La scuola non fa più credito

L’ultimo suono delle campanelle a scuola lo si sentirà nel fine settimana, poi via alle agognate vacanze. Desiderate da tanti, concesse solo ad alcuni.
Le disposizioni introdotte dall’ex ministro Giuseppe Fioroni, infatti, rivedono la questione dei “debiti”, ovvero delle materie in cui non si è raggiunta la sufficienza nell’arco dell’anno e impongono un recupero, attestato e dimostrabile. Chiamiamola reintroduzione degli esami di riparazione o inserimento di una prova attraverso la quale “meritare” la promozione, ma di fatto i debiti non sono più cumulabili di anno in anno, portandosi sulle spalle un “non sapere” che si incrementa. Vanno sanati, e in tempi brevi, concisi quanto un’estate, pena la bocciatura.
Fin qui il succo del discorso.
Ma, quando si tratta di calarlo nella pratica, ci si scontra con la carenza di norme precise. Il poco tempo avuto a disposizione dall’ex ministro Fioroni prima della caduta del governo Prodi II, del tutto assimilabile a quello a disposizione del nuovo ministro Mariastella Gelmini dopo l’insediamento dell’esecutivo Berlusconi IV, rende “rei” entrambi dell’indeterminatezza sul modo in cui applicare la normativa e ha costretto ciascun istituto scolastico a fare da sé, ritagliando a propria misura una soluzione. Oltre alle esigenze degli alunni, infatti, sono da mettere in conto quelle degli insegnanti, alcuni precari, che chiudono il loro impegno con la classe che hanno seguito a fine agosto, altri alle prese con gli esami di Stato da preparare nei mesi estivi.
E poi c’è il sacrosanto diritto alle ferie che ha fatto optare qualcuno per un “6 politico” a tutti, pur di non rinunciare alle vacanze. Eh sì, qualche mela marcia c’è anche tra gli insegnanti. Pare però si possano contare sulle dita di una mano. Tutti gli altri si sono buttati di buona lena a organizzare corsi di recupero, come spiegano i dirigenti scolastici intervistati in questa pagina.
Intanto pare che al Ministero dell’Istruzione siano in corso consultazioni frenetiche per mettere a punto una circolare che conceda più autonomia alle scuole rispetto a quella prevista da Fioroni ed eviti ingorghi in fatto di valutazioni da effettuare a ridosso con l’inizio dell’anno scolastico. Ma la circolare arriverà troppo tardi, considerato che l’imminenza della chiusura delle scuole impone una comunicazione immediata alle famiglie sul da farsi per i recuperi estivi e, stando alle prime indiscrezioni, non farà che concedere ciò che le scuole, giocoforza, già si sono concesse da sé. Elisa Broccardo

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