Ospedale, politici ai ferri corti

Torino

I consiglieri regionali Alberto Cirio e Franco Guida hanno espresso stupore sul fatto che, presso gli uffici albesi della Regione, alla presenza dell’assessore Eleonora Artesio e dei suoi collaboratori, si sia discusso il progetto del polo integrato di eccellenza tra l’ospedale di Verduno e l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo «senza invitare tutti i rappresentanti del territorio in Consiglio regionale che, come nel caso di chi parla, hanno lavorato per la difesa della sanità locale, facendo approvare nell’ultima legge finanziaria un emendamento per la salvaguardia dei servizi degli ospedali di Alba e Bra, fino all’entrata in funzione della nuova struttura unica».
Cirio e Guida aggiungono: «La giunta Bresso, che da tre anni governa la Regione, non cessa di stupirci; abbiamo sulle nostre teste una sanità che ogni anno fa un buco di quasi 500 milioni di euro; assistiamo alla lenta costruzione del nuovo ospedale Alba-Bra sui cui tempi di esecuzione vorremmo qualche notizia in più; non sappiamo ancora in che modo e con quali risorse la struttura di Verduno sarà collegata con l’area circostante; nei due presidi ospedalieri oggi in funzione, nonostante il grande impegno profuso dal personale, permangono liste d’attesa e difficoltà di ordine logistico (ad Alba, per esempio, si continuano a svolgere migliaia di prelievi all’anno in una stanza di 10 metri quadri in cui tra operatori e utenti si accalcano costantemente più di dieci persone). In un quadro complessivo così problematico e parzialmente irrisolto, come si fa a parlare di nuove soluzioni? La sanità piemontese ha bisogno di rigore e non di fughe in avanti. Prima pensiamo a garantire il minimo per la salute dei cittadini senza obbligarli a liste di attesa di mesi o a utilizzare strutture vetuste e inadeguate, poi penseremo al polo alimentare!».
I due esponenti del centro-destra concludono: «Tuttavia sottolineiamo il pragmatismo della stessa Artesio rispetto alla proposta di un polo dell’alimentazione e della salute a Verduno e a Pollenzo, fermo restando che è già prevista una forma di integrazione tra il nuovo ospedale unico e l’Università di scienze gastronomiche, sottoscritta il 27 luglio 2007. Le priorità, tuttavia, sono altre e in primo luogo la definizione dei collegamenti viari al nosocomio. È compito della Regione attuare gli accordi di programma in tal senso, già siglati. Su questo aspetto e su altri si gioca la partita fondamentale per il futuro della sanità locale più che su temi, magari innovativi, che richiedono tempo per un’applicazione concreta e immediata. Non è il momento di fare propaganda».

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