alcuni minorenni presi a imbrattare muri di recente se la sono cavata con una piccola multa. Avrebbero dovuto pagare ben più caro il danno arrecato».
Ma non solo in tema di vandalismo si esprimeranno le ordinanze: «Bisognerà prevedere anche sanzioni elevate, fino alla confisca degli immobili, per coloro che affittano casa a stranieri clandestini o per quanti, lasciando cadere nel degrado le abitazioni, le rendono un facile riparo per gli irregolari. Molto bisognerà fare anche per contrastare lo spaccio di droga. Senza un’azione incisiva in tal senso, è inutile incrementare i servizi per poi doversi tutti i giorni confrontare con il giusto malcontento dei cittadini di fronte alla carenza di sicurezza e di tutela del bene pubblico».
Per i prossimi giorni sono stati fissati incontri dell’Esecutivo comunale sia con il Comandante della Polizia municipale, sia con i vertici locali delle Forze dell’ordine operanti sul territorio, sia con il Prefetto, in modo da perfezionare, anche con l’apporto di questi interlocutori, i contenuti delle ordinanze che saranno emanate, per renderle il più possibile efficaci.
Elisa Broccardo

I vandali prosperano nella “tranquilla” Bra

1 settembre 2008

Bra

Follia vera e propria o divertimento malato?
Non si sa ancora cosa ci sia dietro ai gravi danni arrecati da un gruppo di ignoti che, nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 agosto, hanno devastato i servizi igienici delle tribune del campo di atletica nel complesso sportivo “Madonna dei fiori”. Con un “martello”, l’attrezzo utilizzato nell’omonima disciplina dell’atletica leggera, prelevato nel magazzino dell’Atletica Avis Bra gas, i vandali al momento sconosciuti hanno sfondato le porte dei bagni, distrutto lavandini, gabinetti e piastrelle, oltre a due vetrate, una nel magazzino dell’atletica e l’altra nella palestra vicina agli spogliatoi.
Hanno anche tracciato diverse scritte (altre erano state realizzate in precedenza nei servizi igienici) con un barattolo di vernice nera, pitturando inoltre un lavandino, aggiungendo simboli politici ed epiteti sulle pareti di uno dei bagni nei confronti delle Forze dell’ordine. Per completare l’opera, con dei taglierini è stato rovinato un materasso per il salto in alto e le lame utilizzate sono poi state sparse sull’erba dell’attiguo campo da calcio.
Roberto Gandolfi, curatore dei campi da calcio dell’Ac Bra, racconta: «Ho scoperto i danni quando, lunedì mattina, sono andato sul campo di atletica per sistemare delle cose e ho trovato alcuni oggetti riversati sulla pista. Così mi sono reso conto, avvicinandomi, di ciò che avevano fatto nei bagni. Ho subito avvisato i dirigenti, l’Atletica e il Comune e abbiamo presentato denuncia contro ignoti ai Carabinieri». Le indagini sono in corso e a breve potrebbero riservare sorprese.
Il presidente del sodalizio podistico, Giuseppe Gandino, commenta sconsolato: «Mi dispiace molto per ciò che è stato fatto da questi delinquenti, e mi preoccupa pensare che siamo di fronte ai risultati di una serata di “divertimento”».

Danilo Lusso

Ritrovato materiale rubato in cantiere per 150.000 euro

26 agosto 2008

La scorsa settimana, a Bandito, i Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Bra, comandata dal capitano Pasquale Iovinella, nel corso dei servizi mirati al contrasto e alla repressione del fenomeno dei furti nei cantieri edili, hanno trovato, nascosto nell’abitazione di un43enne del posto, una copiosa quantità di materiale rubato, per un valore complessivo di oltre 150.000 euro. Nell’abitazione dell’uomo denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alba i militari hanno rinvenuto anche una carabina ad aria compressa depotenziata per la quale non è stata richiesta l’autorizzazione prescritta dalla legge. Proseguono le indagini per accertare la provenienza della refurtiva e per individuare tutti i responsabili dell’attività malavitosa.

Ecco l’elenco o dei macchinari e degli attrezzi recuperati, con le foto di parte del materiale, per favorirne l’identificazione da parte di chi ha subìto i furti.

1. un decespugliatore marca efco di colore rosso;

2. un decespugliatore marca efco di colore rosso mod. 85/10 matr. 1604172400;

3. un decespugliatore a catena (rotta) di colore rosso marca swhindaiwa mod. 62/102 matr 6010287;

4. un decespugliatore di colore arancio marca echo mod. srm-2450 matr 012361;

5. un decespugliatore di colore rosso marca echo mod. 85/10 matr 1607478639;

6. un decespugliatore con motore a spalla di colore giallo, mod nba-n matr 000075;

7. un tagliasiepe a motore con braccio estensibili di colore arancio marca echo mod ppt-2400 matr 010948;

8. una valigia in plastica di colore blue contenente un trapano elettrico marca a&g mod. pn 2200 r;

9. una valigia rigida di colore grigio con scritta flex contentene un trapano a batteria con relativo caricabatteria marca flex matr. 9704013-42259279;

10. una valigia con scritta hilti contenente martelletto elettrico e nr 2 punte marca hilti mod. te 76-atc matr. 00215892;/

11. una valigia rigida marca bosch contenete trapano elettrico medesima marca mod. csb 550re matr. 603169603;

12. una valigia rigida di colore nero contenente un trapano a batteria 9,6 volt con relativo caricabatteria il tutto marca jamato;

13. una valigia rigida di colore rosso con scritta hilti tkt 2000 contenente un avvitatore elettrico medesima marca matr. 438586-u2;

14. una valigia di colore grigio con scritto octopus 150 contenente all_interno una ventosa per rimozione vetri;

15. una valigetta verde con la scritta bosh contenente un avvitatore a batteria 12 volt della medesima marca, con relativo caricabatteria mod. gsr 12v matr. 0601949520;

16. una valigetta rossa in metallo contenente una pistola sparachiodi marca jmpekowek matr. 60711/3090;

17. nr. 3 rotoli di fune di cui due di colore bianco ed uno di colore arancio;

18. una valigetta in metallo di colore grigio contenente un martello pneumatico marca simbi 10 r matr. 15550;

19. una valigetta di colore rosso con scritta hilti contenente un trapano demolitore della medesima marca con relative punte mod. 230 v-50hz 1800 watt privo di matricola;

20. una valigetta in metallo di colore grigio contenente uno scalpello elettoci marca makita avente matricolo 72692e;

21. una pialla elettrica manuale marca makita mod. 1806b avente matr 92252e;

22. una troncatrice elettrica marca compa di colore verde e rosso mod. 2300 xl anno 2003 matr. 01586;

23. una smeriglitrice marca black & deker mod. cd 15 700 watt;

24. un flex marca bosch matr. 745040;

25. un flex di colore blue privo di marca;

26. una motosega marca stihl mod 20° t matr t 5616;

27. una motosega marca efco di colore rosso privo di marca con catena rotta;

28. una motosega oleomac mod. e170 mar 42919;

29. un flex marca bosch di colore verde mod gwws18-230;

30. una trivellatrice a scoppio marca efco mod. pr 1540, compresa di punta a trivella, e due trivelle di riserva;

31. un tagliasiepi marca efco mod. ts327;

32. un compressore a scoppio con relativa prolunga, marca paterlini tipo jolli mod. 4/280 anno 2001 matr. 31;

33. un compressore marca obi con annessa pistola mod. mk 200 privo di matricola;

34. un tagliaerba marca john deere mod. jx 75 privo di matricola;

35. un compressore marca automagic con relativo manometro lotto 729336 cod. 8212455;

36. una saldatrice elettrica marca camet tipo 135 matr. 2300-0;

37. un gruppo elettrogeno marca mosa mod. je 4500 hbs matr. 2545098050;

38. una custodia in plastica di colore rosso contenete punte di trapano da muro;

39. una idropulitrice di colore giallo marca karc her k7.80 matr. 718005 con lancia;

40. una idropulitrice di colore rosso marca maer tipo baby matr 021642 con relativa lancia;

41. una motozappa marca bcs mod 740 matr. 0000132704;

42. una spaccalegna di colore rosso marca o.m.a. tipo spg 14 nr. 1235 anno 2006;

43. un carrello elevatore a manovella di colore rosso;

44. una motozappa marca ferrari 90 mod. intermoto 1.im 350;

45. un estintore da 6 kg di colore rosso mod abc 34 a 144 bc;

46. un soffione per serre marca sial mod. grjp matr 551100954;

47. un elevatore montacarichi tipo m290 privo di marca;

48. un montacarichi marca ece matr 3866;

49. un rotolo di guaina per irrigazione marca netafim;

50. nr. 5 rotoli imballati e nuovi di rete per protezione frutteti;

51. un quadro elettrico con relativo cavo elettrico comprensivo di nr. 6 prese e relativo salvavita;

52. un montacarichi marca 12 v.d.5. winch mod sf _ u 0700;

53. una motoagricola priva di marca;

54. un compressore per i trattamenti sulle piante senza marca;

55. un appendice idraulica per muletto di colore rosso;

56. una betoniera marca imer di colore verde mod zl 190 matr. 1104022;

57. una sega circolare di colore blue marca o.m.a., con presa di forza, officine meccaniche fossano;

58. un escavatore di colore giallo marca komatsu modello 3f0545056 e pc12/15r-8 avente matricola nr.4713 compreso di benna piu_ altra benna di riserva di colore rosso e nr.2 pedane in alluminio per il relativo trasporto;

59. rimorchio agricolo privo di targhe







Il Sindaco: «Risolveremo la questione della gru a breve»

25 agosto 2008

Sulla possibilità di poter sistemare la grana della gru di Casa del Bosco, il sindaco, Camillo Scimone, usa parole che suonano piuttosto rassicuranti: «Ho parlato con alcuni dei residenti non molto tempo fa e ho dato mandato agli uffici del Comune affinché ci attivassimo per affrontare la questione. Viste le difficoltà nel contattare un interlocutore presso la ditta costruttrice e complici le ferie, i tempi si sono un po’ allungati, ma è nostra intenzione risolvere il problema in breve tempo». Anche Marco Ellena, capo di gabinetto del primo cittadino, ribadisce l’impegno dell’Amministrazione di farsi carico della segnalazione: «In settimana faremo il punto della situazione per valutare come intervenire per dare risposta alle istanze dei residenti. Già un anno fa è stato fatto un sopralluogo da parte della Polizia municipale, la quale, ai tempi, era riuscita a contattare la ditta, che aveva espresso l’intenzione di riprendere a breve i lavori. In data 29 luglio, comunque, il Comune ha provveduto a emettere un’ordinanza indirizzata alla ditta costruttrice, con la quale si ordina la messa in sicurezza del cantiere abbandonato». r.v.

Quella gru è una spada di Damocle

25 agosto 2008

Bra

Due anni di pazienza non sono pochi. Due anni nell’attesa che qualcosa si smuova, che si possa mettere la parola fine a una serie tanto lunga quanto svariata di disagi, per disfarsi, una volta per tutte, di quella spada di Damocle che incombe sulla testa.
Ma adesso basta.
Ora i residenti di strada Casa del Bosco 15 intendono far sì che le loro rimostranze non rimangano solo carta protocollata, ma rappresentino il primo passo verso una soluzione. E ne hanno ben donde, dal momento che vien difficile riscontrare altri casi in cui coesistano insieme tante magagne diverse.
La “madre di tutti i problemi”, per così dire, degli abitanti del parco “La rosa dei venti” è da ricercare nel cantiere aperto tre anni or sono nelle immediate vicinanze delle  villette già esistenti.
Un cantiere che avrebbe dovuto portare in breve tempo alla realizzazione di una palazzina, ma che, a una manciata di mesi dall’inizio, è stato interrotto. Da allora non se ne è saputo più nulla o quasi né dei lavori, né dell’impresa cui erano affidati.
Si conoscono, e bene, invece, i disagi con cui i residenti  devono fare i conti.
Su tutti, e non solo per la sua mole imponente, la presenza di una gru abbandonata lì da oltre due anni, dotata di un gancio, ormai arrugginito, spesso fermo sui tetti, giardini e vialetti pedonali delle abitazioni adiacenti.
Tale gru crea più di un’inquietudine: «È un ottimo parafulmine», dicono i residenti, «tanto che l’estate scorsa ne attirò uno, bruciando i fili del telefono, lasciando isolata la zona per due settimane, e danneggiando diverse apparecchiature tecnologiche. Come se non bastasse l’apparecchio sollevatore crea disturbi alla ricezione dei programmi televisivi, all’apertura dei cancelli  elettrici e agli antifurti. Alcune famiglie, obbligate anche dalla normativa comunale, non possono addirittura allacciarsi alla fogna pubblica in quanto il sollevatore è situato in una posizione che ostruisce e impedisce loro di collegarsi».
Ma l’inquietudine più grande, visto lo stato di abbandono della gru e le mancate conferme circa la sicurezza e l’integrità della struttura, è che possa cadere o si possa staccare il gancio; circostanza che, a vedere la numerosa documentazione raccolta dai residenti riguardo  a recenti incidenti di siffatta natura, in generale, non pare essere un’eventualità così infrequente… Senza contare il degrado del cantiere, ormai invaso da erbacce e animali i meno gradevoli, come le bisce che, nelle giornate più calde non hanno mancato di regalarsi qualche passeggiata nei prati o sui balconi dei poco apprezzanti vicini.
Senza contare, ancora, che l’area è di fatto accessibile a chiunque e quindi meta potenziale (nemmeno troppo virtuale, dal momento che movimenti “sospetti” sono stati notati da più di un residente) di vagabondi o malintenzionati che possono trovare nella “costruenda” (si fa per dire) palazzina un riparo o un luogo adatto per nascondersi…
Di motivi per inquietarsi, come si diceva, ce ne sono a bizzeffe e proprio per questo gli abitanti del parco “Rosa dei venti” hanno contattato diversi enti (dall’Asl all’Ispsel, alla Protezione civile) per avere chiarimenti in merito.
«Ma tutti hanno risposto di non poter intervenire», spiegano amareggiati «in quanto agiscono soltanto per la tutela dei lavoratori».
Insomma, “sicurezza sui cantieri” non è lo stesso di “sicurezza dei cantieri”.
Per quella occorre far riferimento alla ditta costruttrice. Che, però, pare latitare da tempo. Allora l’unica strada  porta al tutore dei cittadini, il Sindaco. Così hanno fatto quelli della “Rosa dei venti”, una sedicina di famiglie in tutto. Attraverso una missiva datata 31 marzo 2008, rafforzata verbalmente dall’incontro di giugno con Camillo Scimone e ribadita con un’altra lettera scritta pochi giorni fa, chiedono al primo cittadino di emettere un’ordinanza per la rimozione della gru e che, comunque ne sia garantita la sicurezza. Quale migliore occasione, per Scimone, di sperimentare con mano i maggiori poteri affidati al Sindaco, adottando provvedimenti urgenti per prevenire ed eliminare gravi pericoli all’incolumità pubblica?
Raffaele Viglione

Sindaco e assessore Gallo: «Impegni disattesi, perché?»

1 agosto 2008

Bra

Meglio tardi che mai, il Comune ha indirizzato un «richiamo alle società (per la verità, le “bollette ammazza vacanze” sono state emesse solo dell’“Enel gas”, ma il municipio rispetta da par condicio e parla al plurale, ndr) che gestiscono l’erogazione del gas metano in città, invitandole a informare nei modi più adatti e con la massima celerità gli utenti sulle fatture giunte in questi giorni, alcune delle quali di notevole importo, dopo che da tempo non venivano più fatte rilevazioni sui contatori».
A muoversi sono stati il sindaco, Camillo Scimone, e l’assessore ai servizi in concessione, Giovanni Marco Gallo, con una missiva nella quale rilevano che a una precedente segnalazione, datata aprile, «la ditta “Enel gas” aveva replicato che l’episodio era da addebitarsi alla modifica nelle procedure interne di individuazione dei consumi, con conseguenti ritardi nella fatturazione. Veniva altresì data assicurazione che della circostanza, così come della possibilità di rateizzazione per consumi anomali, come previsto peraltro dall’articolo 10 della delibera numero 229/2001 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, sarebbe stata data opportuna informativa all’utenza».
All’indomani della notizia riportata da Braoggi, i due amministratori lamentano che «oggi, giunte nelle abitazioni dei nostri concittadini le fatture per i consumi derivanti da letture presunte nei mesi invernali, siamo a rilevare che quanto sopra è stato disatteso, con comunicazioni che non chiariscono alcuni punti fondamentali di interesse dell’utenza».
In particolare Scimone e Gallo chiedono chiarimenti circa «le opportunità di rateizzazione, che devono prevedere un congruo periodo di tempo di ammortamento», oltre a dover «chiarire con estremo dettaglio su eventuali interessi dovuti, così come sulle tariffe applicate per calcolare i consumi del periodo». Secondo i due esponenti della Giunta, «l’Amministrazione comunale ritiene che tali comunicazioni debbano assumere carattere preminente nel corretto rapporto tra erogatore del servizio e consumatore finale».
Dopo di che, quali azioni concrete intraprenderà il municipio di Bra, adesso che… i buoi sono scappati dalla stalla?

Claudio Puppione

Gas, la stangata dell’estate

1 agosto 2008

Bra

Malgrado qualche giornale locale, ancora poche settimane fa, abbia “sparato” in locandina la notizia-bufala che non c’era più da temere stangate per le bollette del gas, il prevedibilissimo salasso è arrivato nelle case dei braidesi, eccome. Braoggi, nello scorso numero, è stato il primo ad annunciarlo, ma l’aveva già scritto più volte: la batosta non poteva non esserci e c’era da attendersi che sarebbe giunta in piena estate, quando, si sa, l’attenzione dei mezzi d’informazione è distratta e la gente pensa a rilassarsi.
Di certo è un caso, ma è accaduto proprio questo, con la tempistica preventivata da questo settimanale. Il guaio è che la gente che vorrebbe rilassarsi, già ben preoccupata per quello che sta accadendo a livello economico in Italia e nel mondo, è la stessa che si trova a dover saldare, pressoché tutto insieme, il salatissimo conto dei consumi invernali del gas.
Il metano è stato consumato e va pagato, non ci piove.
Ma era mai accaduto che la società erogatrice pretendesse il saldo di simili cifre, con una tempistica come quella contenuta nelle ultime bollette (citiamo l’esempio del lettore rivoltosi alla nostra redazione sette giorni fa: 1.074 e spiccioli da pagare entro il 28 luglio, con la fattura arrivata a casa sabato 19).
Fa rabbia, oltre tutto, che sia ancora una volta un conteggio non effettuato su lettura effettiva dei contatori, ma in base alla statistica basata sui consumi degli anni precedenti.
Per oltre otto mesi a Bra nessun incaricato dell’“Enel gas” si è preso cura della lettura dei contatori.
E non è finita: la rateizzazione che il Comune aveva vantato di aver ottenuto dalla società sa di beffa: se si telefona al numero verde (bontà loro, non fanno pagare la chiamata, ma chi contattò il call-center per problematiche simili l’anno scorso riferì a Braoggi come venne trattato), si ottiene di poter versare il 60 per cento entro il 28 luglio(ieri, ndr) e tutto il resto un mese dopo.
All’“Enel gas”, come dicono senza peli sulla lingua coloro i quali rispondono al numero verde, poco importa se in questo periodo le famiglie avrebbero piacere di prendersi un po’ di vacanza (che non sono gratuite) e altrettanto poco interessa provare a immaginare cosa significhi, per un cliente-tipo, tirare fuori 1.000 e passa euro in un colpo solo.
Probabilmente ci si potrebbe anche sentir dire che, poiché si sapeva che il gas usato prima o poi va pagato, sarebbe bastato mettere da parte un po’ di soldi ogni mese…
Resta il fatto incontrovertibile che la presenza della “spada di Damocle” sospesa sui portafogli dei clienti braidesi dell’“Enel gas” era faccenda nota a molti, pubblici amministratori compresi.
In Consiglio comunale, a essersene fatto carico con maggiore passione è stato il capogruppo del Partito democratico, Gianni Fogliato, che però non ha fatto emergere una particolare sensibilità da parte della Giunta.
Quest’ultima, in pratica, si trincera di fronte alla constatazione che la maggiore azienda erogatrice del servizio (con la liberalizzazione del mercato privato, ora ci si può anche rivolgere ad altri fornitori e in città opera il gruppo “Egea”) non deve rispondere di questi comportamenti al municipio.
In pratica il Comune non avrebbe il potere di intervenire e si dovrebbe limitare a semplici sollecitazioni, sperando che siano magnanimamente accolte.
Sarà, ma è difficile credere che, ad esempio, davvero l’Amministrazione non possa utilizzarmi mezzi un pochino più coercitivi di fronte alla mancata lettura dei contatori da dicembre a luglio. Il guaio, forse, è che è scarsa la sensibilità verso le problematiche dei cittadini, sempre più numerosi, che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese.
Però in Consiglio si discute un’ora e mezza se un componente dell’assemblea sia arrivato in aula in quindici minuti o in diciotto…

Claudio Puppione

La soddisfazione di chi avversa il silo di piazza Carlo Alberto

28 luglio 2008

Bra

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo dai componenti del Comitato spontaneo antisilo (Ignazio Capello, Anna Bosco, Emilio Biglino, Pasqualino Panero, Margherita Groppo, Nunziante Napoli, Emilio Pigliola, Bernardino Milanesio, Francesco Bonamico, Diego Gallo).

Possiamo dire che se “la speranza è un sogno fatto da svegli”, la sapienza e la saggezza che sanno distinguere tra il possibile e l’impossibile sono la vera virtù dei forti.
L’attesa è stata lunga, stressante e contraddistinta spesso da sottolineature assai ambigue. Che dire se non affermare che siamo ultra contenti. Certo il nostro fare, il nostro operato serio è stato tale da aver suscitato un lungo momento di riflessione nell’Amministrazione tanto da farla riflettere su come tutte le nostre perplessità e osservazioni in merito all’intervento demolitore di Piazza Carlo Alberto fossero assai fondate.
La nostra soddisfazione è di aver preservato, nell’interesse della città, il mantenimento della storicità e della polifunzionalità dell’unica e ultima piazza braidese. In tal senso sentiamo il dovere di ringraziare le migliaia di cittadini che, spontaneamente, hanno sottoscritto la raccolta firme in cui esprimevano la loro contrarietà allo scavo della piazza e tutti coloro che hanno contribuito nel fornirci documenti e attestati storici del “pasch”. Rivolgiamo inoltre il nostro “grazie” al sindacato pensionati Spi-Cigl per essersi offerto volontariamente e gratuitamente sia per i servizi di stampa che per la diffusione dei volantini e dei manifesti conoscitivi. Ringraziamo inoltre: gli “Amici dei musei”, “Italia nostra”, Slow Food, Legambiente, Telegranda, per i servizi televisivi resi, gli organi di stampa locale e, in particolare, Braoggi per la continua, assidua e costante disponibilità. Grazie agli esercizi commerciali che hanno aderito e contribuito alla raccolta delle firme. E grazie ai tanti, tanti altri che, a causa dell’euforia del momento ci sfuggono dalla memoria; per questo ci scusiamo.
Va riconosciuta inoltre al sindaco Camillo Scimone la disponibilità ad ascoltare sempre, con la signorilità che lo distingue, le nostre ragioni.
Tuttavia, nonostante l’incoraggiante e straordinario risultato conseguito, per il bene e per l’interesse della città e dei braidesi, confermiamo che il Comitato non sarà sciolto. Il nostro gruppo continuerà ad operare come sempre, mantenendo ferma la fede ai principi di pariteticità, apartiticità, apoliticità, che finora l’hanno guidato, tenendo sempre alte l’attenzione e la vigilanza. Pascal affermava: “L’uomo supera infinitamente l’uomo”.