La città rischia di soffocare; appello di Legambiente

Bra

Riceviamo per conoscenza e pubblichiamo una lettera aperta all’assessore ai lavori pubblici, Gianfranco Dallorto. Restiamo ovviamente a disposizione per le eventuali repliche a quanto affermato dal Presidente del circolo Legambiente della città della Zizzola.

Gentilissimo assessore architetto Gianfranco Dallorto, come lei ben saprà, l’Esa (Agenzia spaziale europea) ha mandato nello spazio un satellite, Envisat, che ha all’interno uno strumento che si chiama “Sciamachy”. Esso produce una mappa dell’inquinamento aereo globale in cui si evince che la Padania è tra le zone più inquinate del mondo. Il centro urbano di Bra, per la sua geomorfologia, raddoppia in negativo le caratteristiche della Pianura padana.
La grande pianura è aperta ad est, ma racchiusa dalle Alpi a nord e e ovest e dagli Appennini a sud; Bra, invece, pur trovandosi nel catino padano, è pure chiusa a est, nord-est da uno spallone collinare che si erge di circa 100 metri sul centro abitato. A Bra, racconta una ricerca fatta dall’Arpa di Cuneo nel 2005, «gli episodi di vento, ovvero con velocità inferiori a 0,5 m/s, si sono verificati nel 29,4% delle ore. Essi sono stati maggiormente frequenti nelle ore notturne (45%). Mediamente il vento ha avuto una velocità contenute al di sotto di 2 m/s (…) si deduce che la zona non è sottoposta a regimi di brezza» (cfr http://www.arpa.piemonte.it/upload/dl/Aria/RELAZIONE_BRA_2005-3.PDF).
La città è riuscita a far migliorare le emissione delle aziende e ciò anche grazie all’Aia (autorizzazione integrata ambientale) richiesta dall’Europa, dall’Italia, dalla Regione e dalla Provincia a tutte le aziende con significativo impatto ambientale. Ma solo in minima parte si è intervenuti sulla viabilità interna al centro urbano. Come ben lei saprà, nella città madre di Slow Food continuano a imperversare ben dieci semafori che, specie nelle ore d’intenso traffico, fanno produrre una quantità enorme di smog perché rallentano migliaia di auto. Togliere i semafori e realizzare solo sensi unici permetterebbe di usare di più la bici e aumenterebbe i posti auto liberi.
Perché ciò non si realizzi è un bel mistero.
Andare in bici o a piedi nel centro urbano dalle 7 alle 9, dalle 12 alle 13 e dalle 17 alle 19,30 è come volersi suicidare. Nei giorni feriali, nelle vie più trafficate si respirano solo veleni e ciò in genere da ottobre a marzo.  Sono ben sei mesi.
L’aria a Bra ha un ricambio molto lento. Il ricambio dell’aria nella “braida” avviene solo dopo ore e ciò a causa della ridotta ventosità certificata dall’Arpa di Cuneo.
Come lei, tutti gli architetti, ingegneri e geometri e le imprese che operano nel nostro centro urbano forse non conoscono a sufficienza ciò che provoca alla salute dei cittadini che abitano nel centro urbano, il ristagno dell’aria inquinata nei mesi invernali.
L’inquinamento a Bra è elevato e questo è causa della recrudescenza delle malattie respiratorie, in quanto le Pm10 sono le particelle di fumo più fini, quelle che entrano nei polmoni e che vanno giù fino ai bronchi. Come lei saprà si respira, in media, oltre ventimila volte al giorno.
Una causa del ristagno dell’aria inquinata nel centro di Bra è costruire palazzi oltre i due-tre piani fuori terra. Si è affermata la pratica insana di costruire palazzi troppo alti dove prima c’erano piccole abitazioni o giardini. I palazzi a quattro, cinque, sei o sette piani bisognerebbe costruirli dove esiste una ventosità medio-alta. Per Bra questa moda di costruire oltre i tre piani fuori terra è nociva. Si costruisco case alte in vie strette e, per di più, si fanno passare auto a volontà. Purtroppo anche in queste settimane si continuano a costruire “dighe” al ricambio atmosferico nel centro urbano.
Costruire palazzi di oltre tre piani fuori terra nelle vie di Bra vuol dire decuplicare l’effetto di ristagno e quindi dell’inquinamento che ammorba la Padania. Purtroppo, se non ci sarà un copernicano cambiamento nel costruire nella nostra città, respireremo sempre meno bene e la causa sarà anche dell’edilizia, dei Prg.
A noi non rimane che continuare a dire e a scrivere che oggi a Bra una causa dell’inquinamento sono le case troppo alte che bloccano il ricambio atmosferico. Prima o poi riusciremo a convincervi della sensatezza delle nostre proposte, ne siamo certi.
È vero: le aziende, le auto e il riscaldamento sono tre fonti di smog riconosciute ovunque, ma a Bra il modo di costruire le case, i palazzi ha rilevanza più che altrove. Domandiamo a lei e a tutti i professionisti dell’edilizia di darci una mano a respirare meglio. Pensate ai polmoni di bimbi e anziani e anche ai vostri, oltre che a quelli dei vostri familiari.

Gianni Rinaudo
(presidente del circolo
Legambiente di Bra)

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Una Risposta to “La città rischia di soffocare; appello di Legambiente”

  1. paolo Says:

    ecco un sito interessante

    http://falsoblondet.blogspot.com/

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