“Ronde” sì, ma… politicamente corrette

Gregorio e la Lega: «Promuoviamo corsi di volontariato civile»

Davico propone di finanziare l’operazione anche con i tagli alle società partecipate dalla Provincia

«Per rispondere alle numerose richieste venute dal cuneese stiamo predisponendo corsi di volontariato civile per i quali chiederemo il supporto delle Forze dell’ordine»: Federico Gregorio, segretario della Sezione braidese del Carroccio, annuncia così l’impegno della Lega nord di avviare anche in Granda le cosiddette “ronde”.
Anche se a Gregorio questo termine proprio non piace: «Tanto più ora che abbiamo una grande responsabilità istituzionale, proporremo una forma di volontariato civile, nessun Far west fatto da chi pensa di scaricare in quel modo le proprie repressioni».
L’emergenza criminalità si avverte anche nella Granda?, chiediamo.
«Non ci sono problemi di ordine pubblico, né intendiamo creare allarmismi, ma la gente è stanca dei furti, delle risse, di aver paura a uscire di casa la sera. La presenza di volontari, che collaborino con le Forze dell’ordine nel presidio del territorio e nel segnalare anomalie può essere una risposta a certi timori».
L’iniziativa potrebbe trovare un riconoscimento, seppur non istituzionale, in un contesto più ampio come si evince dalle dichiarazioni del sottosegretario di Stato agli interni, Michelino Davico.
Senatore, in due anni è passato da un assessorato di una cittadina come Bra al Sottosegretariato del Ministero degli interni. Come ha vissuto quest’ascesa?
«La Lega nord è l’unica forza politica che supporta una persona “normale”, con la sua vita e il suo lavoro, in un cammino che ha anche caratteri ‘eccezionalità. E un percorso partito dalla base della Lega cuneese che, prestando attenzione all’indirizzo dei vertici sul rinnovamento dei rappresentanti del territorio, due anni fa si è espressa a favore della mia candidatura al Senato. Di qui è partito un cammino. Ciò che è successo, soprattutto, è frutto del consenso ottenuto dal Carroccio nella nostra provincia con il notevole incremento di voti».
Veniamo al suo impegno al Ministero. Come vivrà la sua delega agli enti locali?
«Non è ancora stato fatto il decreto che ufficializza questa delega, pur essendo stata definita in un incontro con il ministro Maroni. Il Ministero degli interni è una struttura complessa, rappresenta il cuore dello Stato, coinvolge gli altri Ministeri e le strutture centrali e periferiche dello Stato. Per gli enti locali bisogna ridefinire il loro ruolo, guardando alle competenze amministrative e in quanto a federalismo e sicurezza».
Sicurezza ed enti locali: come sarà sviluppato questo filone e ha proposte anche per la provincia di Cuneo?
«I patti per la sicurezza sono nati in realtà metropolitane, ma anche per territori più estesi, e implicano un’attenzione al coordinamento delle Forze dell’ordine per prevenire la criminalità e rafforzare il controllo. E quanto ho proposto al presidente Raffaele Costa per la Granda. Se le spese per la sicurezza fossero tolte dai patti di stabilità degli enti locali, si avrebbero più fondi per altri servizi. L’idea potrebbe portare sul territorio risorse per la sicurezza e altri fondi destinati a quello scopo potrebbero venire dai tagli alle società partecipate, già razionalizzate. La gente capirebbe che chiudiamo settori che costituiscono spese vive senza produrre grandi benefìci, per utilizzare quelle risorse rispondendo a un’impellente richiesta della cittadinanza».
Cosa pensa dell’apporto che potrebbero dare i volontari civici in fatto di sicurezza?
«Occorre prestare attenzione: un conto è che i volontari agiscano in contesti di particolari fenomeni sociali (i pericoli che possono arrecare tossicodipendenti o bande di ragazzini), altro è porli a confronto con fenomeni di malavita. In questo caso l’intervento di volontari è poco opportuno, oltre che troppo rischioso. Per il servizio civico finalizzato al presidio del territorio non ci potrebbe essere un riconoscimento istituzionale. Ciò che si può riconoscere è una collaborazione tra istituzioni politiche, istituzioni che si occupano di pubblica sicurezza e quanti, per il grande sentimento di attaccamento alla loro terra, si rendono disponibili a segnalare e a prestare attenzione a possibili fenomeni di degrado. Costoro, prima di dare il loro contributo, dovrebbero comunque partecipare a un corso propedeutico d’informazione sui limiti e sulle modalità del loro intervento».

Elisa Broccardo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: