Volume Summer festival: buona anche la seconda!

Sabato 14 giugno, Bra, ha dato vita alla seconda edizione del Volume Summer Festival. La rassegna, si propone di dare voce alle più interessanti realtà del panorama musicale piemontese e non solo, accompagnate da gruppi più conosciuti. Il tempo è stato benevolo con gli organizzatori, nonostante un freddo più consono a latitudini finlandesi, la pioggia che minacciava la serata non è comparsa. Ad aprire le danze gli ottimi Armstrong. Una chitarra, un basso che ogni tanto si dedicava al synth e un batteria, hanno dato vita ad una grande performance sia musicale che emozionale. Rock puro, incendiario, condito da una leggera base di elettronica giusto per rendere la ricetta più saporita. A seguire i torinesi Did. Giunti sul palco tutti di giallo vestiti, hanno dato vita ad una animata mezzora di elettro-indie-rock, sulla scia di gruppi come i Soulwax. Originale la formazione, che a turno cambiava gli strumenti, scambiandosi i ruoli alle percussioni, al synth e alla chitarra. Si sentiva forte la presenza della crew elettronica dell’Explosiva. A seguire le toccanti melodie del bolognese Athebustop, cantautore di gran talento accompagnato da una brava (e bella) violoncellista. Il suo timbro di voce molto simile a quello del miglior Cris Martin, ha riscaldato l’animo degli spettatori. A seguire i cuneesi Running Woman Idea, sicuramente il gruppo che ha meno impressionato nel corso della serata. La formazione era composta da un suonatore di synth che si occupava anche delle basi, un chitarrista e un fantomatico personaggio che faceva scorrere video alle spalle del gruppo. Il tutto risultava un po’ freddo e alla lunga stancante. Servirebbe l’aggiunta di qualche strumento per rendere più viva e meno fredda la musica. A concludere la serata gli headliner Perturbazione. Il gruppo di Rivoli, giunto in formazione ridotta, ha proposto un viaggio nelle composizioni della band, partendo dai primi album fino ad arrivare all’ultimo “Pianissimo fortissimo”. La formazione era composta da due chitarre acustiche, il violoncello e la voce del cantante Tommaso Cerasuolo. Molto d’impatto, ha creato una magica atmosfera tra gli ascoltatori. Il gruppo ha anche stupito presentando numerose cover, su cui tutte spicca uno splendido arrangiamento di “Friday I’m in love” dei Cure. Neanche il tempo di lasciar cadere l’ultima nota che i dj dello Xanax Party, gli alfieri dell’indie rock ai Murazzi di Torino, hanno animato la serata con i loro mix che pescavano tra tutto il meglio di quello che la musica indie ed elettronica ha prodotto in questi anni. In conclusione un bel festival, vivo, sentito, con spettatori competenti e soddisfatti. E il prossimo anno gli organizzatori garantiscono ancora più qualità e novità. Aspettiamo interessati.

Federico Rosa

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