Un milione e 200 mila euro per la Bra-Ceva

Monchiero

Il 24 luglio 2002, Giovanni Bottino, oggi sindaco di Monchiero, presentava al Consiglio provinciale di cui faceva parte, la proposta di trasformare i binari della Bra-Ceva, inutilizzati dopo l’alluvione del 1994, in pista ciclabile.
Sei anni dopo, esattamente il 24 luglio 2008, a Monchiero, si sono riuniti gran parte dei sindaci dei comuni attraversati dalla vecchia linea ferroviaria (erano presenti rappresentanti di Monchiero, Bastia, Carrù, Castellino Tanaro, Clavesana, Farigliano, Narzole) per tornare a discutere il progetto.
Una coincidenza di date che dice quanto la perseveranza paghi. Perché quell’ipotesi di riqualificare la ferrovia è mai venuta meno, declinata ora nei termini della possibilità, ora in quelli del sogno nel cassetto. Dopo tanti anni è forse il momento di assaporare i primi frutti di un lavoro costante.
Lo afferma Bottino che parla di presenza «di presupposti affinché le trattative con le Ferrovie vadano a buon fine» e lo conferma Marco Botto, ex assessore provinciale ai lavori pubblici, oggi consigliere provinciale, che, insieme a Bottino, si è impegnato a lungo per dare concretezza a quell’iniziativa. «Le proposte avanzate dalle Ferrovie», sostiene Botto, «sono interessanti e paiono aver sbloccato la situazione. Da una richiesta di 15 o 16 milioni di euro per l’acquisto del sedime si è scesi, con uno escamotage giuridico, a cifre più abbordabili che ci consentono di rivolgerci alla Provincia e soprattutto alla Regione affinché si proceda nella pratica dell’acquisizione che consentirà la trasformazione a fini turistici della Bra-Ceva. E non possiamo che augurarci che il progetto vada in porto, poiché la Bra-Ceva è l’unica opera pubblica non ricostruita dopo l’alluvione del 1994».
Un passo in avanti notevole, dunque rispetto al 2002.
Già, perché lo scorso giovedì, a Monchiero, insieme ai sindaci e all’assessore provinciale Federico Gregorio, erano presenti anche alcuni dirigenti delle Ferrovie (Vincenzo Lombardi, responsabile dei servizi immobiliari, Giacomo Palmieri, direttore del compartimento Rfi di Piemonte e Valle d’Aosta, Vincenzo Gianotti, funzionario del settore patrimonio Rfi e Valentino Guglielmini, funzionario del settore servizi).
Precisa è stata la loro proposta: 1 milione e 200 mila euro per un diritto di superficie sulla linea della Bra-Ceva della durata di cinquant’anni.
Di qui si può partire per mettere in pratica il progetto di una pista ciclabile chiedendo un intervento della Regione, sulla legge varata per il recupero delle ferrovie dismesse, che consentirebbe, spiega Gregorio, «la riqualificazione di un patrimonio storico attribuendogli una valenza non solo turistica e culturale ma anche paesaggistica».
E poiché quando le cose girano per il verso giusto e bene cogliere la palla al balzo, il tavolo di lavoro si è dato appuntamento il 10 settembre per valutare le prossime mosse, auspicando di preparare un altro significativo passo in avanti del progetto per il prossimo 24 luglio.

Elisa Broccardo

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