Pirra: «I nostri artigiani a rischio “pizzo”»

Ecco l’intervento letto da Giacomo Pirra, presidente di zona di Confartigianato, durante il convegno sulla sicurezza del territorio svoltosi dopo l’inaugurazione della caserma della Polizia stradale.

In questo brevissimo intervento vorrei evidenziare una preoccupazione forte e sentita da tutto il mondo artigiano che ho l’onore di rappresentare.
Il problema della sicurezza e della tutela delle nostre aziende, dei cittadini e del territorio è reale e di estrema attualità. Non condivido la tesi sostenuta da alcuni autorevoli opinionisti che minimizzano la portata di questo emergenza, sostenendo che viviamo in condizioni di sicurezza accettabili, e comunque migliori di quelle effettivamente percepite.
Ogni giorno veniamo a conoscenza di furti nelle aziende dei nostri associati e nelle loro abitazioni.
Un fenomeno in crescita che genera un pericoloso sentimento di sfiducia da parte dei cittadini nei confronti dello Stato, minando quel rapporto che reputo basilare di affidamento reciproco.
La nostra storia, il nostro passato, la nostra cultura, mettono il rispetto al primo posto dei valori.
Il furto, e soprattutto l’ingresso di altri soggetti nei luoghi privati come le nostre aziende o le nostre case, genera un malessere psicologico profondo e duraturo. Sentirsi indifesi e, con la certezza che i responsabili non saranno individuati e comunque puniti, porta ad atteggiamenti preoccupanti per il futuro della nostra civiltà.
Gli sforzi economici dei cittadini per mantenere in piedi le strutture dello Stato e delle istituzioni risultano poco accettati, quando si percepisce di non ricevere in cambio quanto dovuto. Riteniamo che le leggi debbano essere sempre e solo a tutela dei cittadini onesti che credono nelle regole del vivere civile.
Quando un nostro artigiano rinuncia alla denuncia alle autorità del furto subìto, salvo quando deve far intervenire l’assicurazione, evidenzia questo clima di sfiducia verso lo Stato e le istituzioni.
Sapendo che gli autori non verranno trovati e perseguiti e che la refurtiva mai trovata, si lascia spazio a rimedi impensabili per la nostra mentalità: riuscire a ritrovare in qualche modo la refurtiva, per ricomprarla, cercando di limitare i danni economici dell’evento. Ciò affossa quei princìpi di legalità sulla quale si basa la nostra società. Ci preoccupano questi atteggiamenti perché portano a comportamenti tipici di altre realtà: essere costretti a pagare alla malavita, per la “protezione” della propria azienda o dei beni personali.
È un campanello d’allarme preoccupante, che come mondo dell’artigianato ritengo doveroso proporre alle autorità.
Non si può aspettare ancora, bisogna invertire da subito questa tendenza e questa mentalità.
Occorre un’azione pronta e decisa, mettendo in atto una prevenzione effettiva ed efficace, andando a monitorare la provenienza di risorse spese da categorie di persone del tutto sconosciute al fisco e senza nessuna attività.
I cittadini onesti lo chiedono e ci sperano.
Aiutateci e aiutiamoci!

Giacomo Pirra

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