Futuro a tinte fosche per le nocciole di Langa

Cortemilia

Si attendeva un confronto sul nome dato alla cultivar del nocciolo, ovvero la controversa denominazione “Tonda gentile trilobata” che ha sostituito la tradizionale “Tonda gentile delle Langhe”, ma il dibattito organizzato domenica nell’ambito della Sagra  della nocciola ha sollevato il velo sulla grave impasse in cui è incappato il settore corilicolo, prospettando un futuro, se non cupo quanto meno incerto.
Ci si studia da fronti opposti, si mettono sulla bilancia le ragioni dei singoli e si guarda al futuro con un denominatore in comune, il desiderio di puntare sulla qualità indiscussa di un prodotto nato in una “terra benedetta” (definizione del presidente del gruppo “Elah-Dufour-Novi”, Flavio Repetto). Chiara è la necessità di avviare un confronto tra chi opera nel comparto su come salvaguardare la qualità, unica arma utilizzabile in un mercato dominato dalla concorrenza estera (l’80% della produzione mondiale è turco).
È un gioco di equilibrismo nel quale occorre bilanciare gli interessi dei produttori che vanno tutelati dalla concorrenza (come ha sottolineato Giuseppe Robaldo, presidente del Consorzio di tutela nocciola Piemonte) e la difesa della denominazione territoriale di un prodotto coltivato in tutto il Piemonte, ma in grado di offrire determinate caratteristiche solo nutrendosi della terra di Langa; nel quale bisogna far quadrare le difficoltà, tante, che si incontrano nell’aderire all’Igp (sulla cui necessità di semplificazione sono intervenuti gli imprenditori cortemiliesi Piergiorgio Mollea e Flavio Benvenuto), e la garanzia di una tracciabilità della filiera produttiva; nel quale occorre giostrarsi tra «libertà d’iniziativa e tutela della qualità», afferma il presidente dell’Asprocor, Giuseppe Andreis («Si naviga tra Scilla e Cariddi, e c’è il rischio di naufragare»).
Occorre, per dirla con Silvio Barbero, segretario nazionale di Slow Food, fare un passo indietro per in futuro poterne fare due in avanti: «È giunto il momento in cui tutti i protagonisti della filiera, dai produttori, agli sgusciatori, agli utilizzatori finali, diano prova di umiltà e coraggio, andando oltre ai propri interessi. Per combattere la marginalizzazione delle nostre terre si deve puntare sulla qualità del prodotto, sulla tradizione di cui è depositario, e su di essa puntare anche commercialmente».
La strada della qualità è l’unica percorribile per Flavio Repetto: «La sola chance che ci permette di non soccombere è cogliere il valore aggiunto che la terra di Langa offre a questo prodotto».

Elisa Sibona

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3 Risposte to “Futuro a tinte fosche per le nocciole di Langa”

  1. davide Says:

    E’ decisamente stupido quanto inutile litigare sul nome quando abbiamo un prodotto di nicchia che dovremmo valorizzare se non vogliamo vederlo scomparire sotto l’avanzata Turca.
    sono produttore di nocciole a Cavagnolo (biologico ancora per poco) e non vedo la volonta’ da parte delle industrie di ricevere il nostro prodotto perche’ caro; loro devono fare i numeri e prendono prodotto scadente che poi migliorano con gli “aromi naturali” (esempio la nutella) .
    Ho sentito che dal Cile arrivano nocciole Piemonte I.G.P. ; come se il vino della California ,nato da barbatellle Italiane, sia uguale ai nostri vini ,sono esterefatto: ma i controlli esistono? chi li fa?.
    nella mia ignoranza proporrei questo: chi produce “NOCCIOLE PIEMONTE TONDA GENTILE DELLE LANGHE “utilizzi il marchio I.G.P. e controlli che chi vende (parlo dell’industria) prodotto I.G.P. sia realmente tale a quel punto saremmo sicuri del nostro prodotto e spuntare un prezzo equo per il valore del prodotto e per i costi di produzione.
    Trovo inutile dannoso e sciocco cambiare nome,bisogna cambiare la mentalita’ anche se questo comporta per esempio, di “tenere” il prodotto in cascina e poi chiedere alle industrie come fanno a vendere I.G.P se noi produttori non lo abbiamo ancora venduto.
    Credo che dovremmo ,noi produttori di nocciole ” TONDA GENTILE DELLE LANGHE o PIEMONTE o TRILOBATA” ,chiamatela come cavolo volete (non conta il nome ma il prodotto!) stare uniti e imporre il nome suddetto ,qualunque esso sia, SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a quelle nocciole prodotte in PIEMONTE da piante “tonda gentile delle langhe”e ripeto controllare che chi vende (industria) con quel marchio non bari ma che la nocciola sia quella e non un altra.
    Saluti a tutti e foza nocciole.

  2. Mario Rivaro Says:

    Sono interessato ad una quotazione di nocciola biologica “tonda e gentile” sgusciata per lavorazione di pasta nocciola per il mercato francese.
    Il mio cellulare è +39 349 4948570.

    Cordiali saluti.

    Mario Rivaro

  3. Guido Martinetti Says:

    Sono anch’io interessato alla quotazione di nocciola tonda gentile biologica Piemonte sgusciata.
    Il mio riferimento è g.martinetti@grom.it

    Grazie e cordiali saluti
    Guido Martinetti

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