Si lavora al “Roero center” la grande distribuzione prolifera

Santa Vittoria

Che cosa penserà l’Unesco delle “scatole da scarpe” (alias capannoni) che imperterriti proliferano fra Langhe e Roero? Secondo alcuni, potrebbero trasformarsi negli scogli neppure tanto metaforici sui quali s’infrangerà e affonderà l’ambiziosa candidatura a patrimonio dell’umanità. Secondo altri, sono esagerazioni espresse senza tener conto del fatto lampante che sussistono ettari ed ettari di territorio ancora incontaminato e incantevole.
La diatriba sugli “attentati” perpetrati dall’edilizia prefabbricata al paesaggio vede contrapporsi i difensori dei panorami, alcuni dei quali autentici “pasdaran” dell’ambientalismo, e coloro che ritengono suicida impedire o frenare lo sviluppo delle attività produttive e commerciali.
Come spesso accade, forse la verità sta nel mezzo e quindi converrebbe abbandonare gli estremismi e ragionare con intenti costruttivi (non solo in senso urbanistico, s’intende).
D’altro canto, per quanto riguarda questa faccenda, è comprensibile che qualche amministratore locale predichi bene e razzoli male, cioè difenda a spada tratta (a parole) le perle paesaggistiche della zona e poi acconsenta al loro “sterminio”, rilasciando le concessioni edilizie di sua competenza: come farebbero i Comuni a tirare avanti, senza le imposte versate nelle casse dei municipi dagli imprenditori? E poi questi ultimi possono legittimamente (dal loro punto di vista) far valere il “ricatto” occupazionale: privandoli della possibilità di espandersi o addirittura di insediarsi, addio posti di lavoro!
Anche in questo caso non si può risolvere la vexata quaestio con il fondamentalismo, bensì mediando fra le esigenze contrapposte sì, tuttavia sempre degne di rispetto e di considerazione, se non di tutela.
Vero è, peraltro, che dalle nostre parti l’espansione della grande distribuzione fa pensare. Lasciamo alle associazioni dei commercianti il compito di esprimere le furibonde reazioni dei negozianti, i quali man mano che passa il tempo vedono vieppiù messo in forse il proprio futuro.
E affidiamo ai lettori il giudizio sulla congruità estetica degli imponenti centri commerciali esistenti o realizzandi.
Ci soffermiamo, invece, su un’altra questione che, da perfetti incompetenti in materia, ci assilla un pochino: l’offerta di super e ipermercati è già imponente, però nella zona fra Alba e Bra a breve è destinata ad arricchirsi, creando un autentico imbarazzo della scelta. Presso la capitale delle Langhe si sta realizzando il terzo “Big store” della Granda, mentre lungo la vecchia strada statale 231, fra Monticello e Santa Vittoria, da qualche settimana è stato aperto il cantiere per la costruzione del “Roero center” e fra pochi giorni verrà inaugurato il nuovo “Mercatone uno”.
Sicuri che, a fronte di così tanti centri commerciali, sul territorio viva una popolazione di clienti in grado di renderli tutti economicamente redditizi? È una questione di numeri (quelli dei residenti) e di soldi (scarseggianti in sempre più famiglie): dopo aver cannibalizzato il piccolo commercio, le megastrutture dovranno per forza scannarsi fra loro, fino a che qualcuno soccomberà, e allora saranno dolori pure per quelli che vi lavorano, oggi indicati fra i fiori all’occhiello dei progetti messi in atto. È un ragionamento sballato?

Claudio Puppione

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: