Legambiente: a Bra nessun impianto di termovalorizzazione

Bra

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal circolo Legambiente.

Il 94% dell’energia utilizzata in Italia è prodotta da fonti fossili (petrolio, metano, ecc.). Tutto è importato dall’estero.
Anche per i prossimi anni l’unica fonte credibile sono i combustibili fossili, se vogliamo mantenere l’attuale livello di vita e, quindi, anche di spreco energetico. Infatti la nostra fonte più promettente sarebbe il risparmio energetico, insieme al miglioramento energetico dei processi.
Allora perché cercare fonti energetiche alternative a quelle tradizionali, ossia ai combustibili fossili?
Certo non per carenza di combustibili fossili, infatti le sabbie e gli scisti (sorte di rocce, ndr) bituminosi del Venezuela e del Canada equivalgono all’attuale potere energetico mondiale, per non parlare del metano idrato di cui si conoscono riserve enormi.
Le vere motivazioni per affrancarci da petrolio e metano sono di carattere ambientale in quanto procedendo a talie livelli di consumi ci mancherà… prima l’aria del petrolio. Si pensi all’inquinamento della Pianura padana o a quello delle megalopoli cinesi.
Ma abbiamo bisogno di abbandonare le fonti fossili anche per essere autosufficienti energeticamente. In tal senso siamo arretrati e questo penalizza la competitività dell’Italia.
Inoltre, dipendendo totalmente dall’estero, siamo ricattabili e solo grazie all’alleanza con gli Usa, che ci garantisce militarmente, possiamo continuare a godere del benessere energetico che ci danno il petrolio e il metano. Questa è la cruda verità.
Fatta questa realistica premessa di carattere nazionale, rivolgiamo il nostro pensiero all’aria di Bra.
Siamo contrari che a Bra si continui a volere bruciare qualsiasi cosa pur di produrre energia. Per la stessa ara crematoria, prima di installarla nel nostro cimitero, si doveva tener conto del fatto che da noi l’aria è quasi stagnante (percorre in media appena un chilometro all’ora). E questo lo dice l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa).
Siamo contrari che nella braida sia installata una centrale, anche supercogenerativa, a olio di palma importato dalla lontana Malesia, così come siamo contrari che si proceda alla realizzazione del teleriscaldamento cittadino.
L’aria di Bra dev’essere liberata da ogni fonte emissiva ulteriore.
Inoltre nel centro urbano non si dovrebbero costruire case oltre il secondo piano e il regolamento edilizio comunale dovrebbe prevedere il massimo della cautela in termini di risparmio energetico. Quando sarà approvato questo tipo di regolamento, pronto da un anno almeno?
Bisognerebbe vietare, durante l’inverno, l’uso del gasolio o della legna se non si utilizzano stufe a norma, come è previsto sotto i 300 metri sul livello del mare nella vicina Lombardia.
Secondo il nostro parere, il teleriscaldamento non potrà migliorare l’atmosfera di Bra. Siamo contrari a ogni forma di teleriscaldamento per la città della Zizzola. Nel breve periodo da noi è sufficiente utilizzare l’attuale rete del metano e adottare il solare termico come integrazione per l’acqua calda sanitaria che, diffuso in tutta la città, ci farebbe ridurre di almeno il 15-20% l’inquinamento atmosferico.
Nel prossimo futuro il sistema fotovoltaico, integrato con la geotermia, potrà alimentare le pompe a calore e il centro urbano non avrà più bisogno di fonti fossili per il riscaldamento e il raffrescamento.
Coloro i quali vogliono farci credere che il teleriscaldamento a metano (importato dalla Russia), a olio di palma (importato dalla Malesia) o utilizzando i rifiuti sia il meglio, non vogliono il bene e la salute dei braidesi. In Piemonte siamo una delle città con un’alta percentuale di malattie respiratorie ed è ora di smetterla di riempire la nostra atmosfera d’inquinamento.
Anche il traffico va limitato come già più volte abbiamo richiesto.
È ora che i federalisti si occupino, oltre che di extracomunitari, anche di fonti energetiche e sostengano senza sosta l’utilizzo dell’unica energia di cui il nostro territorio dispone: il sole. La tecnologia odierna permette di utilizzarlo anche in termini vantaggiosi. È una menzogna che il fotovoltaico sia caro.
Facendo bene i calcoli della filiera che ci porta ad usare la caldaia a metano o gasolio si scoprirà, che i costi delle infrastrutture per trasferire tali carburanti superano di molto quelli di un impianto fotovoltaico.

Gianni Rinaudo
(presidente
del circolo Legambiente
di Bra)

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2 Risposte to “Legambiente: a Bra nessun impianto di termovalorizzazione”

  1. zzzzz zzzzz Says:

    ma siete rincoglioniti completamente, quando la finirete di far soldi destinati ad altri e tenerveli in tasca. adesso tra poco non avremo piu bisogno della vostra carita

  2. zzzzz zzzzz Says:

    quello che abbiamo ottenuto non è certo grazie a voi

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