Niente latte fresco a causa del colore di una scritta

Bra

Non hanno timore ad ammetterlo i fratelli Mosso dell’omonima azienda agricola: “L’errore è anche nostro”.
Ma il lettore non sia tratto in inganno da quest’atto di estrema correttezza e onestà pensando a chissà quale errore, né il consumatore che era solito servirsi al distributore di latte fresco di piazza XX settembre nutra dubbi sulla qualità del latte finora utilizzato.
L’errore è così banale, ingenuo se vogliamo, da sembrare ridicolo e da passare inosservato ai più, ma non all’occhio vigile dei Carabinieri del Nas.
Nel corso di un controllo presso il distributore automatico il Nucleo antisofisticazioni ha infatti verificato pure la correttezza del cartello, da affiggere obbligatoriamente in seguito alla recente emanazione di un Decreto in merito, con la scritta “Da consumarsi solo dopo bollitura”.
E il cartello c’era, affisso e ben visibile. A essere sbagliato era il colore. No, non quello del latte, poiché davvero in quel caso ci sarebbe stato di che preoccuparsi. Intendiamo proprio il colore della scritta. I fratelli Mosso l’hanno realizzata servendosi del loro computer collegato a una stampante che ha una cartuccia nera. Dunque la scritta era nera. Ma il Decreto dice che la scritta deve essere rossa.
“L’errore è nostro” continuano a ripetere i fratelli Mosso che, in effetti, di sbaglio ne hanno fatto pure un altro: le dimensioni del cartello. Il Decreto parla di un’altezza di quattro centimetri che il foglio da loro affisso non raggiungeva.
Di qui la pena che ai più pare pure eccessiva. Non solo una multa salata (“Che giustamente ci è stata fatta”, ribadiscono i Mosso), ma pure la chiusura del distributore automatico fino a quando la cartellonistica non sarà adeguata. Misura dura che, in un periodo in cui gli allarmismi si sprecano, può far dubitare erroneamente qualche passante sulla qualità del latte, che invece continua a essere ottimo, e dunque arrecare un danno all’azienda.
La beffa è poi che il provvedimento è stato assunto la scorsa settimana quasi in contemporanea al convegno tenutosi presso l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo sul tema: “Latte: la cruda verità. Il latte crudo, i suoi vantaggi e i suoi pericoli”. Nell’ambito dell’evento ricercatori, nutrizionisti e produttori si sono espressi circa “la recente bufera mediatica scatenatasi sul latte crudo che ha causato ingenti perdite agli allevatori creando un ingiustificato allarme e un diffuso disorientamento tra i consumatori”.
Tutti gli intervenuti hanno sottolineato le qualità del latte crudo e non solo dal punto di vista nutrizionale: “spillare il latte crudo da un distributore”, ha riassunto Cinzia Scaffidi, direttore del Centro Studi Slow Food “è la sintesi perfetta del buono, pulito e giusto: questo latte ha proprietà nutritive superiori a quelle del prodotto pastorizzato ed è più gradevole al palato; percorre pochi chilometri per giungere al consumatore e non produce rifiuti in packaging; infine, la filiera diretta consente una politica di prezzo più rispettosa del lavoro degli allevatori”.
In quel contesto parlare dei colori dei cartelli è parso irrilevante. La realtà ha però dimostrato il contrario.     e.b.

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