Le elezioni “decapitano” il comitato di Bandito

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2.500 persone sono più di quanti abitanti abbia un paese di media grandezza nel braidese, con tanto di Amministrazione cittadina.
Bandito, pur essendo una frazione, può contare su un numero di residenti dello stesso ordine di grandezza: inevitabilmente un po’ una città nella città, con problemi in parte diversi dal centro cittadino. Va da sé, quindi, che in questi casi organismi come il Comitato di quartiere rappresentino ben più di un entità di rappresentanza.
Ovvio, quindi, che abbia creato un po’ di sconcerto nei banditesi la notizia delle dimissioni del presidente del loro Comitato di frazione, Daniele Chiavazza, cui  sono seguite quelle degli altri componenti del direttivo: «Dopo sei anni alla presidenza del Comitato», esordisce il presidente dimissionario, «credo di essermi “fatto le ossa” e dunque ho deciso di dimettermi per scendere in politica».
Sul suo futuro politico, Chiavazza si sbilancia, ma solo un po’: «Sono un convinto leghista, ma in tanti sono venuti a chiedere la mia disponibilità. Ritengo che la cosa migliore da fare sia appoggiare chi ha un vero progetto che funga da stimolo per la crescita della città. Ho intenzione di impegnarmi a  tal fine, tenendo sempre a cuore le questioni di Bandito».
Tornando alla vita da presidente di comitato, Chiavazza spiega: «Il bilancio di questa esperienza è più che positivo: qualcosa rimane da fare, ma siamo riusciti a realizzare tanto e anche a lasciare i conti in attivo, come si vedrà dal bilancio che presenteremo nella seduta di lunedì (ieri, 2 febbraio, per chi legge) dal quale emerge un avanzo di circa 5.000 euro. Nel 2008 abbiamo gestito due tranche di finanziamenti del Comune, una di  14.000 euro e l’altra di 12.000, con cui si è provveduto alla sistemazione di nuovi guard rail, il ripristino di via vecchia Torino, l’installazione di giochi per bambini, la copertura dei  fossi di strada Terlapini, la tinteggiatura delle scuole e la sistemazione del vialetto del cimitero, fatta quest’ultima, tutta da volontari».
«Il mio impegno come presidente», aggiunge il banditese, «era pressoché quotidiano, dal momento che dal lunedì al venerdì, escluso il giovedì passavo almeno due ore in Comune ogni giorno, per vedere di risolvere le problematiche specifiche degli abitanti della frazione».
«Mi dispiace un po’ che si siano dimessi anche gli altri del gruppo», conclude Chiavazza,  «perché un Comitato attivo e con voglia di fare come il nostro è molto importante per la frazione. Per questo, mi auspico che si ricostituisca un nuovo gruppo e che possa continuare a lavorare al meglio per Bandito».
Sulla necessità di un nuovo gruppo, alle parole del presidente dimissionario fanno eco quelle del consigliere comunale di minoranza Giuseppe Bonetto, anche lui di Bandito, il quale ribadisce che: «Il comitato di quartiere è un servizio dal quale Bandito non può prescindere, perché più persone lavorano per la frazione e meglio è. Ci sono consiglieri comunali, come nel mio caso, che si fanno carico delle istanze dei residenti, ma ci sono aspetti come le feste patronali, interventi e altro per i quali è fondamentale il Comitato. Plaudo a quanto fatto dal Comitato uscente e non solo auspico ma mi attiverò in prima persona per fare in modo che si possa costituire un nuovo comitato».     r.v.

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