Donna bielorussa “spenna” l’amante, ma finisce in cella

Bra

Per anni, dal 2002 al 2005, aveva portato avanti una relazione che gli è costata “cara”, poiché sono almeno 200.000 gli euro che la bella amante è riuscita a farsi prestare, per sé e per delle amiche. Poi l’avvenente ragazza dell’est scomparve, ricomparendo alla fine dell’agosto di quest’anno.
Ma questa volta l’uomo, un assicuratore del Roero di mezza età che con gli anni ha acquisito un pizzico di saggezza in più, non ha dato più di tanto ascolto alle richieste della donna.
Con alcune telefonate, ove spiegava le sue vicissitudini, la bielorussa 38enne ha cercato di riallacciare il rapporto, incontrandolo e riuscendo comunque a farsi ancora prestare un’ulteriore somma di denaro, oltre a presentargli un complice, il quale ha proposto all’assicuratore un aiuto per recuperare il denaro che aveva prestato alle amiche della giovane bielorussa e che non era stato mai restituito.
L’assicuratore, di suo, non era disposto a riaprire la questione. Ma, vista la pistola mostratagli dal milanese e preoccupato per le vantate amicizie siciliane dell’uomo, già attivate per recuperare il denaro perso in precedenza, ha preferito fare buon viso a cattivo gioco, prendendo accordi per un nuovo appuntamento, al quale avrebbe dovuto presenziare portando altri 2.000 euro.
All’incontro, fissato per il primo pomeriggio di lunedì 22 settembre in piazza Giolitti a Bra, però, non si è presentato l’assicuratore, bensì i Carabinieri della Compagnia di Bra che con un fulmineo e spettacolare blitz (per nulla esente da rischi, tenendo conto del fatto che, poco dopo l’orario dell’incontro, gli alunni sarebbero usciti da scuola) il quarantottenne e la donna della Bielorussa.
L’arresto compiuto dalla Compagnia guidata dal capitano Pasquale Iovinella, è stato la felice conclusione di un’intensa e delicata operazione, con servizi di pedinamento e osservazione, culminata con la trappola tesa in piazza Giolitti che ha portato pure al sequestro di un’arma giocattolo assai simile ad una autentica, di documentazione varia e di tre coltelli a serramanico.
Gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Torino, la donna, e di Alba, l’uomo.
Dovranno rispondere del reato di estorsione.

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