La tragedia delle due ragazze

Ad accomunarli è l’età e il fatto di aver percorso nel pomeriggio di domenica 25 maggio, a poche ore di distanza la Fondovalle Tanaro. Il destino purtroppo non ha sorriso a quattro ragazzi che viaggiavano su una “Yaris” e a un giovane che circolava a bordo di una “Y”: entrambe le vetture sono state coinvolte, in due circostanze diverse, in incidenti dagli esiti assai gravi complice la pioggia, il fondo stradale viscido e bagnato, e forse l’elevata velocità.
Il primo incidente si è verificato alle 15,40 sulla Fondovalle Tanaro, nel territorio comunale di Novello. L.A., 21enne di Alba, ha perso il controllo della “Y” sulla quale viaggiava. Il mezzo si è capovolto più volte su se stesso e ha invaso la corsia opposta, urtando un caravan condotto da un 48enne residente a Treiso.
Ad avere la peggio è stato il conducente (e unico occupante) dell’auto, elitrasportato all’ospedale “Santa Croce” di Cuneo, dove è ricoverato in gravi condizioni e in prognosi riservata.
Poche ore dopo, alle 17, e a pochi chilometri di distanza, in frazione Meane di Cherasco la “Yaris” condotta da Giorgio Becchio, 22 anni, di Caramagna, è uscita fuori strada in prossimità di una curva e ha finito la propria corsa in una scarpata profonda tre metri. In quattro viaggiavano a bordo di quell’auto: accanto a Becchio, ricoverato a Cuneo con una prognosi di venti giorni, c’erano Flavio Ponzone, 21enne di Caramagna, trasportato all’ospedale “Santa Croce” di Cuneo in prognosi riservata, e due ragazze di Bra. Per le giovani lo schianto è stato fatale e a nulla sono valsi i soccorsi. Sono morte sul colpo. Si tratta di Nicoletta Appendino, 21 anni, residente in strada Gerbido, e Monica De Michele, abitante in via Piumati. Le loro salme sono state composte nella camera mortuaria del cimitero di Roreto di Cherasco.

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2 Risposte to “La tragedia delle due ragazze”

  1. sabrina piumatti Says:

    Una cosa mi permetto di dirla, per rispetto verso i genitori di Monica e Nicoletta, due mie grandissime amiche. Non potete permettervi, anche se è il vostro lavoro, di mettere la foto che avete pubblicato sull’edizione di martedì 27 maggio, a pagina 2, con il sedile fuori!Perchè anche se è stato tirato fuori dai carabinieri e non sbalzato fuori come magari la maggior parte della gente pensa vedendo quella foto, fa un certo effetto vederla. Come ha detto una mamma “Va bene che volete sensibilizzare i giovani sulla velocità, ma non fatelo con mia figlia!” e io mi permetto di sottolineare, non fatelo con i nostri due angeli Monica e Nicoletta.

  2. braoggi Says:

    Sabrina,

    riportiamo il commento in prima pagine del nuovo numero di Braoggi che almeno in parte risponde al tuo commento.

    È stato accennato durante il convegno di Pollenzo che il caso ha voluto fosse a ridosso del terribile incidente che ha stroncato le vite di due ragazze braidesi: in troppi dimenticano che le strade possono essere assassine, credendosi, forse inconsciamente, immortali.
    E allora qualcuno teorizza che la visione degli effetti degli incidenti, tramite fotografie, o incontrando di persona le vittime sopravvissute, ma menomate per sempre, possa essere un positivo interruttore per il risveglio delle coscienze.
    Non sarà certo un rimedio miracoloso, ma crediamo che la tesi non sia poi così peregrina. Può essere utile “costringerci” ogni tanto a ricordare, anche a costo di scandalizzare, che siamo fatti di carne e tutt’altro che invulnerabili. c.p.

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