Referendum sul silo?

«Parcheggio sì, parcheggio no, che dilemma il parcheggio… Puoi dir di sì, puoi dir di no, ma non ci metter una vita! Prepariamoci al buco, non finiamo in un buco: c’è chi da tempo si attiva per ostacolarlo un po’… Autosilo sì, autosilo no, autosilo fantasma…».
Potrebbe suonare così l’incipit dell’ipotetico “Il sottoterra dei cachi”, rivisitazione in chiave braidese della celebre canzone di “Elio e le storie tese” che diede la celebrità nazional-popolare al gruppo milanese, la quale, seppur in breve, riassume alcuni dei nodi ancora aperti riguardo al progetto di realizzare di un posteggio sotterraneo in piazza Carlo Alberto.
La questione, infatti, si trascina da mesi, da oltre un anno se si considera il bando di gara per il project-financing approntato dal Comune, e continua a lasciare alcuni in attesa che la Giunta conceda la pubblica utilità all’opera e si possa dare il via ai lavori e altri, su tutti il Comitato spontaneo antisilo, che al contrario attendono dal sindaco, Camillo Scimone, la conferma definitiva della rinuncia al parcheggio sotto la piazza del Pasc, opera da cui si dovrebbero trarre circa trecento posti auto e una cinquantina di garage da vendere a privati.
Di quanto sia necessario arrivare a una conclusione della questione si è più volte detto convinto lo stesso Sindaco, il quale assicura una decisione in tempi brevi, anche se non certissimi…
«Vedremo di chiudere il discorso al più presto», dichiara il primo cittadino braidese. «Per varie contingenze, l’ultima delle quali, l’assenza nelle scorse settimane di due assessori, la Giunta non ha potuto ritrovarsi al completo per decidere riguardo al parcheggio. Ad ogni modo nei prossimi giorni conto di poter riunire la Giunta e di sciogliere le riserve sulla strada da intraprendere prima di una nuova seduta del Consiglio comunale».
Se finora il novero delle alternative credibili pareva essere riconducibile a due opzioni, ovvero concedere la pubblica utilità, magari condizionata, o non darla e dunque rinunciare al progetto, negli ultimi tempi, pare essersi fatta strada una terza ipotesi, ovvero rimettere la decisione agli elettori braidesi attraverso un referendum cittadino.
Rispetto a tale eventualità, in effetti non nuova e, ai tempi, non troppo considerata dall’Amministrazione, Scimone non si dimostra del tutto insensibile: « Quella del referendum è un’ipotesi che valuteremo. Si tratta di uno strumento di democrazia, perché chiama in causa i cittadini ma, oltre, a tutte le altre considerazioni, bisogna vedere se nel regolamento comunale esistono le condizioni per poterlo attuare. In ogni caso, ribadisco la nostra volontà di affrontare in tempi stretti la questione per trovare una decisione condivisa. Se non si arrivasse a una scelta collegiale, il referendum potrebbe essere una strada percorribile. In questo momento, comunque, il consulto cittadino mi pare un’ipotesi possibile, ma non la più probabile».

Raffaele Viglione

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