Archive for the ‘Attualità’ Category

La Confartigianato di Bra fa festa con i suoi associati

20 ottobre 2008

Bra

Due giorni per celebrare il forte legame fra gli artigiani e la loro associazione: la Confartigianato zonale si sta preparando per la tradizionale manifestazione che come ogni anno vedrà la premiazione di numerosi associati, oltre a vari momenti conviviali.
Bra torna a rendere omaggio agli artigiani e lo fa con un primo momento celebrativo e di intrattenimento che avrà luogo venerdì 24 ottobre nel palazzetto dello sport di viale Risorgimento dove, alle 21, inizierà il concerto-spettacolo dell’orchestra di Franco Bagutti.
L’ingresso sarà consentito fino ad esaurimento posti.
La festa entrerà nel vivo domenica 26, nella sala conferenze “Montà” dell’hotel Cavalieri, dove al cospetto delle autorità civili, militari e di categoria saranno premiate venti ditte artigiane della zona.
A ricevere il riconoscimento saranno quattro imprese braidesi, Antonio Filippone, Ezio Avalle, Bartolomeo Maccagno e “Motorcycle” di Giuseppe Cugnolio & c; due cheraschesi, il colorificio “Val Tanaro” di Burdisso & c e “Gariano e Panero” snc; due narzolesi, Lorenzo Gatti ed Elena Olivero; due di Sommariva del Bosco, Mario Teresio Cane e Luigino De Boni; due di Sanfrè, Antonio Dellarocca e Luciano Bonino; due di Pocapaglia, “Mattis e Capriolo” snc e carrozzeria “Rosso e Battaglino” snc; “Albalanga” di Liliana Destefanis” di Ceresole; autocarrozzeria Bartolomeo Zorgnotti di Cervere; Giovanni Oberto di La Morra; “Cme” snc di Francesco Graglia & c di Santa Vittoria; “Cs” di “Cornero e Orsetti” snc di Sommariva Perno; “Lm” di Massimo Lusso di Verduno.
Nell’occasione saranno consegnati anche tre riconoscimenti speciali: due “Artigiandor”, riservati a chi si è distinto per particolari meriti a favore della comunità e del mondo artigiano, che premieranno l’impegno di Giuseppe Manassero, responsabile dell’Ufficio manifestazioni del Comune di Bra, e di Giorgio Rolfo, presidente onorario del gruppo industriale “Rolfo” spa, e il premio “Artigiani senza confini”, destinato a chi ha contribuito a far conoscere i manufatti e la professionalità del comparto nel mondo, attribuito al produttore vitivinicolo Gianni Gagliardo, originario di Monticello, la cui azienda omonima ha sede a Serra dei Turchi di La Morra.
Seguiranno il pranzo sociale nel ristorante dell’albergo e un pomeriggio di festa all’insegna della buona musica.
«La nostra festa», dice il presidente della zona di Bra di Confartigianato, Giacomo Pirra, «è diventata una preziosa occasione non solo per ringraziare i colleghi che, con dedizione e senso del dovere, hanno dato un grande contributo allo sviluppo sociale ed economico di questa area geografica, ma anche per dimostrare a quanti interverranno la coesione che nel corso degli anni ha sempre caratterizzato l’associazione».
Per avere maggiori informazioni, si può contattare la segreteria di zona di Confartigianato, in piazza Giovanni Arpino 35 (tel. 0172-429611, fax 0172-429612).

Annunci

Disabili alleati per eliminare le barriere architettoniche

13 ottobre 2008

Bra

A volte cambiare prospettiva aiuta e serve, se non a risolvere i problemi, ad alleviarli.
È all’incirca la conclusione del botta e risposta, in alcuni occasioni al limite dello scontro, che ha visto protagonisti nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale e alcune associazioni di volontariato.
Per riprendere il bandolo della matassa occorre tornare agli inizi di settembre quando, in una lettera aperta inviata al Sindaco, alcuni gruppi che lavorano a favore dei disabili hanno segnalato «il grave disagio che troviamo nel percorrere le vie della città».
Barriere architettoniche non abbattute, anzi realizzate ex novo in caso di ristrutturazioni, posteggi per disabili carenti, scomodi e usati da quanti godono di ottima salute: queste le principali recriminazioni rivolte al primo cittadino.
Nessuna risposta ufficiale è arrivata, spiegano i firmatari della missiva, se non certe dichiarazioni di alcuni assessori che non sono andate giù.
Bene. Si cambia registro.
«Inutile generare bisticci, scaramucce, contrasti», spiega Giancarlo Burdese, presidente dell’associazione “Ruota amica”, emanazione del Rotary club Bra. «Noi sappiamo cosa sono le barriere architettoniche, perché con esse dobbiamo fare i conti tutti i giorni. Un gradino da superare, un edificio pubblico senza uno scivolo d’accesso, una palina nel bel mezzo di un marciapiede sono barriere per i disabili, ma anche per una mamma con un passeggino, per un anziano, per un giovane che si è rotto una gamba. Consapevoli di cos’è una barriera architettonica e spesso anche di come fare per eliminare quel problema, abbiamo pensato di dare una mano all’Amministrazione civica, cercando forme di collaborazione».
Lo strumento attraverso cui giungere a questo risultato si chiama Oba (Osservatorio barriere architettoniche) ed è un gruppo di lavoro costituito da alcuni sodalizi attivi sul territorio (oltre a “Ruota amica”, Utim, Vism e “Sportiamo”) domenica 5 ottobre, sesta Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Il sodalizio è presieduto da Roberto Casetta.
Secondo in provincia di Cuneo dopo quello di Fossano avviato qualche anno fa e che ha già ottenuto lusinghieri risultati (un esponente del gruppo fossanese, per esempio, siede nella Commissione edilizia ed esprime il proprio parere sui progetti che essa valuta, guardando appunto alle barriere da abbattere), l’Oba di Bra si propone di avviare un’intensa attività finalizzata all’eliminazione delle barriere: quelle concrete, poste sulla strada dei disabili, e quelle culturali, che non consentono una piena integrazione ai portatori di handicap.
Tutto questo, per dirla con le parole dei promotori dell’iniziativa, «nell’ottica di una sempre più stretta collaborazione tra Amministrazione e cittadinanza attiva la quale intende responsabilmente farsi carico di problematiche di interesse generale e contribuire alla loro soluzione, consapevole che il miglioramento della qualità della vita passa attraverso la responsabilizzazione del singolo nell’interesse della collettività».

Strada Belvedere impercorribile, ma a qualcuno va bene così

13 ottobre 2008

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Legambiente ha denunciato, con una lettera all’Amministrazione e ai giornali, lo stato di profondo degrado in cui versa strada Belvedere, nota anche come strada “Tiraculo”.
Mi sono sentito toccato da quella segnalazione in quanto, come volontario della Protezione civile, avevo partecipato alcuni anni fa alla pulizia della strada o, meglio, all’avvio dei lavori di pulizia.
Ricordo che il buon Mario Garino, allora presidente del Comitato di frazione San Michele, aveva scritto ai volontari del gruppo civico di Protezione civile chiedendo di occuparsi della pulizia e affermando che avrebbero fatto un servizio alla città rendendo praticabile una strada chiusa da anni.
Come volontari pensionati, sempre dotati di senso civico, avevamo iniziato la pulizia e ricordo ancora perfettamente l’entusiasmo all’avvio dei lavori.
Poco dopo, però, tornò tutto affannato a trovarci e, chiedendo mille volte scusa, ci disse di sospendere i lavori, poiché c’erano dei problemi. «Si vedrà in seguito cosa fare», ci disse.
Noi sospendemmo subito tutto, ma ci rendemmo conto, trovando nella strada erba tagliata e riportata, che ai vicini della strada faceva comodo così, anche perché così non c’era il passaggio di gente che insudicia tutto e sparge chissà cos’altro, se la strada è poco frequentata e poco illuminata.
Legambiente forse non conosceva questi problemi e non ha scoperto nulla di nuovo, poiché ci sono come minimo altre tre strade o sentieri che versano nella stessa situazione in zona: per metà via Piroletto, il collegamento di via Serra con via Sant’Ignazio ostruito da un portone arrugginito in ferro, il sentiero che da via Fossaretto sale alla Zizzola.
Legambiente e il sito del Partito democratico braidese (che denuncia il fatto) sanno che qualche abitante vicino a strada Belvedere o “Tiraculo” forse potrebbe non essere contento della pulizia della comoda discarica? La cosa che mi dispiace di più è che l’amico Garino non sia più tra noi per dire chi, allora, aveva fermato i lavori, ma, soprattutto, che non ci sia più un amico che si dava molto da fare per al sua frazione e la città.
Per le persone come lui spero di esserci ancora per ripulire le strade indicate. Ma… occorre fare presto: ho molti acciacchi e tanti anni e, se non ci mettono la politica di mezzo, lo farò più volentieri. Grazie.

Insediato il nuovo Questore Ferdinando Palombi

13 ottobre 2008

Cuneo

Il nuovo questore, Ferdinando Palombi, 59 anni, originario di Benevento, ha preso servizio ieri, lunedì 13 ottobre. Arriva da Bologna, dove dirigeva la Polfer dell’Emilia Romagna, è sposato e ha tre figli, due dei quali sono in Polizia.
Il suo predecessore, Leonardo La Vigna, è stato trasferito a Roma, con un incarico di rilievo nella Direzione centrale della Polizia criminale.
Il dottor Palombi ha alle spalle anni di esperienza nelle zone più calde d’Italia. Negli anni ’80 ha diretto la Sezione omicidi di Napoli durante l’apice della faida tra i clan camorristi.
Per quattro anni è stato poi a capo del Commissariato di Lamezia Terme, quindi ha diretto la Criminalpol di Puglia e Basilicata, affrontando l’emergenza legata agli sbarchi dei clandestini.
A Bologna, nell’agosto dell’anno scorso, orchestrò l’operazione che portò alla celere cattura di Giancarlo Gallucci, affiliato al clan camorristico di Acerra evaso dal carcere di Pavia. Palombi dispose il controllo di tutti i treni in arrivo nello scalo bolognese dal nord e così la fuga del malvivente durò poche ore, perché tre agenti della Polfer lo bloccarono in un sottopassaggio della stazione centrale.
«In Piemonte ho già lavorato per un triennio, negli anni ’70, a Torino», spiega il nuovo Questore.
Entrato nella Polizia di Stato nel 1979, ha accumulato una vasta esperienza nella Polizia giudiziaria, nella lotta alla delinquenza organizzata e nella Digos: «Mi mancava solo di fare il questore e sono molto soddisfatto per l’incarico che mi è stato affidato dal Capo della Polizia», dice Palombi, che conclude: «La Polizia deve essere intesa come forza amica del cittadino. Vengo nella provincia Granda con tanta, tanta voglia di fare».

Il “totosindaco” e quelli che parlano delle pagliuzze altrui

6 ottobre 2008

Indiciamo un concorso fra i lettori, affinché ci suggeriscano gli aggettivi più consoni per definire gli atteggiamenti “giornalistici” su cui ci stiamo per soffermare. A noi, in quanto dotati di un vocabolario troppo povero (e grezzo), ne verrebbero alla mente alcuni, però non sono pubblicabili.
Da tempo si parla delle possibili candidature per le elezioni amministrative del 2009 (tra sei mesi), le consultazioni popolari più sentite e coinvolgenti per la gente, visto che si tratterà di scegliere fra persone che di norma si incontrano ogni giorno per la via, incaricate di gestire gli affari terra-terra dei cittadini.
Nel variegato mondo dell’informazione (?) locale, ci sono alcuni che scrivono un’articolessa (dicesi tale un pezzo decisamente troppo lungo, rispetto al messaggio che si vuole esprimere), nel quale iniziano dicendo che loro, essendo seri (?), non daranno spazio al “totosindaco”. Dopo di che i nove decimi del testo servono a elencare tutti i nomi già riportati da altri giornali come possibili candidati… Da premio “Pulitzer”.
Altri, in genere intellettuali sedicenti (o, meglio, secredenti) punte di diamante dell’intellighentia locale, sparano a zero contro le testate concorrenti, ribabendo che è piuttosto stupidotto rincorrere le anticipazioni sui possibili aspiranti sindaci, cioè esattamente la notizia sulla quale aveva aperto la prima pagina sette giorni prima il loro giornale.
Non paghi, aggiungono che certe “sparate” sono disperati tentativi dovuti a crisi di copie e di idee. Evangelicamente, costoro additano la pagliuzza nell’occhio altrui e dimenticano le travi con cui hanno a che fare. Poverini.

Claudio Puppione

Rumeno torna e rapisce la moglie

6 ottobre 2008

Monticello

«L’intervento tempestivo del Vigile ha consentito di allertare subito i Carabinieri, creando quella sinergia auspicabile e necessaria sul territorio, come avevo espresso nel corso del convegno sulla sicurezza tenutosi a luglio a Bra, a nome dei sindaci di Langhe e Roero. La sicurezza e la qualità della vita sono un diritto e una priorità che richiedono l’azione congiunta di più livelli di governo, con le rispettive competenze, e adeguate risorse a favore dei comuni per poterle attuare».
Sono parole di Valerio Chiesa, sindaco di Monticello, il quale si complimenta anche «con il Comando della Compagnia dei Carabinieri di Bra per il coordinamento e la brillante conclusione dell’operazione che ha portato all’arresto del sequestratore, dimostrando ancora una volta come l’Arma dei Carabinieri sia un punto di riferimento costante e qualificato per il territorio».
Il rapimento consumatosi giovedì a Monticello ha contribuito ad alimentare il dibattito in tema di sicurezza, offrendo l’esempio dei positivi risultati che si possono ottenere con una buona sinergia tra le Forze dell’ordine.
È stato infatti il civich monticellese, Marco Milano di Bra, a far scattare l’allarme, avvedendosi di quanto stava avvenendo durante un’azione di controllo e pattugliamento che il Comune attua periodicamente. Grazie alla sua segnalazione, sono stati tempestivi sia i soccorsi portati alla suocera del rapitore, accasciata a terra dopo l’aggressione, sia il piano d’azione dei Carabinieri sotto la guida del Comando di Bra del capitano Pasquale Iovinella e del Comando provinciale di Cuneo.
La ricostruzione di quanto avvenuto il 2 ottobre in località Casà di Monticello parte dalle maglie di un rapporto di coppia difficile, degenerato spesso in episodi di violenza e conclusosi con la separazione dei due rumeni che abitavano a Sommariva Perno.
Ma Marius Vasile Covaci, 32enne, non accettava di vivere lontano dalla consorte, la 23enne C.N.E. e dal figlio di 6 anni, forse anche perché il suo sostentamento veniva dallo stipendio della compagna e della suocera, impiegate in una cooperativa di servizi attiva nella zona.
Così, dopo aver cercato ospitalità in Lazio presso la sorella, è tornato nel Roero e, forse senza un preciso piano d’azione, ha bloccato, mentre transitava a Monticello, l’auto della suocera, aggredendo la donna e costringendo la moglie, che viaggiava con la madre, a salire sulla sua vetture.
Di qui è partita la fuga che li avrebbe condotti in Lazio, dove l’uomo è stato arrestato 30 ore dopo e la donna liberata.
In tal senso l’azione dei Carabinieri della Compagnia di Bra si è rivelata fondamentale.
I militari hanno al tempo stesso avviato un piano estesosi sull’intero territorio nazionale e un’operazione investigativa volta a ricostruire la vicenda e la personalità del ricercato, cercando di prevederne le intenzioni. La tempestività è stato un elemento indispensabile. Il carattere violento dell’uomo ha fatto temere che le sue intenzioni fossero di sopprimere la compagna.
Il contatto con la Compagnia dei Carabinieri di Bracciano (avviato poiché la sorella dell’uomo abita a Morlupo e l’aveva ospitato negli ultimi giorni) si è rivelato vincente. La “Seat Ibiza” del sequestratore è stata individuata e bloccata. L’uomo si trova nel carcere di Rebibbia: dovrà rispondere di sequestro di persona.

Elisa Broccardo

Slow Food taglia quota 100.000 soci nel mondo

6 ottobre 2008

Bra

A ventidue anni dalla fondazione (come evoluzione di Arcigola), Slow Food ha raggiunto quota centomila soci: sparse nel mondo intero, tante sono le persone iscritte all’associazione fondata da Carlo Petrini a Bra. “Braoggi” gli ha rivolto qualche domanda  per conoscere meglio il guru planetario.

Sono seduta al bar, nel mio angolo preferito, e mi godo un caffè, quando entra Carlin Petrini, il quale saluta gli amici, si siede anche lui nell’angolino preferito, ordina, apre un giornale e inizia a leggere.
È un momento di meritato relax per lui, così pieno di impegni: come posso pensare di disturbarlo per una mini-intervista?
Ma non ci penso su, mi alzo e gli chiedo: Scusa, puoi rispondere a tre, solo a tre, brevi domande?
Petrini mi sorride: «Sì, ma soltanto a tre!».
D’accordo. La prima è: qual è la cosa che ti irrita di più durante una cena?
«Quando si alzano per fumare e abbandonano la tavola. Non sanno resistere e lasciano soli gli altri commensali».
Tra tanti contatti con persone, le più disparate, qual è stato il più drammatico e quale il più gratificante?
«Il più drammatico quando, in India, in una regione grande come l’Italia, sono venuto a conoscenza del fatto che intere comunità di contadini, ben ventimila ogni anno, si suicidano perché non riescono a pagare i fertilizzanti e i prodotti chimici».
Come ventimila? Guarda che lo scrivo…
«Hai capito bene, ventimila contadini ogni anno».
E l’incontro più gratificante? Non è stato quello con Carlo d’Inghilterra?
Non mi risponde subito, ci pensa su e poi mi dice: «Il più gratificante è ritrovare nei vari centri Slow Food persone semplici con le quali stabilisco un’amicizia sincera e duratura».

Fiorella Avalle Nemolis

La tangenziale di Bra presto completata: 3 milioni di spesa

29 settembre 2008

Bra

Con la pubblicazione, avvenuta sul finire della scorsa settimana, del bando di gara per il suo completamento, si è mette un paletto vincolante sulla conclusione dei lavori della tangenziale, un’opera attesa con apprensione dai cittadini e amministratori.
«La pubblicazione del bando», commenta l’assessore comunale alla viabilità, Roberto Russo, « è motivo di soddisfazione per tutti noi, in particolar modo per me e per il consigliere regionale Franco Guida, perché da tempo facciamo opera di pressione sul Compartimento torinese dell’Anas e abbiamo seguito tutto l’iter progettuale e amministrativo».
«Con il completamento della tangenziale, la cui gara sarà di portata europea, vista l’entità del progetto da circa 3.000.000 di euro», continua l’Assessore, «si collegheranno Bandito e la frazione cheraschese di Bricco. Soprattutto, si darà alla città della Zizzola un collegamento diretto con le due autostrade, l’Asti-Cuneo e la Torino-Savona. L’opera contribuirà anche alla riduzione del traffico sulle arterie cittadine, convogliando specialmente i mezzi pesanti sulla tangenziale».
«Nei prossimi giorni», conclude Russo, «chiederemo un nuovo incontro con i dirigenti piemontesi dell’Anas per conoscere nel dettaglio i particolari dei lavori che, comunque, dovrebbero cominciare nell’arco di qualche mese».

Donna bielorussa “spenna” l’amante, ma finisce in cella

29 settembre 2008

Bra

Per anni, dal 2002 al 2005, aveva portato avanti una relazione che gli è costata “cara”, poiché sono almeno 200.000 gli euro che la bella amante è riuscita a farsi prestare, per sé e per delle amiche. Poi l’avvenente ragazza dell’est scomparve, ricomparendo alla fine dell’agosto di quest’anno.
Ma questa volta l’uomo, un assicuratore del Roero di mezza età che con gli anni ha acquisito un pizzico di saggezza in più, non ha dato più di tanto ascolto alle richieste della donna.
Con alcune telefonate, ove spiegava le sue vicissitudini, la bielorussa 38enne ha cercato di riallacciare il rapporto, incontrandolo e riuscendo comunque a farsi ancora prestare un’ulteriore somma di denaro, oltre a presentargli un complice, il quale ha proposto all’assicuratore un aiuto per recuperare il denaro che aveva prestato alle amiche della giovane bielorussa e che non era stato mai restituito.
L’assicuratore, di suo, non era disposto a riaprire la questione. Ma, vista la pistola mostratagli dal milanese e preoccupato per le vantate amicizie siciliane dell’uomo, già attivate per recuperare il denaro perso in precedenza, ha preferito fare buon viso a cattivo gioco, prendendo accordi per un nuovo appuntamento, al quale avrebbe dovuto presenziare portando altri 2.000 euro.
All’incontro, fissato per il primo pomeriggio di lunedì 22 settembre in piazza Giolitti a Bra, però, non si è presentato l’assicuratore, bensì i Carabinieri della Compagnia di Bra che con un fulmineo e spettacolare blitz (per nulla esente da rischi, tenendo conto del fatto che, poco dopo l’orario dell’incontro, gli alunni sarebbero usciti da scuola) il quarantottenne e la donna della Bielorussa.
L’arresto compiuto dalla Compagnia guidata dal capitano Pasquale Iovinella, è stato la felice conclusione di un’intensa e delicata operazione, con servizi di pedinamento e osservazione, culminata con la trappola tesa in piazza Giolitti che ha portato pure al sequestro di un’arma giocattolo assai simile ad una autentica, di documentazione varia e di tre coltelli a serramanico.
Gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Torino, la donna, e di Alba, l’uomo.
Dovranno rispondere del reato di estorsione.

Sindaco di Bra, spunta il nome di Dogliani

22 settembre 2008

Bra

La battaglia per la conquista del municipio sta per infuriare, ma al momento si odono solo i primi colpi di artiglieria sullo sfondo. La prima linea è lontana. Eppure è prevedibile che a breve lo scontro per la designazione dei candidati assuma una rilevanza pubblica, nel caso del Pd anche attraverso eventuali primarie.
“Braoggi” ha già più volte segnalato come paia profilarsi la sfida fra Camillo Scimone (se si ricandiderà) o Gianni Comoglio per la maggioranza uscente e Biagio Conterno oppure Bruna Sibille per l’attuale opposizione, condannata a essere tale nel 2004 dallo scarto di poche decine di voti del ballottaggio.
Questo scenario presuppone la cristallizzazione dei blocchi politici che si confrontano da quasi sempre sotto la Zizzola, salvo il periodo dell’ultima Amministrazione civica capeggiata da Franco Guida, caratterizzata da una sorta di “unità nazionale” che per un lustro legò gli ex democristiani di “Progetto Bra” e gli ex comunisti, mettendo in un angolo Forza Italia. Ma la comunanza d’intenti durò lo spazio di una legislatura e poi si tornò allo scontro aperto, con la lista civica di maggioranza relativa di nuovo alleata agli azzurri, nel frattempo strutturatisi un po’ meglio come forza politica territoriale.
La logica e la situazione regionale e nazionale, caratterizzata oggi dal violento corpo a corpo verbale fra Pdl e Pd, vorrebbero che le coalizioni restino immutate anche sotto la Zizzola. Però…
Però Bra è da sempre un “laboratorio politico” e chissà che, in vista della primavera 2009, tiri fuori dal cappello magico qualche sorpresa.
In città c’è chi sussurra un nome intorno al quale potrebbe incardinarsi un nuovo sistema amministrativo. Fra molti “se” e tantissimi “ma”, si mormora su Domenico Dogliani. L’“ambasciatore” della “Ferrero” presso i palazzi romani e pure presso l’Unione europea, citato ad esempio da “Panorama” quale “potere forte” capace di far cambiare linea al precedente Governo in merito al regime fiscale applicato al cacao, potrebbe essere tentato dall’idea di proporsi per la guida della città. Del resto il suo impegno in campo sociale (Croce rossa su tutti) è datato di anni, così come il suo appoggio concreto ad alcuni grandi progetti del Comune.
Uno di essi, quello per la ristrutturazione e il potenziamento del palazzetto dello sport, è in dirittura d’arrivo grazie soprattutto a lui.
E Dogliani è il massimo “sponsor” degli sforzi mirati all’eliminazione del passaggio a livello. Qualcuno è sicuro che, da sindaco, egli non avrebbe problemi a far arrivare a Bra i finanziamenti necessari. Inoltre disporrebbe dell’appoggio dei “poteri forti” locali, quelli imprenditoriali in particolare.
Insomma, una sua eventuale discesa in campo sarebbe accompagnata dai favori del pronostico e scompaginerebbe i giochi partitici, attirando la positiva attenzione anche di quelli che dei politici, anche di quelli locali, non ne possono proprio più. Però…
L’altro “però” è legato alla constatazione che un candidato alla principale poltrona del municipio dovrà comunque essere sostenuto da una serie di liste. Ci sarebbe senz’altro una “lista del Sindaco”, ma… quale parte politica si aggregherebbe? Dogliani non fa mistero di nutrire riserve nei confronti del centro-destra nazionale, d’altro canto non è certo un “holigaan” della sinistra. E allora riecco tornare in ballo il richiamo al “laboratorio politico braidese”: chissà che, dietro al nome di Dogliani, tornino a collaborare alcuni degli ex alleati del mandato 1999-2004.
Pezzi da 90 di “Progetto Bra”, Comoglio ad esempio, hanno promesso che non avrebbero mai più lavorato accanto a Bruna Sibille? Beh, in politica cambiare idea non è difficile, né fonte di vergogna.
Tutto ciò non tiene conto del ruolo che potrebbe svolgere un braidese che ultimamente ha acquisito un certo qual potere: Michelino Davico.

Claudio Puppione

Zanoletti alla guida della “Str”, pensando a Roma

22 settembre 2008

Alba

È andato, per il momento, a Tomaso Zanoletti lo scranno di presidente della “Str (Società trattamento rifiuti) lasciato libero da Franco Guida. L’alternanza tra albesi e braidesi ha fatto sì che i primi avessero la meglio e a dar man forte sono venuti gli equilibri politici.
Zanoletti si dice soddisfatto della nomina effettuata dai sindaci: «Si tratta di un ritorno all’antico», spiega attribuendo all’affermazione un duplice significato.
Da un lato, infatti, fu lui, da primo cittadino di Alba, a fondare la gran parte dei Consorzi attivi nell’area dell’albese e del braidese.
Del Consorzio rifiuti fu anche il primo presidente.
D’altro canto, per Zanoletti si tratta di tornare ad avere un ruolo più operativo e a contatto con le amministrazioni del territorio per il quale il suo impegno è mai venuto meno, ma lavorando negli ambienti romani.
«Sono contento di constatare che nella “Str” le cose sono state gestite molto bene. Bisogna dare atto a Guida di aver fatto un lavoro egregio. Cercherò di continuare su questa strada operando in accordo con i sindaci».
Ma, accanto agli impegni da poco assunti Zanoletti sembra tornare a guardare verso Roma. Un senatore eletto in Piemonte aspira ad avere un incarico in un ente importante e potrebbe a breve lasciar libera la propria poltrona a palazzo “Madama”.
«Ci sono buone possibilità», commenta Zanoletti, che non va oltre a un «aspiro a tornare in Senato, per il resto si vedrà», quando gli riportiamo le indiscrezioni che lo vogliono in predicato di essere nominato sottosegretario di Stato durante il probabile ampliamento del Governo.
In entrambi i casi la presidenza della “Str” potrebbe tornare a liberarsi. Ma nel frattempo le elezioni amministrative faranno il loro corso e quello scranno potrebbe essere tenuto in caldo per qualche ex sindaco impossibilitato a ricandidarsi.     e.b.

Annalisa e Lina hanno lottato insieme contro la sclerosi

15 settembre 2008

Bra

I fiori di serra sono bellissimi, ma non così fragili come la gente pensa.
Si possono adattare a situazioni estreme, reagiscono se non sono coltivati con cura e, se si ammalano, prima di cedere alla morte lottano per vivere con fierezza fino all’ultimo istante.
Annalisa Ternavasio e Lina Rolli sono state donne paragonabili a questi fiori, tutte e due sono scomparse a causa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla).
Entrambe hanno dato la dimostrazione di saper affrontare un’esperienza durissima come quella provocata da questa malattia neurologica della quale pochi conoscono il nome, nessuno la causa.
La Sla colpisce uomini e donne adulti che spesso non ricevono terapie adeguate. Solo con una conoscenza approfondita si può prospettare un sostegno concreto ai malati e alle loro famiglie.
Come hanno affrontato, le due braidesi la progressiva sofferenza provocata dalla Sla? In un modo che fa onore alla loro intelligenza. A entrambe la natura aveva concesso una bellezza che neanche la malattia è riuscita a offuscare, unita a sobrietà di pensiero e di comportamento. Entrambe persone riservate, quando è venuto il momento di fare fronte comune contro la malattia hanno messo da parte il naturale riserbo per aiutarsi a vicenda.
«Lina era in una fase della patologia più avanzata, quando Annalisa, che ancora era in discrete condizioni, ne venne a conoscenza. Volle subito conoscerla», racconta Giancarlo Burdese, marito di Annalisa. «Fu l’inizio di un legame di amicizia così intenso e ricambiato da coinvolgere entrambe le famiglie. Al primo incontro Annalisa era desiderosa di conoscere meglio il male che le accomunava, era umanissimo il suo voler cogliere in Lina le fasi della progressione della malattia, per poter meglio affrontare poi gli stessi problemi. Ma la sintonia che si creò fra loro due pose fine a questa osservazione, quando la confidenza aumentò, e un affetto profondo ormai le univa, proseguirono di pari passo nella costruzione delle difese necessarie a impedire di essere travolte dalla Sla».
«Al primo incontro ne seguirono altri», ricorda Enrico Elia, marito di Lina, «mia moglie aveva già perso l’uso della parola, si alimentava con la Peg ed era scesa di peso, ma Annalisa cercava di trasmettere a Lina la sua ancor forte voglia di vivere, la spronava a tener duro, la esortava: “Adesso tu ed io non siamo più sole, siamo in due e ci dobbiamo fare forza… non essere triste, vedrai che magari con qualche nuova medicina possiamo farcela. Torno a trovarti presto, così ci aiutiamo a fare un pezzo di strada insieme”».
Lina si sforzava di non evidenziare la sua sofferenza quando era con Annalisa, voleva apparire non troppo provata, per rincuorarla. Con l’avanzare della malattia, entrambe rifiutarono l’accanimento terapeutico, ogni azione di carattere invasivo: entrambe hanno dimostrato con i fatti la loro natura di donne determinate a salvaguardare il principio della “dignità della persona”. v.a.

La troppa onestà “punisce i comuni alluvionati del ’94

15 settembre 2008

Neive

Giovedì 18 settembre, alle 18, presso il municipio si terrà un incontro tra gli amministratori dei Comuni delle Langhe e del Roero che hanno restituito allo Stato le somme residue dei finanziamenti erogati per la copertura dei danni subìti nell’alluvione del novembre 1994 prima che la legge finanziaria del 2007 stabilisse che quei fondi non dovevano essere ridati al Ministero del tesoro.
«Allo stato attuale», dichiara il consigliere regionale del Partito democratico Mariano Rabino, organizzatore dell’incontro, «sono diciassette i centri che mi hanno fatto pervenire la documentazione che prova la restituzione delle somme residue, ovvero quelle non erogate in quanto eccedenti le necessità accertate e documentate, per un ammontare, che ritengo provvisorio, di 4.013.979,65 euro. È facile comprendere come sia importante per i Comuni, in un periodo di grandi ristrettezze e difficoltà amministrative, rientrare in possesso di quanto diligentemente restituito allo Stato prima che fosse stabilito diversamente. Molte amministrazioni civiche potrebbero risolvere di colpo problemi ai quali oggi non sono in grado di dare una risposta. Per tentare di dare una soluzione rapida alla questione ho interessato il sottosegretario di Stato agli interni Michelino Davico e ora, con l’incontro organizzato in collaborazione con il sindaco di Neive, Luigi Ferro, confido che si trovi la strada per far rientrare quanto è stato restituito a Roma. Ho chiesto anche la partecipazione all’incontro e il contributo fattivo dei parlamentari eletti in provincia di Cuneo. Confido che prima dell’incontro del 18 settembre, ai Comuni che già mi hanno risposto si aggiungano quelli che eventualmente si trovano nella stessa situazione, in modo da sottoporre al sottosegretario Davico una visione completa del problema».
Finora hanno comunicato di aver restituito al Governo i fondi residui alluvionali: Mango (816.500 euro), Trezzo Tinella (383.000), Neive (174.000), Magliano Alfieri (159.000), Roddi (42.500), Priocca (12.987,86), Bergolo (111.833,60), Niella Belbo (73.507,22), Montelupo Albese (433.307 euro), Somano (361.519,83), Cissone (306.576,78), Monchiero (516.624,24 euro), Serravalle Langhe (57.326,24), Grinzane Cavour (49.488,64), Sinio (460.307,79), Cossano Belbo (63.987,55) e Roddino (48.839,14).

Il Sindaco Scimone: “Non so se lascio”

15 settembre 2008

Bra

Pronti, via. Nei meandri degli ambienti politici la partita è iniziata e le prime pedine iniziano a muoversi in vista della sfida elettorale che riguarderà la Provincia e alcune tra le principali città della Granda, come quella della Zizzola.
Così, mentre il leit-motiv delle dichiarazioni rilasciate ai microfoni non va oltre un pilatesco «I tempi non sono ancora maturi», le parti politiche si incontrano, discutono, organizzano e propongono nomi. È evidente guardando ai movimenti ai quali si assiste in quegli avamposti della politica attiva (ma pur sempre poltrone di emanazione partica) che forniscono segnali interessanti. Tra questi, ma non certo il solo, collochiamo le dimissioni rassegnate da Franco Guida dalla presidenza della Società trattamento rifiuti, come spieghiamo in prima pagina.
Sono proprio questi movimenti a dare i primi segnali di una campagna elettorale alle porte e che a Bra pare già essere entrata nel vivo con il moltiplicarsi di nomi di possibili candidati per l’una e per l’altra parte politica.
Il centro-destra attende di conoscere le decisioni del sindaco, Camillo Scimone, circa l’intenzione o meno di tornarsi a candidare. «Scioglierò questo nodo a breve», dichiara il diretto interessato, mettendo sul piatto della bilancia gli elementi a favore («L’amore per la mia città della quale continuerei comunque a occuparmi anche se non dovessi più accettare questo incarico, e il desiderio di continuare un’esperienza iniziata quattro anni fa») e, tra i contro, «il fatto che essere primo cittadino è un ruolo assai impegnativo che prende tempo alla famiglia, agli hobby e che va portato avanti per cinque anni: il secondo mandato si concluderà quando non sarò più giovanissimo».
In sostanza, a differenza di quanto sostenuto da alcuni, la scelta è ancora da compiere considerando anche che la rinuncia a un secondo mandato va presentata in modo adeguato, così che non possa rischiare di assumere le sembianze di una parziale sconfitta. Cosa, questa, che danneggerebbe l’orgoglio del singolo e il desiderio di vittoria del gruppo di cui fa parte.
In attesa di conoscere le decisioni del sindaco attuale, nel centro-destra si vociferano i nomi di altri “papabili” e, accanto a quello del vicesindaco, Gianni Comoglio, spunta quello dell’assessore Roberto Russo. Il Coordinamento braidese del Popolo della libertà, che si costituirà il 22 settembre, sarà chiamato a discutere anche di questo.
Dal centro-sinistra si risponde con il nome di Biagio Conterno il più “gettonato” nei pour parler degli ultimi giorni, il quale afferma d’essere «lusingato della considerazione», ma precisa anche che «i tempi sono prematuri, altri nel centro-sinistra sono candidabili, le primarie decideranno il candidato sindaco del Partito democratico». E se poi la scelta dovesse cadere su di lui? «Dovrei pensarci in modo molto approfondito perché non coinvolgerebbe solo me, ma anche quanti mi sono vicini. È una decisione che va assunta a ragion veduta».
Nel contempo c’è chi è pronto a scommettere che Bruna Sibille stia già predisponendo la sua strategia, seppur nella penombra, come si conviene alle “carte” di maggior prestigio, che sono sempre le ultime a scendere dal mazzo.
E in quel caso potrebbe tirare aria di rivincita.

Elisa Broccardo

Antenna di trenta metri: «No alla torre Eiffel!»

9 settembre 2008

Bra

La newsletter dell’Ulivo In mezzo a Bra sabato scorso ha riportato il seguente commento.

Il Partito democratico non ha mai cavalcato il malcontento contro le antenne per la telefonia mobile.
Quando negli anni scorsi esponenti dei partiti che lo hanno costituito hanno ricoperto a Bra responsabilità di governo, questi si sono adoperati per costruire un regolamento che contemperasse le esigenze del servizio di telefonia mobile con le necessarie garanzie per la salute dei cittadini.
Purtroppo le norme approvate per la nostra città sono state cassate dalla legge “Gasparri”, che ha tolto qualsiasi ruolo all’ente locale nella regolamentazione delle antenne.
Questo per mettere le mani avanti, contro chi eventualmente ci dovesse accusare di dire sempre “no”.
Ma esprimiamo il più totale dissenso contro l’installazione di una mega-antenna in uno dei più frequentati ingressi della nostra città, la salita degli Orti, per migliorare il quale l’Amministrazione precedente si era concretamente impegnata, coprendo a verde il muraglione della ferrovia.
Adesso invece nel terreno delle Ferrovie, in cima alla salita, è in corso di installazione un’antenna di trenta metri di altezza, tale da risaltare nel paesaggio, neanche fosse la “Tour Eiffel” cittadina.
Qui si tratta evidentemente di un problema di decoro e di bellezza della nostra città, in uno dei luoghi attraversati da quasi tutti i turisti che arrivano o partono per le Langhe: non s’ha da fare, siamo disponibili a discutere insieme un altro sito, ma lì proprio no.
E ci viene il sospetto che un atteggiamento tanto benevolo del Comune verso le Ferrovie (perché l’affitto di un terreno inutilizzato per un’antenna di tali dimensioni è di certo un buonissimo affare) possa essere la contropartita per l’accordo trovato di recente, in merito all’affitto al Comune di Bra da parte delle Fs della scarpata poco più avanti, quella che si vuole coprire per costruire il parcheggio.

Giro di vite contro i vandali

9 settembre 2008

Bra

Uno degli ultimi episodi in ordine di tempo è il vergognoso attacco ai servizi igienici del complesso sportivo “Madonna dei fiori” denunciato, la scorsa settimana, da Braoggi. Non è che l’anello di una catena che si fa sempre più opprimente, fatta di devastazioni, delinquenza, vandalismi.
A farne le spese in tempi recenti sono stati uno dei tre servizi igienici autopulenti pubblici nuovi di zecca (quello di piazza Roma) come pure molti muri della città sporcati da scritte e segni e altrettante piazze imbrattate e rovinate.
«La misura è colma ed è nostro dovere intervenire in modo solerte ed energico, utilizzando tutte le possibilità offerte alle Amministrazioni locali dal decreto emanato dal Governo in fatto di sicurezza e ordine pubblico. In Giunta stiamo analizzando quel testo e a breve saranno emanate ordinanze severissime per prevenire e contrastare il ripetersi di simili episodi».
A parlare è l’assessore Roberto Russo che si è fatto promotore dell’iniziativa, ma il suo parere non è isolato all’interno dell’Esecutivo di Camillo Scimone. Se il Sindaco parla, in merito agli atti di vandalismo, di «atteggiamenti che sono un pessimo segnale, anche di mancanza di valori» e afferma che «verranno emesse tutte le ordinanze necessarie, affinché si possa arginare  il problema e incrementati i controlli», a dargli man forte scendono in campo gli assessori Giancarlo Balestra e Gianfranco Dallorto, i quali affermano all’unisono: «Basta con certe aggressioni ai braidesi i quali, pagando le tasse, contribuiscono a migliorare la città con opere pubbliche poi deturpate e danneggiate. Al Sindaco non mancherà il sostegno della Giunta in una presa di posizione determinata».
«Non si parli di provvedimenti duri», avverte Balestra. «Per chi simili atti li condanna, certe ordinanze sono normali e certo non danno fastidio. Lasciano perplessi solo chi ha qualcosa da nascondere».
È l’assessore Russo a descrivere alcuni dei provvedimenti che la Giunta sta valutando e che potrebbe assumere a breve: «Per quanti siano ritenuti responsabili di atti vandalici bisognerà prevedere sanzioni significativamente elevate. Basta con certa tolleranza troppo lassista verso chi rovina i beni pubblici: alcuni minorenni presi a imbrattare muri di recente se la sono cavata con una piccola multa. Avrebbero dovuto pagare ben più caro il danno arrecato».
Ma non solo in tema di vandalismo si esprimeranno le ordinanze: «Bisognerà prevedere anche sanzioni elevate, fino alla confisca degli immobili, per coloro che affittano casa a stranieri clandestini o per quanti, lasciando cadere nel degrado le abitazioni, le rendono un facile riparo per gli irregolari. Molto bisognerà fare anche per contrastare lo spaccio di droga. Senza un’azione incisiva in tal senso, è inutile incrementare i servizi per poi doversi tutti i giorni confrontare con il giusto malcontento dei cittadini di fronte alla carenza di sicurezza e di tutela del bene pubblico».
Per i prossimi giorni sono stati fissati incontri dell’Esecutivo comunale sia con il Comandante della Polizia municipale, sia con i vertici locali delle Forze dell’ordine operanti sul territorio, sia con il Prefetto, in modo da perfezionare, anche con l’apporto di questi interlocutori, i contenuti delle ordinanze che saranno emanate, per renderle il più possibile efficaci.
Elisa Broccardo

Futuro a tinte fosche per le nocciole di Langa

1 settembre 2008

Cortemilia

Si attendeva un confronto sul nome dato alla cultivar del nocciolo, ovvero la controversa denominazione “Tonda gentile trilobata” che ha sostituito la tradizionale “Tonda gentile delle Langhe”, ma il dibattito organizzato domenica nell’ambito della Sagra  della nocciola ha sollevato il velo sulla grave impasse in cui è incappato il settore corilicolo, prospettando un futuro, se non cupo quanto meno incerto.
Ci si studia da fronti opposti, si mettono sulla bilancia le ragioni dei singoli e si guarda al futuro con un denominatore in comune, il desiderio di puntare sulla qualità indiscussa di un prodotto nato in una “terra benedetta” (definizione del presidente del gruppo “Elah-Dufour-Novi”, Flavio Repetto). Chiara è la necessità di avviare un confronto tra chi opera nel comparto su come salvaguardare la qualità, unica arma utilizzabile in un mercato dominato dalla concorrenza estera (l’80% della produzione mondiale è turco).
È un gioco di equilibrismo nel quale occorre bilanciare gli interessi dei produttori che vanno tutelati dalla concorrenza (come ha sottolineato Giuseppe Robaldo, presidente del Consorzio di tutela nocciola Piemonte) e la difesa della denominazione territoriale di un prodotto coltivato in tutto il Piemonte, ma in grado di offrire determinate caratteristiche solo nutrendosi della terra di Langa; nel quale bisogna far quadrare le difficoltà, tante, che si incontrano nell’aderire all’Igp (sulla cui necessità di semplificazione sono intervenuti gli imprenditori cortemiliesi Piergiorgio Mollea e Flavio Benvenuto), e la garanzia di una tracciabilità della filiera produttiva; nel quale occorre giostrarsi tra «libertà d’iniziativa e tutela della qualità», afferma il presidente dell’Asprocor, Giuseppe Andreis («Si naviga tra Scilla e Cariddi, e c’è il rischio di naufragare»).
Occorre, per dirla con Silvio Barbero, segretario nazionale di Slow Food, fare un passo indietro per in futuro poterne fare due in avanti: «È giunto il momento in cui tutti i protagonisti della filiera, dai produttori, agli sgusciatori, agli utilizzatori finali, diano prova di umiltà e coraggio, andando oltre ai propri interessi. Per combattere la marginalizzazione delle nostre terre si deve puntare sulla qualità del prodotto, sulla tradizione di cui è depositario, e su di essa puntare anche commercialmente».
La strada della qualità è l’unica percorribile per Flavio Repetto: «La sola chance che ci permette di non soccombere è cogliere il valore aggiunto che la terra di Langa offre a questo prodotto».

Elisa Sibona

Ritrovato materiale rubato in cantiere per 150.000 euro

26 agosto 2008

La scorsa settimana, a Bandito, i Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Bra, comandata dal capitano Pasquale Iovinella, nel corso dei servizi mirati al contrasto e alla repressione del fenomeno dei furti nei cantieri edili, hanno trovato, nascosto nell’abitazione di un43enne del posto, una copiosa quantità di materiale rubato, per un valore complessivo di oltre 150.000 euro. Nell’abitazione dell’uomo denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alba i militari hanno rinvenuto anche una carabina ad aria compressa depotenziata per la quale non è stata richiesta l’autorizzazione prescritta dalla legge. Proseguono le indagini per accertare la provenienza della refurtiva e per individuare tutti i responsabili dell’attività malavitosa.

Ecco l’elenco o dei macchinari e degli attrezzi recuperati, con le foto di parte del materiale, per favorirne l’identificazione da parte di chi ha subìto i furti.

1. un decespugliatore marca efco di colore rosso;

2. un decespugliatore marca efco di colore rosso mod. 85/10 matr. 1604172400;

3. un decespugliatore a catena (rotta) di colore rosso marca swhindaiwa mod. 62/102 matr 6010287;

4. un decespugliatore di colore arancio marca echo mod. srm-2450 matr 012361;

5. un decespugliatore di colore rosso marca echo mod. 85/10 matr 1607478639;

6. un decespugliatore con motore a spalla di colore giallo, mod nba-n matr 000075;

7. un tagliasiepe a motore con braccio estensibili di colore arancio marca echo mod ppt-2400 matr 010948;

8. una valigia in plastica di colore blue contenente un trapano elettrico marca a&g mod. pn 2200 r;

9. una valigia rigida di colore grigio con scritta flex contentene un trapano a batteria con relativo caricabatteria marca flex matr. 9704013-42259279;

10. una valigia con scritta hilti contenente martelletto elettrico e nr 2 punte marca hilti mod. te 76-atc matr. 00215892;/

11. una valigia rigida marca bosch contenete trapano elettrico medesima marca mod. csb 550re matr. 603169603;

12. una valigia rigida di colore nero contenente un trapano a batteria 9,6 volt con relativo caricabatteria il tutto marca jamato;

13. una valigia rigida di colore rosso con scritta hilti tkt 2000 contenente un avvitatore elettrico medesima marca matr. 438586-u2;

14. una valigia di colore grigio con scritto octopus 150 contenente all_interno una ventosa per rimozione vetri;

15. una valigetta verde con la scritta bosh contenente un avvitatore a batteria 12 volt della medesima marca, con relativo caricabatteria mod. gsr 12v matr. 0601949520;

16. una valigetta rossa in metallo contenente una pistola sparachiodi marca jmpekowek matr. 60711/3090;

17. nr. 3 rotoli di fune di cui due di colore bianco ed uno di colore arancio;

18. una valigetta in metallo di colore grigio contenente un martello pneumatico marca simbi 10 r matr. 15550;

19. una valigetta di colore rosso con scritta hilti contenente un trapano demolitore della medesima marca con relative punte mod. 230 v-50hz 1800 watt privo di matricola;

20. una valigetta in metallo di colore grigio contenente uno scalpello elettoci marca makita avente matricolo 72692e;

21. una pialla elettrica manuale marca makita mod. 1806b avente matr 92252e;

22. una troncatrice elettrica marca compa di colore verde e rosso mod. 2300 xl anno 2003 matr. 01586;

23. una smeriglitrice marca black & deker mod. cd 15 700 watt;

24. un flex marca bosch matr. 745040;

25. un flex di colore blue privo di marca;

26. una motosega marca stihl mod 20° t matr t 5616;

27. una motosega marca efco di colore rosso privo di marca con catena rotta;

28. una motosega oleomac mod. e170 mar 42919;

29. un flex marca bosch di colore verde mod gwws18-230;

30. una trivellatrice a scoppio marca efco mod. pr 1540, compresa di punta a trivella, e due trivelle di riserva;

31. un tagliasiepi marca efco mod. ts327;

32. un compressore a scoppio con relativa prolunga, marca paterlini tipo jolli mod. 4/280 anno 2001 matr. 31;

33. un compressore marca obi con annessa pistola mod. mk 200 privo di matricola;

34. un tagliaerba marca john deere mod. jx 75 privo di matricola;

35. un compressore marca automagic con relativo manometro lotto 729336 cod. 8212455;

36. una saldatrice elettrica marca camet tipo 135 matr. 2300-0;

37. un gruppo elettrogeno marca mosa mod. je 4500 hbs matr. 2545098050;

38. una custodia in plastica di colore rosso contenete punte di trapano da muro;

39. una idropulitrice di colore giallo marca karc her k7.80 matr. 718005 con lancia;

40. una idropulitrice di colore rosso marca maer tipo baby matr 021642 con relativa lancia;

41. una motozappa marca bcs mod 740 matr. 0000132704;

42. una spaccalegna di colore rosso marca o.m.a. tipo spg 14 nr. 1235 anno 2006;

43. un carrello elevatore a manovella di colore rosso;

44. una motozappa marca ferrari 90 mod. intermoto 1.im 350;

45. un estintore da 6 kg di colore rosso mod abc 34 a 144 bc;

46. un soffione per serre marca sial mod. grjp matr 551100954;

47. un elevatore montacarichi tipo m290 privo di marca;

48. un montacarichi marca ece matr 3866;

49. un rotolo di guaina per irrigazione marca netafim;

50. nr. 5 rotoli imballati e nuovi di rete per protezione frutteti;

51. un quadro elettrico con relativo cavo elettrico comprensivo di nr. 6 prese e relativo salvavita;

52. un montacarichi marca 12 v.d.5. winch mod sf _ u 0700;

53. una motoagricola priva di marca;

54. un compressore per i trattamenti sulle piante senza marca;

55. un appendice idraulica per muletto di colore rosso;

56. una betoniera marca imer di colore verde mod zl 190 matr. 1104022;

57. una sega circolare di colore blue marca o.m.a., con presa di forza, officine meccaniche fossano;

58. un escavatore di colore giallo marca komatsu modello 3f0545056 e pc12/15r-8 avente matricola nr.4713 compreso di benna piu_ altra benna di riserva di colore rosso e nr.2 pedane in alluminio per il relativo trasporto;

59. rimorchio agricolo privo di targhe







Si lavora al “Roero center” la grande distribuzione prolifera

26 agosto 2008

Santa Vittoria

Che cosa penserà l’Unesco delle “scatole da scarpe” (alias capannoni) che imperterriti proliferano fra Langhe e Roero? Secondo alcuni, potrebbero trasformarsi negli scogli neppure tanto metaforici sui quali s’infrangerà e affonderà l’ambiziosa candidatura a patrimonio dell’umanità. Secondo altri, sono esagerazioni espresse senza tener conto del fatto lampante che sussistono ettari ed ettari di territorio ancora incontaminato e incantevole.
La diatriba sugli “attentati” perpetrati dall’edilizia prefabbricata al paesaggio vede contrapporsi i difensori dei panorami, alcuni dei quali autentici “pasdaran” dell’ambientalismo, e coloro che ritengono suicida impedire o frenare lo sviluppo delle attività produttive e commerciali.
Come spesso accade, forse la verità sta nel mezzo e quindi converrebbe abbandonare gli estremismi e ragionare con intenti costruttivi (non solo in senso urbanistico, s’intende).
D’altro canto, per quanto riguarda questa faccenda, è comprensibile che qualche amministratore locale predichi bene e razzoli male, cioè difenda a spada tratta (a parole) le perle paesaggistiche della zona e poi acconsenta al loro “sterminio”, rilasciando le concessioni edilizie di sua competenza: come farebbero i Comuni a tirare avanti, senza le imposte versate nelle casse dei municipi dagli imprenditori? E poi questi ultimi possono legittimamente (dal loro punto di vista) far valere il “ricatto” occupazionale: privandoli della possibilità di espandersi o addirittura di insediarsi, addio posti di lavoro!
Anche in questo caso non si può risolvere la vexata quaestio con il fondamentalismo, bensì mediando fra le esigenze contrapposte sì, tuttavia sempre degne di rispetto e di considerazione, se non di tutela.
Vero è, peraltro, che dalle nostre parti l’espansione della grande distribuzione fa pensare. Lasciamo alle associazioni dei commercianti il compito di esprimere le furibonde reazioni dei negozianti, i quali man mano che passa il tempo vedono vieppiù messo in forse il proprio futuro.
E affidiamo ai lettori il giudizio sulla congruità estetica degli imponenti centri commerciali esistenti o realizzandi.
Ci soffermiamo, invece, su un’altra questione che, da perfetti incompetenti in materia, ci assilla un pochino: l’offerta di super e ipermercati è già imponente, però nella zona fra Alba e Bra a breve è destinata ad arricchirsi, creando un autentico imbarazzo della scelta. Presso la capitale delle Langhe si sta realizzando il terzo “Big store” della Granda, mentre lungo la vecchia strada statale 231, fra Monticello e Santa Vittoria, da qualche settimana è stato aperto il cantiere per la costruzione del “Roero center” e fra pochi giorni verrà inaugurato il nuovo “Mercatone uno”.
Sicuri che, a fronte di così tanti centri commerciali, sul territorio viva una popolazione di clienti in grado di renderli tutti economicamente redditizi? È una questione di numeri (quelli dei residenti) e di soldi (scarseggianti in sempre più famiglie): dopo aver cannibalizzato il piccolo commercio, le megastrutture dovranno per forza scannarsi fra loro, fino a che qualcuno soccomberà, e allora saranno dolori pure per quelli che vi lavorano, oggi indicati fra i fiori all’occhiello dei progetti messi in atto. È un ragionamento sballato?

Claudio Puppione

Il Sindaco: «Risolveremo la questione della gru a breve»

25 agosto 2008

Sulla possibilità di poter sistemare la grana della gru di Casa del Bosco, il sindaco, Camillo Scimone, usa parole che suonano piuttosto rassicuranti: «Ho parlato con alcuni dei residenti non molto tempo fa e ho dato mandato agli uffici del Comune affinché ci attivassimo per affrontare la questione. Viste le difficoltà nel contattare un interlocutore presso la ditta costruttrice e complici le ferie, i tempi si sono un po’ allungati, ma è nostra intenzione risolvere il problema in breve tempo». Anche Marco Ellena, capo di gabinetto del primo cittadino, ribadisce l’impegno dell’Amministrazione di farsi carico della segnalazione: «In settimana faremo il punto della situazione per valutare come intervenire per dare risposta alle istanze dei residenti. Già un anno fa è stato fatto un sopralluogo da parte della Polizia municipale, la quale, ai tempi, era riuscita a contattare la ditta, che aveva espresso l’intenzione di riprendere a breve i lavori. In data 29 luglio, comunque, il Comune ha provveduto a emettere un’ordinanza indirizzata alla ditta costruttrice, con la quale si ordina la messa in sicurezza del cantiere abbandonato». r.v.