La maledizione del Movicentro

Il tempo passa e il Movicentro continua a essere lì, immutato e senza una vitalità che lo permei di sé. Osserva quanto avviene intorno a sé (dalle riqualificazioni urbane all’intitolazione delle piazze) e tace. Eppure i lavori sulla struttura si sono conclusi da tempo e tutto all’apparenza è pronto per utilizzarla.
Anche perché gli interventi intorno alla stazione ferroviaria di Bra, parte integrante di un progetto più ampio che coinvolge le principali città della Granda per potenziare l’interscambio dei trasporti su gomma e su rotaia rendendoli, sull’esempio francese, centri vivaci anche dal punto di vista commerciale, sono stati tra i primi a partire. Il guaio è che rischiano di essere gli ultimi ad arrivare a destinazione.
Ciò che manca per dare una destinazione al Movicentro è il collaudo definitivo della struttura, che non si può fare fino a quando non si individua un proprietario.
Al momento la proprietà è di Reti ferroviarie italiane, ma, in base a una convenzione stipulata in passato, dovrebbe diventare del Comune a patto che, dice l’accordo, l’Amministrazione provveda a valorizzare dal punto di vista urbanistico alcune proprietà di Rfi nella zona della stazione non più utilizzate per il traffico ferroviario.
Il municipio è stato fedele all’impegno assunto e, nell’ambito della variante anticipatrice del nuovo Piano regolatore, approvata di recente in Consiglio comunale, ha attribuito a quelle proprietà una destinazione residenziale e commerciale, consentendo tra l’altro l’edificazione di una superficie di poco superiore a 8.000 metri quadri.
Ora si attende il “riscatto” del Movicentro che Rfi non concede poiché la valorizzazione è stata, a suo dire, concessa in una misura inferiore rispetto al previsto.
Sì, ribatte l’Amministrazione perché nel frattempo Rfi ha alienato alcune sue proprietà, dunque nel complesso le percentuali di valorizzazione pattuite sono mutate poiché le proprietà di Reti ferroviarie italiane sono diminuite.
Disguido o incomprensione, sta di fatto che si prospetta all’orizzonte un nuovo braccio di ferro con Rfi e, considerato quanto è stato estenuante quello appena concluso per ottenere le scarpate necessarie alla copertura dei binari fino a via Isonzo, si teme che i tempi si allunghino a dismisura.
Intanto il Movicentro, nuovo di zecca, resta chiuso a chiave e inutilizzato. Ma si pensa pure a come individuarne una destinazione. Concepito per essere un piccolo centro commerciale quasi nel cuore della città, ma con il piano terra occupato dai servizi di biglietteria di Rfi, ci si chiede, ma sottovoce, quali commercianti possano essere interessati ai locali, considerata la conformazione della struttura e l’effettiva scarsa fruizione dei mezzi pubblici che rendono poco affollata l’area della stazione.
Grami presagi all’orizzonte?

Elisa Broccardo

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